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di Manlio Converti

Psicopatologia Referendaria (anche io voto) (SI)

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27 novembre, 2016 - 13:00
di Manlio Converti
Volevo scrivere un pezzo di psicopatologia della politica italiana ma l'occasione del referendum ha superato le mie speranze. Tutto il dramma della comunicazione e lo psicodramma di una società inerte si stanno scontrando ferocemente, anche se si spera per l'ultima volta.
Quanto meno se vincerà il Sì, come mi auguro.

Rinuncerò alle gare di nuoto per andare a votare dove sono residente, perché il piccolo Paese dove vivo, l'Italia, molto ricco di storia e di arte, settima o decima potenza industriale, torni protagonista della vita e dell'evoluzione sociale e politica.

Investire nel futuro un proprio capitale, fosse solo il capitale umano, la forza lavoro o quella intellettuale, il proprio corpo o le proprie risorse, rappresenta la prossima meta necessaria, in un Paese industriale, dove solo gli ultimi arrivati, i migranti, ragionano davvero in termini di liberismo. La questione tocca anche noi omosessuali, ferocemente divisi come tutti gli italiani, ma protagonisti, quelli che sono liberi e dichiarati, in un modo o nell'altro.

IO VOTO SI

La società italiana è inerte, appesantita ancora dalla gravità della storia politica del secolo passato, e così post comunisti e post fascisti si incontrano nella difesa della forma costituzionale nata nel dopoguerra per rispondere alla doppia esigenza di rinunciare all'epoca alla dittatura imperialista e rimanere in equilibrio sul filo incerto di quella che sarebbe stata la Guerra Fredda. Adeguo Salvini e gli epigoni del PdL ai post fascisti, sarebbe ingenuo considerare solo la punta d'iceberg di CasaPound. Allo stesso modo le minoranze PD e Sel sono post comunisti, non solo l'Anpi o le varie tipologie di rifondazione.
A questi si aggiungono i Grillini, che dicono sempre No, come i bambini, per incapacità, per calcolo o per perfidia, come è accaduto sulla questione delle Unioni Civili. D'altra parte il collega Gandolfini voterà No proprio perché è passata la legge sulle Unioni Civili, quindi l'argomento non è indifferente al ragionamento, ancorché non lo faccia mio se non per citarvi il campo della discussione. In questo campo rientra l'ex direttore del sito Lgbt più influente (www.gay.it) che si è schierato apertamente con il nuovo gruppo facebook "Omosessuali per il Sì".

Date le premesse sociali, io  preferisco fare un ragionamento politico più ampio, non emotivo, quasi anaffettivo, anancastico piuttosto che disforico, per cui devo aggiungere un'altra premessa.

Le rivoluzioni economiche e politiche dal 1989 sono infinite, basti pensare alle torri gemelle o alla crisi dei subprime, solo nei primi anni del nuovo secolo, alle primavere arabe, all'Isis e alla Cina in recessione economica. Post comunisti e post fascisti marciano invece insieme per salvaguardare la struttura di un Paese diviso così solo fino al lontanissimo 1989 tra comunisti e democristiani e di cui nessuno sente più bisogno. Lo scontro attuale sembra invece essere tra sistema ed antisistema, dove ognuno reclama la propria quota in entrambi i campi a seconda se governi o sia all'opposizione.

Dall'altra parte abbiamo infatti la società reale che fondamentalmente è divisa, con brevi oscillazioni, intorno a tre vertici politici e allo stesso tempo antipolitici come fu Berlusconi sceso in campo dalle televisioni, Grillo ritornato in auge con internet e Renzi il rottamatore. Sono tutti leader senza programma reale, se non quello di inventarsi un percorso strada facendo.

Al di sopra delle nostre miserie esistono invece le grandi teorie politiche, tutte liberiste (keynesiana, ordoliberista e la deregulation), che nessuno ci spiega pubblicamente in onestà. Allo stesso modo esistono organismi sovranazionali, multinazionali oltre che internazionali assolutamente fuori dal controllo democratico e veri detentori del potere economico mondiale.

