FASE 2: PICCOLO MANUALE DI CONVIVENZA COL VIRUS COVID19

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4 maggio, 2020 - 06:04
In tempi cosi restrittivi e ristretti, dove la mancanza di contatto fisico e rapporti sociali ci porta al totale isolamento, spesso mi sono chiesta come chi, privo di conoscenze mediche in merito alla gestione e alla disinfezione, potesse barcamenarsi e convivere col Coronavirus, in questa giungla di informazioni a volte prive di fondamento, a volte irrilevanti, a volte addirittura scorrette.
Prima di essere un’Infermiera sono un essere umano e una mamma che ha dovuto “pensare" a come “organizzarsi” per affrontare il Covid19 nella vita di tutti i giorni. A casa, nel lavoro e in quelle volte che durante la quarantena sono stata costretta ad approvvigionarmi il cibo e quindi a far la spesa.
Da qui la necessità di mettere su carta un piccolo vademecum che potesse essere di aiuto a me sì, ma anche a chi, meno fortunato di me, non saprebbe come affrontare la questione, soprattutto nella famosa fase due che stiamo per vivere.
Come affrontare il povero Coronavirus? Dico povero perché spesso ci dimentichiamo di lui che si è ritrovato, per sua natura, ad aggredire esseri umani spesso poveri di igiene personale e forse a volte meritevole di un minimo di solidarietà. Lo dico ovviamente per sdrammatizzare, ma ci sono a mio modesto parere due grandi segreti: il primo è affrontare la paura e comprendere che Mister Covid19 resterà con noi ancora per un po’ di tempo e che proprio per questo motivo è strettamente necessario imparare a conviverci, almeno sino a quando non potremo cantare vittoria.
Il secondo segreto è l’igiene personale.
Purtroppo non abbiamo ancora cure per debellarlo e la trasmissione avviene solo per via aerea.

Per affrontare la fase due partiamo da qui e successivamente ci occuperemo di comprendere che cosa si può e che cosa non si può fare una volta capito come possiamo fare per proteggere noi stessi e gli altri in funzione di garantire il bene comune.

1)Laviamoci le mani e non in senso menefreghista e metaforico. Facciamolo davvero.
Esistono due tipi di lavaggio mani: il lavaggio sociale e il lavaggio chirurgico
Non vi si chiede di fare i chirurghi e di passare 5 minuti al lavello utilizzando detergenti appositi, ma di lavare le mani ogni qualvolta necessario come da buona norma igienica.
Faccio degli esempi pratici: sta da se che se tossisco e porto le mani alla bocca è necessario poi lavare le mani. Non inquietatevi. Andate al lavello e con un comune sapone detergente lavate le mani per un minutino. Dorso della mano, palmo, spazi interdigitali, laterali, unghie e polsi. Se non avete da spazzolare le unghie potete passarle sul palmo della mano in senso circolare e magicamente il letto sotto ungueale verrà centrifugato e una volta risciacquato, pulito. Tenete sempre le unghie corte e per le donne, possibilmente senza smalto.
Lavate le mani ogni volta che rientrate a casa e ogni volta che entrate in luogo differente che sia casa vostra e ogni volta che uscite dallo stesso.

2) Non posso lavarmi le mani perché non ho un lavello a portata di mano e sono fuori casa.
 Non importa, comprate un gel alcolico.  Ce ne sono di tutti i tipi e modelli in commercio.  Va bene uno qualsiasi purché utilizzato nel modo giusto. Il lavaggio alcolico delle mani deve essere effettuato con due spruzzate di gel e almeno per 30 secondi. Qui vige la stessa regola del lavaggio sociale: dorso, palmo, spazi interdigitali, laterali, unghie e polsi.
Nel limite del possibile evitate di indossare monili. Non succede nulla se non potete farne a meno ma sappiate che tutte le volte dovrete lavare anche quelli e non so voi, ma io nel mio caso ho preferito non indossarli più. Almeno per ora.
 
3) Ho l’ansia e voglio usare i guanti.
Intanto attenzione all'utilizzo dei guanti che non sono una barriera protettiva universale al contatto col Coronavirus.  I guanti si sporcano, si bucano, e come le mani se non cambiati o igienizzati e soprattutto se utilizzate sempre gli stessi per qualsiasi pratica sono ancora più infidi delle mani e potrebbero farvi incorrere nelle cosiddette “cross contamination", le contaminazioni crociate, quelle che avvengono se il guanto non è utilizzato correttamente. 
Anche qui faccio un esempio banale: se con i guanti che avete indossato toccate il carrello della spesa utilizzato e toccato precedentemente da una persona affetta da coronavirus e se poi con gli stessi guanti portate le mani alla bocca perché dovete sbadigliare ecco che andate incontro ad una cross contamination.
Uguale se con gli stessi guanti pigiate il 5° piano di un ascensore che hanno preso altre dieci persone prima di voi e poi con gli stessi guanti rispondete al cellulare e lo portate all’orecchio per parlare.
Da qui mi sorge una piccola postilla: ricordatevi che il cellulare, così come il tablet sono oggetti che spesso teniamo in mano e che dimentichiamo come possibili veicoli di contagio. Sarebbe buona norma disinfettarli almeno una volta al giorno con comune ipoclorito di sodio (amuchina).

