INTERVISTA A SHERRY TURKLE

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18 settembre, 2012 - 19:42

 

Per gentile concessione di John Benditt, Editore di Technology Review.

Traduzione in italiano a cura di Anna Fata.

Sherry Turkle si è laureata in Sociologia ed in Psicologia della Personalità presso l'Università di Harvard nel 1976. Psicologa clinica e membro della Società Psicoanalitica di Boston. Docente di Sociologia della Scienza nell'ambito del Programma in Scienza, Tecnologia e Società presso il Massachussetts Institute of Technology. 
Tra le numerose pubblicazioni, si segnalano: The Second Self: Computers and the Human Spirit (1984), Psychoanalitic Politics: Jacques Lacan and Freud's French Revolution (1992) e Life on the Screen: Identity in the Age of the Internet (1995).

 

D: Quando le persone nella vita reale mostrano personalità multiple distinte, noi li definiamo psicotici, o almeno sinistri: Nella storia di Robert Louis Stevenson, il Dottor Jekyll si disfa della sua identità di "dottore buono" per liberare la "bestia" dentro di lui come Mr. Hyde. Perché le personalità multiple non solo sono accettate in Rete, ma sono anche considerate disinvolte?

Turkle: Le persone che soffrono del disturbo di personalità multipla hanno dei sé frammentati in cui i diversi pezzi sono isolati dagli altri — spesso con la funzione di proteggere parti del sé dall'intima consapevolezza, dai ricordi traumatici. Le persone che soffrono in questo modo, possono provare ad aprire il loro armadio alla mattina e non sapere chi ha comprato alcuni degli abiti al suo interno. Nel caso delle persone che assumono delle personalità online, esse sono consapevoli delle vite che si sono create sullo schermo. Essi stanno mettendo in scena diversi aspetti di se stessi e sono consapevoli del modo in cui si muovono fluidamente tra essi. Essi stanno vivendo un'esperienza che li incoraggia a sfidare i modi tradizionali di pensare ai sé sani come singoli ed unitari.

 

D: Come avviene ciò?

Turkle: Noi viviamo un'esistenza incessantemente frammentata e dai ruoli multipli. Una donna si può svegliare come un'amante, fare colazione coma una madre e andare al lavoro come un avvocato. Un uomo può essere un manager in ufficio e un educatore a casa. Così, persino senza le reti del computer, le persone passano attraverso ruoli differenti. E vengono sfidati a pensare alle loro identità in termini di molteplicità. Internet concretizza e rende più urgente la domanda sull'identità come molteplicità.

 

D: Ma le personalità multiple che la gente assume online sono di un genere diverso rispetto ai ruoli che lei ha descritto. Nel cyberspazio una persona può essere, a volte, un uomo e altre una donna.

Turkle: Si, il cyberspazio prende la fluidità dell'identità, che è richiesta nella vita di tutti i giorni, e la innalza ad una potenza più alta: le persone giungono a vedersi come la somma della loro presenza distribuita su tutte le finestre che aprono sullo schermo. La metafora tecnica di passaggio ciclico attraverso le finestre del computer è diventata una metafora per pensare la relazione tra gli aspetti del sé.

 

D: Quindi il cyberspazio è una casa divertente, specchio della nostra società — che essenzialmente riflette ciò che avviene offline, ma con un po' di esagerazione?

Turkle: Sì. E in un certo senso, perché esso tiene conto di una stravaganza della sperimentazione — con la facilità del cambiamento del sesso, la flessibilità dell'età e tutto il resto — le esperienze nel cyberspazio ci stanno sfidando a rivisitare la domanda su ciò che intendiamo con il termine identità.

 

D: Ma nella frenesia di conseguire identità multiple, alcune persone sembrano essere sul punto di perdere il senso che il loro sé del "mondo reale" non sia più importante dell'orchestra dei personaggi online. Nel suo libro lei descrive un giovane uomo che le racconta che per lui, la vita reale — RL, come egli la chiama — non ha alcuno status speciale. E' solo un'altra finestra, in compagnia di quelle dove sta facendo un gioco di ruolo, in una quantità di comunità virtuali.

Turkle: Giusto. E ha affermato che la RL non è neanche solitamente le sua finestra migliore.

 

D: Questo sembra ossessivo. Ha incontrato molte volte quell'atteggiamento?

Turkle: Non è raro. Ma, secondo me, il suo caso è importante perché dimostra come un giovane ragazzo intelligente, che sta andando bene a scuola e che ha amici nella vita reale, possa facilmente attraversare un periodo di tempo in cui le cose in Rete sono più interessanti di quelle fuori dallo schermo. Questo è ciò che lo porta a considerare le sue esperienze online come una parte "genuina" della sua vita. Tuttavia, egli aveva una vita offline, ma al momento della nostra conversazione, le cose non stavano andando così alla grande. Da questa prospettiva, il commento sulla RL, che non è la sua finestra migliore, sembra un po' meno sinistro.

 

D: Quindi, ritirarsi in una comunità online è solo una fase?

Turkle: Può essere. Ed in alcuni casi non è tanto un ritiro, quanto un primo passo nello sviluppo di forze che possono essere portate nella vita "reale". Ho incontrato uno studente che ha avuto un periodo molto negativo, nel corso del suo primo anno da matricola all'università. Suo padre era un alcolista e lui stava affrontando il suo senso di vulnerabilità all'alcolismo. Egli ha fatto fronte accettando un lavoro di grande responsabilità in una comunità virtuale, una fonte di autoefficacia significativa. Quando l'ho incontrato l'estate successiva, era interessato a ritornare indietro per provare le cose nella RL. Nel migliore dei casi, le esperienze positive online lasciano il loro segno su entrambi, il virtuale ed il reale. E possono cambiare il modo in cui le persone vedono le loro possibilità: può influenzare l'autostima.

