Editoriale
il punto di vista di Psychiatry on line Italia
di Francesco Bollorino

La Variante di Lüneburg e il COVID-19

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21 dicembre, 2020 - 10:30
di Francesco Bollorino

La Variante di Lüneburg  è il bellissimo romanzo di Paolo Maurensig scritto nel 1993.

Come forse saprete, il romanzo si incentra sulle partite a scacchi del protagonista Tabori, un ex enfant prodigio del gioco, in un Campo di Sterminio durante la Seconda Guerra Mondiale, col suo carceriere, un alto ufficiale nazista appassionato di scacchi, in cui posta in gioco è la vita degli internati.

Come non paragonare la nostra, come Umani, battaglia contro il COVID ad una partita a scacchi che ha, come posta in gioco, la morte?

Come non paragonare la corsa contro il tempo al ticchettio dell'orologio posto accanto alle scacchiere nei tornei?

Come non ricordare “Il settimo Sigillo” e la Morte che ama giocare a scacchi col Cavaliere, mentre la pestilenza ammorba il paese?

Come non paragonare la Variante Inglese, la mutazione più aggressiva del Virus scoperta in questi giorni in UK, ad una mossa a sorpresa che ci spiazza e ci costringe all'ennesima difesa, all'ennesimo ripensamento delle norme da attuare per tentare di bloccare il contagio?

 



 

 

Negli scacchi non può esistere né distrazione né noia, è una battaglia che avvolge totalmente, in cui si è totalmente immersi.

Non è forse questa la sensazione che si avverte pensando al nostro rapporto col virus?

Non temiamo forse che non possa arrivare un'altra “variante” che sparigli nuovamente le nostre strategie?

Purtoppo la sensazione è pure quella di vedere continui arroccamenti ma non “per scelta” tattica ma per “tragica necessità”.

Ora e per ora, è arrivata “la Variante Inglese”, una “apertura”, che non ci aspettavamo o forse che speravamo non fosse messa in atto dal nostro “nemico” che in realtà è un esserino che fa quello che facciamo noi, nella millenaria lotta tra due specie: cerca di sopravvivere.

Mutando...

Ecco la mutazione, il cambiamento, è ciò che in ogni caso ci lascerà in eredità questo dramma planetario e nulla sarà più come prima.

La mia speranza, mentre ci avviamo al peggior Natale che si ricordi dal Secondo Dopoguerra, è che anche noi si trovi la nostra Variante Lüneburg per uscire definitivamente da questa temperie sempre più inquitetante e perturbante.

 

 

 

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