Dal 1989, capita la premessa teorica, i politici cercano in Parlamento di adeguare gli strumenti della politica alla complessità e alla velocità di cambiamento della realtà globale, ma il nostro teatrino politico ha fatto fallire ogni tentativo bicamerale.

A questo punto l'occasione dell'ennesimo disastro elettorale, inevitabile al Senato, accoppiato agli obblighi europei e alla sentenza negativa della Corte Costituzionale, ha prodotto l'ultima grave crisi, in cui neanche si riusciva ad eleggere un Presidente della Repubblica.

Ogni tentativo di mediazione col parvenu Grillo, AD della Casaleggio a 5 stelle, tanto da parte di Berlusconi, CTO della propria azienda politica, quanto da parte di Renzi, nuovo segretario dell'ultima oligarchia di partito in Italia, ha costretto questi ultimi due al Patto del Nazareno.
Morì Moro e forse anche Togliatti per impedirlo all'epoca.

Da quel patto reciproco di due forze politiche su tre nasce questa interrogazione referendaria e questa proposta costituzionale, nel pieno accordo di due forze su tre, almeno finché, sempre il mediocre teatrino politico, non ha spostato sul No perfino le minoranze PD.

Lo psicodramma di Renzi a questo punto è quello di un Edipo rottamatore o di un Telemaco tradito dai Proci? Spetta a Recalcati spiegarcelo, ma anche lui ha detto che dovremmo votare Sì, proprio a salvaguardia della Psiche comune alla società italiana.

Intanto il fronte del No ha tirato su una barriera di ricorsi, tutti bocciati dai vari tribunali nonostante l'autorevolezza dei proponenti. In rete, invece, una marea di troll aggrediscono tutte le bacheche e i siti con motivazioni ossessive, tutte completamente false e spesso contraddittorie.

Complessivamente la folla dei troll del fronte del No rappresenta il 90% dei comunicatori, tutti completamente ignoranti l'attuale costituzione italiana che pretendono di salvaguardare, ma soprattutto tutti disperati, angosciati e ossessionati da una possibile fine apocalittica. I sondaggi non danno affatto la vittoria del No oltre i sette punti di differenza, sempre che abbia ancora senso il loro contributo. L'onnipresenza dei comunicatori-troll del No e i pareri da Cassandra dei sondaggi non sono affatto misure affidabili della realtà e dell'opinione variabile degli italiani, ma fanno parte dello psicodramma elettorale come fattori attivanti forse in modo paradosso, cioè a favore, in questo caso, del silenzioso Sì.

L'odio viscerale per il capo del governo, nominato e non eletto, come previsto anche dalla futura costituzione, se vince il Sì, da parte di un Presidente della Repubblica anch'egli non eletto, sempre per via della Costituzione, rappresenta la base comune della disinformazione. Si rimprovera la non elezione di chi è stato regolarmente nominato, da parte del Presidente in carica rieletto con accordo bipartisan dopo enormi difficoltà, solo per accedere al livello successivo: essere riconosciuti paladini del No.

A questo punto i troll si mettono in tanti a sviscerare ossessivamente un solo punto, senza necessario contraddittorio, ma sempre al prezzo di mistificare tanto la proposta effettiva del referendum quanto la realtà attuale. Se contraddetti razionalmente cambiano del tutto il tema in gioco, appena vedono il loro assurdo ragionamento perdente, per creare un nuovo fronte di confusione e disinformazione. Arriviamo fino alle allucinazioni, devo ammettere.

