PSICHIATRIA 2.0
Innovazione, Social Media e Nuove Tedenze nella Psichiatria del XXI secolo
di Valerio Rosso

Intelligenza artificiale in Medicina e Psichiatria

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22 ottobre, 2018 - 20:55
di Valerio Rosso

Sapevate che il libro della Cambridge University Press "Artificial Intelligence and Psychiatry" di David J. Hand è stato pubblicato per la prima volta nel 1985? In realtà negli anni '80 vi furono moltissimi ingegneri informatici che si dedicarono alla possibilità di utilizzo dell'intelligenza artificiale in medicina.

Nonostante questi gloriosi e pionieristici inizi, solo negli ultimi anni, l'intelligenza artificiale (IA) ha trovato il suo utilizzo nella diagnostica e nella terapia dei disturbi della salute mentale. Il numero di studi scientifici al riguardo, in crescita costante, suggeriscono che l'intelligenza artificiale può essere applicata con successo nella diagnostica di problemi di salute mentale addirittura prima che una persona venga valutato da un operatore sanitario "umano" con un paragonabile livello di affidabilità.

La domanda principale è quindi la seguente: come può l'intelligenza artificiale (deep learning e machine learning) aiutarci a sviluppare una migliore comprensione delle cause e dei più efficaci trattamenti dei problemi di salute mentale? La principale risposta è la seguente: aiutando gli operatori umani ad interpretare i milioni e milioni di dati che provengono dagli studi basati sull'evidenza e dai big data applicati alla sanità. Ma non solo.

Infatti una grossa quantità di dati provenienti dal "mondo reale" possono essere estratti non solo dalle cartelle cliniche, dai colloqui e dagli studi clinici grazie al riconoscimento del linguaggio naturale, ma anche dai social network come facebook e instagram. È questo un campo dell'intelligenza artificiale che sembra essere particolarmente favorevole alla psichiatria più ancora che alle altre specialità mediche.

Nel parlare di questi argomenti innovativi bisogna riflettere attentamente sui rischi e sulle questioni etiche ad essi connessi, soprattutto sul fatto se sia opportuno o meno affidare la costruzione degli algoritmi ai soli ingegneri senza alcun contributo "profondo" da parte del personale sanitario (e quindi sulla necessità che i medici sviluppino competenze trasversali nell'ambito dell'informatica).

Per approfondire queste tematiche vi invito a consultare le pagine del mio blog relative all'argomento Intelligenza Artificiale in Medicina e Psichiatria.

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