lncontrare l'assenza di Massimo Recalcati

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Buonasera a tutti ho letto in settimana un breve saggio del Professor Recalcati che si intitola "Incontrare l'assenza" e tratta del tema del lutto in chiave psicoanalitica.

L'autore spiega come le reazioni possibili siano due (e mezzo). La prima cd. maniacale e la seconda melanconica. Questa seconda a sua volta si biforca e si cristallizza in una posizione patologica di depressione ovvero, nell'altro caso, costituisce il presupposto di quel lavoro del lutto che porta all'introiezione alla simbolizzazione dell perdita ed al superamento della fase (acuta) dolorosa del lutto.

Quanto alla reazione maniacale, questa viene definita come negazione della perdita, rifiuto negazione del lavoro del lutto. Il soggetto sostituisce un nuovo oggetto a quello perduto, evitando così la simbolizzazzione necessaria che un corretto svolgimento del lavoro del lutto imporrebbe.
Non mi sono chiari i corollari di questa descrizione e così chiedo lumi a voi. Nel caso di reazioni maniacali il lavoro del lutto è evitato completamente o solo rimandato? E se rimandato quando sarà affrontato sarà più pesante da gestire? Dal punto di vista clinico sarà più difficile da analizzare in seguito? Voglio dire può succedere che l'analizzato lamenti sofferenza per un fatto x+1 mentre in realtà si nasconde anche qualcosa di più remoto?

Grazie a chi mi darà spunti

Aggiungo per i tanti che visitano questa pagina quasi fosse un "articolo" che NON SI TRATTA DI UN ARTICOLO ma della proposta ragionata di aprire un dibattito e un confronto ovvero sarebbe bello che gli utenti registrati che sono tantissimi provassero appunto ad avviare una discussione.
Possibile che prevalga la passività sempre? Possibile che non si colga l'opportunità di fare COMUNITA' attraverso la condivisione delle proprie opinioni con gli altri?
Possibile che sia così

caro Riccardo ottima idea vediamo di spingerla un poco per far sì che la discussione parta