DI DIRITTO E DI ROVESCIO
Legge e Giustizia dalla parte dei più fragili
di Emilio Robotti

È colpa dei disabili se non riescono a salire e scendere le scale?

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17 luglio, 2017 - 15:29
di Emilio Robotti

A seguito dei lavori di messa in sicurezza del territorio avviati dalla Giunta Doria uscente dopo le alluvioni che si sono ripetute negli ultimi anni, è appena terminata l’eliminazione del sottopasso di via Cadorna, angolo via XX Settembre a Genova. Potete vedere il risultato: laddove si poteva attraversare la strada, trafficatissima, solo tramite il sottopasso (era assente l’attraversamento semaforico pedonale delle strade che confluiscono nell’incrocio, tranne su un solo lato; per gli altri tre, occorreva percorrere nella migliore delle ipotesi un centinaio di metri almeno per raggiungere il semaforo e altrettanti per tornare dall’altro lato), ora i pedoni possono attraversare la strada solo con il semaforo. È scomparso definitivamente il sottopasso e con esso alcuni negozi che storicamente interrompevano l’attività ad ogni alluvione.
Potete leggere molti commenti negativi alla notizia riportata sulla pagina web del sito di Genova24, ma anche su Facebook. Non solo non li condivido, ma li trovo strabilianti.
Invece io, lo ammetto, sono contento, soddisfatto appieno come cittadino dell’eliminazione del sottopasso e vi spiego perché.
Faccio l’avvocato, non l’ingegnere, e siccome risulta che il sottopasso sia stato eliminato per questioni di sicurezza, sono contento che in quel punto la città sia più sicura. Mi fido: se i tecnici mi dicono che era necessario eliminare il sottopasso, penso sia così, fino a che un altro tecnico qualificato mi dimostrerà, forse, il contrario. Se non fosse così, dovrei credere ai rettiliani, alle scie chimiche e via dicendo (sui vaccini dedicherò un post a parte, prometto).
Ma sono ancora più contento per un altro motivo, che non è citato nell’articolo e non so se sia stato considerato dal Comune di Genova a suo tempo: presumo di sì, perché Genova ha aderito da molto tempo alla rete città sane e quindi all’Agenda 2030 (*).
Il motivo è che quel sottopasso eliminato, oltre a non essere sicuro per nessuno, non consentiva alle persone disabili di attraversare la strada. In barba alla Convenzione per i Diritti delle persone con Disabilità, ratificata anche dall’Italia, alla nostra Costituzione ed alle altre norme nazionali ed internazionali a tutela delle Persone con Disabilità, che tra l’altro ho cercato di illustrare brevemente in due articoli in questo blog l’anno scorso (Disabilità e Diritti Umani: "Nothing about us, without us". e Disabilità e Diritti Umani: "Nothing about us, without us". Parte II)
Scusatemi, mi accontento di poco io, prima di gridare alla vergogna ed allo scandalo per l’eliminazione del sottopassaggio pedonale. Sbaglio, o dobbiamo invece dimenticare la sicurezza dei cittadini e i diritti delle persone con disabilità e protestare per qualsiasi cambiamento?
 
Ecco il testo della notizia http://www.genova24.it/2017/07/murato-sottopasso-della-vergogna-nuovi-spazi-urbani-via-cadorna-183179/
 
(*) Cosa è l’Agenda 2030? “L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile - Sustainable Development Goals, SDGs - in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030” http://www.unric.org/it/agenda-2030

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