4) La famosa mascherina del Chirurgo.
Indossate una mascherina chirurgica e soprattutto indossatela bene. A parte essere una regola governativa è buona norma che la indossiate per proteggere voi stessi e gli altri. Vi consiglio anche di esortare tutti coloro che non lo fanno e a improntarvi verso un importante discorso di educazione civica e sanitaria.  Se vogliamo combattere il Coronavirus, dobbiamo farlo tutti insieme e correttamente, per il bene comune. Sappiate che la mascherina deve coprire naso e bocca e che non serve a nulla se non ripara totalmente il sito d’ingresso delle vie aeree. Non correte a comprare mascherine ultra special fashion. Non serve. Se tutti indosseremo correttamente e cambieremo tutti i giorni una semplice mascherina chirurgica, saremo tutti protetti e non lasceremo nessuna via di ingresso al virus che ad un certo punto si stuferà di cercare ospiti che lo accolgano e sparirà. Garantito.

5) Voglio fare una festa perché dopo la schiavitù della quarantena me la merito.
No, assolutamente no. Vi ricordo che da disposizioni governative e per buon senso è strettamente necessario mantenere una distanza di sicurezza di almeno un metro e che vi è altrettanto divieto di assembramenti. Direi che è inutile spiegarvi le ragioni che sono evidenti e riferibili al fatto che i contagi non sono stati definitivamente debellati.

6) Torno al lavoro e ho paura di contagiarmi
State sereni. L’ottimismo aiuta il sistema immunitario e se seguirete le piccole indicazioni descritte non vi capiterà nulla. Piuttosto ricordatevi di portare sempre con voi l’autocertifcazione dove dichiarerete il perché dei vostri sposamenti e state attenti a non dimenticarla perché se non sarà il Coronavirus a punirvi ci penseranno i pubblici ufficiali, con ammende severissime.

7) Sono stanco di stare sempre in casa e di uscire solo per andare a fare la spesa e voglio fare attività fisica
E’ garantita la riapertura dei parchi. Ricordate però che vi è sempre divieto di assembramento ed è sempre necessario il distanziamento di un metro. Onde evitare che nel giro di due giorni ci richiudano in casa vi consiglio di utilizzare il buon senso. Buon amico di tutti.

8) Vado a trovare i miei congiunti
Lavate le mani appena entrate in casa e fate altrettanto quando uscite. Tenete sempre la mascherina e badate a contenere la contentezza, l’emozione e la voglia di riabbracciarvi. Questo lungo periodo di contenimento è necessario e invita tutti alla razionalizzazione delle emozioni che non è indicativa di mancanza di affetto ma necessaria a evitare contagi soprattutto tra chi è affetto inconsapevolmente dal virus e chi è suo malgrado più debole da un punto di vista immunitario. Le persone anziane e con comorbilità sono più fragili in qualsiasi contesto e in questo forse ancor di più. Tuteliamoli.

9) Torno a casa dal lavoro o dai mille giri che finalmente posso fare
No. Non è stato dato il via libera ai festeggiamenti. La possibilità di uscire non preclude di poter stare fuori casa tutto il giorno. Si può uscire per lavorare, per fare la spesa, per andare a trovare i congiunti e solo per ciò che è fondamentale e di estrema importanza e non rinviabile. Lo shopping compulsivo non è contemplato, altresì gli aperitivi o le riunioni condominiali.

Sono stata volutamente sarcastica perché vorrei che tale comunicazione arrivasse alla coscienza di coloro che ancora non si rendono conto che non è una passeggiata e che è ancora presto per dire: “Abbiamo vinto”.

Anche nelle battaglie ci va responsabilità e in questo caso tanto senso civico.

Sperando di avervi fatto cosa gradita e di non aver tralasciato nulla di fondamentale vi saluto augurandovi buona convivenza e sorridete perché vivere è ancora bello e non sarà un miserabile mostriciattolo con la coroncina a fermare il nostro entusiasmo nei riguardi della vita.

 
 

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