Riflessioni (in)attuali
Uno sguardo psicoanalitico sulla vita comune
di Sarantis Thanopulos

FAKE NEWS: Il falso come imitazione del vivere

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19 novembre, 2017 - 20:33
di Sarantis Thanopulos

Nel periodo delle elezioni americane Facebook, You tube, Twitter hanno trasmesso agli elettori americani un’enorme quantità di notizie false fabbricate in Russia. Le notizie artefatte non annunciavano l’arrivo dei marziani (come fece Orson Welles in una trasmissione radiofonica, rimasta famosa, della CBS nel 1938) né la presenza di coccodrilli nelle fognature di New York. Erano verosimili, tenevano conto del fatto che l’invenzione di sana pianta (provocazione o gusto del grottesco) si smonta facilmente. Invece il verosimile è più convincente del vero.
Secondo Aldo Masullo, “la falsa notizia, che è eccitante, è la fantasia dei poveri di spirito”. Essa, aggiunge il filosofo, “può oggi diffondersi con più velocità e quindi facilmente coprire quella vera”. La fantasia dei poveri di spirito, coloro che mancano di  curiosità, immaginazione, meraviglia, intuizione, è oggi potentissima nel mercato dell’informazione.
Per capire la forza della povertà di spirito nel determinare il nostro modo di vivere, è utile un passo laterale che ci porta dal mercato delle false notizie al mercato delle identità sessuali contraffatte: gli interventi chirurgici nel campo della transessualità. Ci sono persone che si sentono donne in un corpo d’uomo o uomini in un corpo di donna. Sul piano erotico ciò non è di per sé un problema. Per la costituzione bisessuale del corpo umano, un uomo può godere in modo femminile e una donna in modo maschile. Sennonché i transessuali, non sempre, ma tipicamente, aspirano a essere un sesso, femminile o maschile, puro. Questo è un loro diritto che, tuttavia, preclude il godimento profondo: esso richiede infatti la compartecipazione dentro di noi del femminile e del maschile, seppure in proporzioni diverse.
L’aspirazione della purezza può portare fino alla contraffazione chirurgica e ormonale del proprio corpo che lo desessualizza. Pure questo è un diritto, ma è costoso. Lo Stato si accolla spese altissime, rese tali anche per il fatto che, data l’importanza del business, i richiedenti della contraffazione del sesso vengono incentivati a realizzarla, invece di essere aiutati a valutarne i limiti. L’impiego di ingenti risorse pubbliche, in un clima di denuncia degli sprechi, è sospetto. Pone un interrogativo ineludibile sulla prodigalità specifica di uno Stato che ha operato tanti tagli indiscriminati al welfare da ridurre la qualità di vita di tutti e a mettere a rischio la salute fisica e psichica di tanti.
L’atteggiamento dissociato dello Stato e il successo delle notizie false, riflettono entrambi la preferenza diffusa per l’imitazione, contraffazione ai danni del vero. Il falso ci risparmia il lavoro di trasformazione richiesto dall’imprevedibile percorso di ogni esperienza vera. Ci evita, inoltre, la fatica di un’elaborazione dell’inevitabile sofferenza che nasce dalle destabilizzazioni di cui la verità è foriera. La realtà  contraffatta è riproducibile a volontà, crea un senso di stabilità e sicurezza.    
La generosità legislativa, peraltro giusta, nei confronti dei transessuali, stride con le resistenze nei confronti del biotestamento. I religiosi fanatici che chiedevano a Eluana Englaro di risorgere, vogliono il regno dei cieli realizzato sulla terra, preferiscono la parvenza di vita alla vita vissuta. La resurrezione “qui e ora” come morte che vive, il falso di vita, l’immortalità al posto di vivere veramente. Il loro sogno concreto lo si ritrova emergere in un altro luogo, apparentemente sconnesso - lungo il fiume carsico della consolazione che risucchia la speranza- in tutti i progetti, supposti “laici”, di costruzione bionica dell’esistenza.

 
 
 

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