Un esempio elegante è l'ennesima bocciatura postquam di una legge da parte della Corte Costituzionale. La futura Costituzione prevede che il parere sia precedente la promulgazione d'ogni legge, come oggi accade per la Corte dei Conti rispetto alla legge di Bilancio. L'effetto sul fronte del No alla spiegazione attuale del perché sia proprio necessario votare Sì, diventa ai loro occhi un irrazionale bavaglio sulla Corte Costituzionale. Alla necessità di un controllo preventivo per evitare a politici ormai antipolitici di scrivere oscenità anticostituzionali si sostituisce un bavaglio surreale ai poteri di controllo del Parlamento, che invece ne risulterebbero aumentati proprio perché preventivi.

L'argomento clou del No resta la mancata abolizione del Senato con un organo non eletto utile solo a dare immunità parlamentari a sindaci e consiglieri regionali. A parte il fatto che il nuovo Senato di fatto avrà compiti del tutto diversi e solo effetti consultivi e in tempi certi sulla promulgazione delle leggi, che spetterà solo alla Camera; ma esattamente come è possibile che si parli di immunità e di senatori non eletti?
I sindaci e i Presidenti delle Regioni mi risulta siano eletti, ma anche i consiglieri regionali che diventeranno senatori sarebbero stati comunque eletti fosse anche con la stessa scheda perché sarebbero coomunque i più votati alla Regione e della maggioranza. È allucinante pensare che siano eletti senatori consiglieri della minoranza o non eletti alla Regione o meglio semplicemente non sarebbe democratico.
Sulla questione immunità basta citare Berlusconi immagino per ricordare che non esiste più alcuna immunità sufficiente ad evitare processi e condanne!

Ci si lamenta anche della riduzione del potere dei cittadini elettori, per il banale adeguamento a 150mila invece che 50mila firme (originali, sia chiaro, e certificate dal vivo) per presentare le leggi popolari.
Se vince il Sì le leggi popolari, finora del tutto ignorate, dovranno per forza essere discusse alla Camera. Inoltre i referendum diventeranno di più tipi, non solo abrogativi, e saranno ridotti i quorum.
E' evidente che il potere di controllo democratico diretto verrà aumentato in modo palese.

Il fronte del No si sbraccia in rete contro Renzi, ma in televisione prende due forme, generalmente sperando che resti. Post comunisti e post fascisti pretendono che Renzi resti al suo posto. I Grillini invece, inventandosi ancora una volta regole inesistenti nella Costituzione Italiana, già si vedono salire al colle per reclamare il Capo del Governo, ben sapendo che non avrebbero nessun consenso, soprattutto alla Camera dove il PD ha la maggioranza assoluta. In caso ottenessero nuove elezioni si andrebbe a votare con la legge del Senato, in pratica, estesa alla Camera, con l'effetto di raddoppiare l'attuale caos, data la quasi totale immobilità dei sondaggi sulle tre forze politiche, ognuna con circa il 30% dei voti. Nuove elezioni con la legge elettorale detta "mattarellum" implicherebbero la necessità di accordi parlamentari e si tornerebbe ad un nuovo Patto del Nazareno, data l'incapacità, il calcolo o la perfidia dei Grillini a dire sempre No.

Di fatto è un'anomaila del sistema che questo referendum possa modificare la conduzione del governo o la continuità della legislatura fino al 2018. Nel caso si arrivasse ad un governo tecnico (con chi?) comunque sarebbe necessario qualcosa come un Patto del Nazareno per stabilire una nuova legge elettorale, che faticherebbe ad essere espressa in tempi utili, date le contraddizioni presenti al Senato.
Alla vittoria del Sì, anche se si andasse a nuove elezioni subito, pure con la stessa legge elettorale, si dovrebbe trovare un accordo solo alla Camera, ma probabilmente ad una vittoria del Si corrisponderà l'immediata promulgazione di una nuova legge elettorale sulla base della fiducia, già espressa da tutti i leader del centrodestra a questo governo Renzi, per il semplice fatto appunto che si porrebbe la fiducia.

