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PTSD Stress Post-Traumatico: che fare?
di Raffaele Avico

L'APPROCCIO SISTEMICO AL PTSD (PSICOTERAPIA E LAVORO SUL CORPO) COME MIGLIORE PRATICA

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23 agosto, 2019 - 11:19
di Raffaele Avico


Abbiamo su questa rubrica già approfondito il tema del rapporto tra PTSD e attività fisica, cercando di rispondere alla domanda se e come il praticare attività fisica in modo regolare possa favorire la "dissipazione" del PTSD in soggetti che ne siano colpiti. La letteratura per ora prodotta sembra incitare all'uso di pratiche di tipo aerobico.

Hegberg et al. (marzo 2019), in un lavoro recentemente pubblicato su Frontiers in Psychiatry, esplorarono in una completa review gli articoli che si occupavano della correlazione tra uso di esercizi solo aerobici (escludendo quindi lo Yoga, per esempio) e livello di PTSD, prendendo in esame 19 studi eseguiti su soggetti diagnosticati PTSD. I risultati dimostrarono un'evidente associazione tra svolgimento di attività aerobiche e diminuzione dei sintomi di PTSD: gli autori invitarono tuttavia alla produzione di ulteriore ricerca (attraverso studi di tipo RCT) al fine di valutare una possibile causalità diretta tra i due eventi.

Questo articolo ha il pregio di strutturare in modo puntuale una serie di ipotesi a riguardo dei meccanismi d'azione dell'attività fisica in termini di benefici sul PTSD. In particolare gli autori citarono:

  1. desensibilizzazione ed esposizione: è possibile che esporre il proprio corpo a esercizi di natura aerobica anche vigorosa, elicitando una condizione di iper-arousal, predisponga il soggetto a interpretare quella stessa alterazione fisiologica come non-patologica in contesti di non esercizio (per esempio nel caso di una forte tachicardia ottenuta per via di un esercizio vigoroso, interpretata in seguito come meno pericolosa)
  2. cognitive impairment: gli autori notarono come non esistessero studi che mettessero in correlazione l'esercizio fisico e migliori performance cognitive in soggetti colpiti da PTSD. Tuttavia, una robusta quantità di studi inerenti il miglioramento di alcune funzioni cognitive nell'anziano (in particolare funzioni esecutive e memoria episodica) lasciava supporre che gli stessi miglioramenti sarebbero stati riscontrati nei soggetti colpiti da PTSD, anche in età più giovanile (laddove nel PTSD erano quelle stesse funzioni cognitive a essere maggiormente compromesse: memoria episodica e funzioni esecutive)
  3. impatto anatomico e alterazione delle strutture cerebrali: anche in questo caso, gli autori evidenziarono come non esistano al momento studi che osservino la morfologia di zone specifiche del cervello a seguito di training specifici di esercizi; tuttavia, notarono anche qui come molti studi evidenziassero un impatto positivo dell'esercizio aerobico e del “fitness cardio-respiratorio” sulla morfologia di molte zone cerebrali in pazienti anziani, zone osservate alterate a seguito dello sviluppo di PTSD.
  4. Gli studi a riguardo dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) in soggetti sani, dimostrano come l'attività fisica tende a regolarizzarne il funzionamento: gli autori dell'articolo proposero che un simile effetto benefico, potesse giovare sul funzionamento di quest'asse anche in soggetti colpiti da PTSD. In questa popolazione infatti, si era osservato come lo stress post-traumatico alterasse il circuito HPA in risposta allo stress post-traumatico per via di un'alterazione del suo meccanismo di feedback; gli autori fecero notare tuttavia che studi sull'asse HPA in correlazione al PTSD sembravano troppo poco numerosi per fornire dati sicuri da cui trarre conclusioni in tema.
  5. Infine, gli autori osservarono come molteplici evidenze in letteratura si riferissero alla correlazione esistente tra alterazioni del sistema immunitario e la presenza di stress prolungato, in particolare in relazione al concetto di infiammazione; in letteratura infatti è presente una letteratura ampia a proposito degli effetti de-infiammatori dell'attività fisica, con ricadute benefiche su vari aspetti della vita dell'individuo tra cui la qualità del sonno; gli autori notarono giustamente come il sonno sia da ritenersi primariamente coinvolto nella risoluzione di un PTSD, dato che nel corso del suo svolgimento vengono svolte importanti operazioni di elaborazione del dato mnestico (cognitivizzazione), come qui approfondito. Da qui l'ipotesi che l'attività fisica potesse giovare ai sintomi del PTSD attraverso un intervento indiretto del sistema immunitario
Insieme ai molteplici studi sull'impatto dell'attività fisica sul PTSD questo recente articolo ci racconta di come un approccio sistemico al PTSD sia da ritenersi più completo di un semplice approccio psicoterapeutico, visto e considerato quanto il PTSD ricada in prima battuta sul corpo, costituendosi come uno stato protratto di "difesa" generato dall'esperienza simultanea di paura e immobilità/impotenza nel contesto di un evento traumatico.
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