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di Marzia Simona Giansante

AVVISO DI CHIAMATA -Romanzo di Delia Ephron

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29 giugno, 2019 - 12:02
di Marzia Simona Giansante
Titolo: Avviso di Chiamata
Autore: Delia Ephron
Traduttore: Enrica Budetta
Editore: Fazi
Pagine: 334
Prezzo: 8,99 Euro

Trama
Dopo Siracusa, arriva nelle librerie italiane il romanzo d’esordio di Delia Ephron, sorella della famosa Nora e insieme a lei autrice di film indimenticabili come C’è posta per te. Eve Mozell è un’organizzatrice di eventi quarantaquattrenne che vive a Los Angeles. Quella da cui proviene è una famiglia di eccentrici artisti. Da tempo la madre ha lasciato il padre per un altro uomo e, ora che lui è divenuto anziano, tocca a lei farsene carico, insieme alle sue sorelle: la maggiore, Georgia, estrosa e brillante, è la direttrice di un’importante rivista e trasforma in moda qualsiasi cosa indossi o dica; la minore, Maddy, è un’attrice stralunata alle prese con una gravidanza imprevista e il conseguente licenziamento dalla soap opera in cui lavora. Il padre, con il suo alcolismo, i suoi episodi maniaco-depressivi, i suoi tentativi di suicidio e le sue assurde storie d’amore e di sesso, è un disastro. Ma Eve ha anche altri problemi: gli impegni lavorativi, le preoccupazioni per il figlio adolescente, l’angoscia per il proprio declino fisico. Per questo esistono le sorelle: nonostante le gelosie e le incomprensioni, basta alzare la cornetta del telefono per trovare un po’ di sollievo… Le carriere, gli amori e le rivalità di tre sorelle fra New York e Los Angeles: in Avviso di chiamata, romanzo che ha molto di autobiografico, l’autrice svela una serie di squisiti retroscena sulla famiglia Ephron, a partire dall’indimenticabile Nora. Da questo romanzo è stato tratto il film omonimo con Meg Ryan e Diane Keaton (anche regista).



Recensione

“Ho sempre pensato che mia madre non aveva amici, perché non parlava mai al telefono”.

Si apre così il romanzo di Delia Ephron, con la protagonista, Eve Mozell, che inizia un lungo, impietoso, cinico e divertente excursus della propria vita, analizzando attraverso gli occhi dell’adulta che è diventata, la sua bizzarra e scellerata famiglia. Se da un lato Eve attinge alla memoria per ripercorre le tappe più significative della vita famigliare, dalla separazione dei genitori, alle grandi difficoltà nella gestione, emotiva e pratica, della malattia psichica del padre, dall’altro racconta il suo presente che scorre sulle linee telefoniche. Il telefono, quello fisso, è infatti il collante tra le tre sorelle e si contende con la stessa Eve il ruolo di protagonista del romanzo.

"Non importa per quanto tempo o con chi, parlare al telefono placa la mia ansia".

Le sorelle, tre donne di successo, costituiscono un piccolo microcosmo di affetto, stima, antagonismo e competitività, nel quale ogni componente ha assunto ruoli precisi e definiti.

“Georgia camminava come se la strada fosse sua, Maddy ci camminava senza neppure farci caso. Io tendevo a guardare bene dove mettevo i piedi, cercando di avanzare senza dare troppo disturbo a nessuno”.

Eve si autoimpone di essere il centro di gravità di questo nucleo e come fosse un centralino, gestisce convulsamente i contatti telefonici con Georgia e Maddy, telefona ad una, telefona all’altra, racconta e ascolta, distribuisce compiti, assolve e condanna mantenendo sempre un atteggiamento politically correct fino a quando, la malattia del padre, rimescola le carte e fa crollare le formalità.

Il ruolo del telefono come scatola nera di una famiglia appare il marchio emblematico dei tempi attuali ed è questo il nucleo centrale sul quale la Ephorn ha costruito un romanzo contemporaneo, ironico ma di spessore. Una deliziosa commedia che dietro alla gradevole scorza ironica cela contenuti profondi e interessanti.

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