Il referendum è sulla Costituzione ma è inevitabile parlare della legge elettorale annessa... tutti dimenticano che è proprio la bocciatura da parte della Corte Costituzionale a costrigere questo governo a cercare questo tipo di accordo.

Concentriamoci su un ultimo punto.
IL VANTAGGIO DI AVERE UNA SOLA CAMERA LEGISLATIVA
Chiarito che il ruolo del nuovo Senato, in campi espressi in modo pignolo nell'articolo che sembra ridicolo proprio perché puntiglioso e preciso, e che limita e specifica i poteri del nuovo Senato, sarà del tutto diverso e solo in tempi certi e solo con effetto consultivo potrà promuovere cambiamenti a quelle leggi che riterrà influenzino le Regioni, sappiamo già adesso per ogni legge, prommossa alla Camera, esattamente quando, accettati tal quale gli eventuali suggerimenti del Senato o negati, verrà promulgata ogni legge senza ulteriori ping pong.
Si dice, da parte del fronte del No, che questo governo invece sita promulgando abbastanza leggi velocemente...
Intanto fare i complimenti al governo Renzi per l'efficienza e dire No alle sue proposte è ridicolo. Poi le opposizioni di solito presentano migliaia di emendamenti ridicoli costringendo alla richiesta di fiducia che blocca ogni discussione razionale ai parlamentari.
Se vince il Sì, la Camera, dove ci sarà una maggioranza certa, potrà discutere in modo razionale tutte le leggi proposte (anche quelle popolari, per obbligo), perchè saranno limitati nei fatti oltre che per Costituzione le possibilità di appellarsi alla fiducia..
Di fatto poi sarà la maggioranza a decidere, visti tutti i pareri, quali accogliere o meno, ma questo è il senso della democrazia, altrimenti si torna al concetto di Patto del Nazareno, di inciucio e via dicendo.

Altro argomento nel merito è che la Camera eleggerà il Presidente della Repubblica e i giudici della Corte Costituzionale con una proporzione che teoricamente potrebbe dopo un certo numero di votazioni essere coperta dalla sola maggioranza, è vero, ma solo ed esclusivamente a patto che escano tutti i rappresentanti delle opposizioni dall'aula!!!

Vi sembrerà un discorso razionale contro banali falsi miti e leggende metropolitane. Invece a questo punto, là dove metterò fine a questo articolo, inizierà una giostra di opposizioni, cambiando argomento, aggredendo l'interlocutore, puntando il dito sulle scie chimiche e inventando sofismi e cavilli.
State pronti a tutto e se votate Sì non rispondete. Aggiornerò ogni tanto il testo per aggiungere altre perle motivazionali e contromotivazionali. Ricordate però che il meccanismo innescato dalla rete di troll può discriminare qualcuno più sensibile del sottoscritto e produrre lesioni psicologiche sulle vittime come nel caso di stalking.

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Commenti

Ma ha letto il testo delle proposte di modifica?
L'unica che regge è l'abolizione del CNEL.
Per il resto, il "nuovo" Senato è composto da consiglieri regionali e sindaci che vi lavorerebbero a tempo perso non si sa con quale costrutto. E con tutto questo dovrebbe occuparsi di argomenti molto seri, potrebbe richiamare a sé provvedimenti in discussione alla Camera e se Camera e Senato non fossero d'accordo, sono i due rispettivi presidenti che dovrebbero fare da mediatori: alla faccia del superamento del "bicameralismo perfetto"!.
E poi sono tenute in vita le Regioni a statuto speciale che quindi potrebbero sottrarsi all'operazione di neo-centralizzazione delle scelte, ad esempio in materia di sanità con conseguente esercizio differenziato del diritto alla salute sul territorio nazionale.
E poi c'è l'innesco di una pessima legge elettorale maggioritaria approvata con voto di fiducia.
Non è una cosa seria, non è una cosa che possa funzionare e che sarà fonte di pasticci, contenziosi.
Per questo voterò NO,
luigi benevelli


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