 

D: Quindi, le abilità sociali acquisite online sono applicabili nella RL?

Turkle: E' possibile. Molto di ciò che comincia ad andare avanti socialmente sono cose come avere abbastanza autostima da essere disposto a rischiare, da avere qualcuno non come te e nondimeno essere capace di gestirlo, essere in grado di accettare un no come risposta, di non vedere le cose in bianco e nero. Un'assenza di tali capacità può rendere la vita nella Rete attraente come luogo di fuga. Ma esse possono essere imparate anche nelle comunità virtuali.

 

D: Possono essere imparati nelle comunità virtuali?

Turkle: Sì, perché nelle comunità virtuali le persone stanno interagendo con altre persone. Ecco perché non mi sconvolgo che la gente, persino i bambini, stiano trascorrendo una grande quantità di tempo online. Essi potrebbero lavorare su importanti questioni personali nella sicurezza della vita sullo schermo. Essi potrebbero rivelare l'altro lato avendo avuto dell'esperienza che sono in grado utilizzare per rendere le loro vite più soddisfacenti. E' anche possibile che non lo siano. Lo immagino come "l'effetto Cyrano". Il personaggio di Rostand ha creato una realtà virtuale basata sul testo, il mondo delle sue lettere, per rivelarsi alla donna che amava. Ma non è mai arrivato a credere realmente di essere l'uomo di cui lei era innamorata. A volte la gente ha dei problemi nel portare la loro esperienza del virtuale in altri aspetti delle loro vite.

 

D: Le relazioni instaurate online possono sopravvivere al passaggio al mondo reale, dove non è così facile nascondersi dietro un'identità inventata?

Turkle: In alcuni casi, le relazioni online non sopravvivono al viaggio verso il reale. Ma in altri casi, esse sopravvivono molto bene. Conosco matrimoni nella vita reale tra persone che si sono incontrate nel cyberspazio. Il modo in cui tali intimità si sviluppano solitamente segue uno schema piuttosto non sorprendente. Ti trovi in un gruppo di discussione online e "senti" uno dei partecipanti al gruppo che sembra interessante e attraente per un periodo di tre mesi. Finalmente sei sul punto di volergli o volerle parlare di persona. La gente vuole quel rapporto in carne ed ossa.

 

D. Questo può portare a dei problemi?

Turkle: Sì. E questo spesso accade quando la gente prova la cyberinfedeltà. Le persone possono iniziare una "relazione" online, ritenendola una forma di letteratura erotica interattiva — digitando delle frasi provocanti avanti e indietro, ma poi scoprono che sono coinvolti in qualcosa di molto più complicato di ciò che volevano portare nella loro vita reale.

 

D: I genitori che ho conosciuto sono ambivalenti sull'utilizzo dei computers da parte dei loro bambini. E' meraviglioso che i bambini abbiano questo altro mondo che possono abitare e padroneggiare. D'altra parte, sembra esserci un elemento di compulsione, che non è particolarmente attraente. Ci sono solo poche ore nella giornata ed il tempo trascorso su un computer è tempo non speso con gli amici, la famiglia, facendo sport o solo leggendo.

Turkle: Se il computer sta prendendo il posto del tempo con i coetanei ed i genitori, non è un bene. Ma se il computer sta sostituendo la televisione, allora potrebbe essere un progresso.

 

D: E' preoccupata che alcune persone — i bambini in particolare — possano diventare dipendenti dai computer?

Turkle: Non è una dipendenza come la cocaina, in cui ciascuno sviluppa una dipendenza fisica, e non è mai buona. Quando la gente risponde al potere di trattenere dei computers, la situazione è molto più complessa. Un persona può utilizzare i computers in modi diversi in tempi diversi e per diversi compiti di sviluppo. Un bambino di sei anni che utilizza un computer, per esempio, potrebbe lavorare su una questione di padronanza. Un anno dopo potrebbe avere rivolto la sua attenzione alle figurine del baseball. Entrambi sono appropriati per lo sviluppo e c'è una scarsa motivazione di pensare che quella padronanza del mondo online sia molto differente da quella dei punteggi nel baseball. Questo è sempre più vero ora che i ragazzi possono condividere le loro esperienze online proprio nello stesso modo in cui possono condividere il loro interesse per le figurine del baseball. Nello stesso senso, la programmazione del computer non è molto differente, diciamo, dagli scacchi.

 

Palliativo per un Tempo Vulnerabile

D: La maggior parte delle persone che lei studia sono studenti dell'università — tradizionalmente un periodo in cui la gente si butta nell'attività politica. Questi ragazzi stanno usando la Rete per tentare di cambiare il mondo?

Turkle: Come qualcuno le cui sensibilità politiche sono state sviluppate negli anni '60, mi dispiace dire che constato l'evidenza che le cose non stanno andando in quella direzione. Ho parlato con un giovane di 22 o 23 anni, che mi ha detto quanto è coinvolto nell'attività politica all'interno di uno dei mondi virtuali — un multi user domain (o MUD), in cui le persone creano dei personaggi e costruiscono la propria vita virtuale e gli spazi di lavoro come uno sfondo per le loro vite sociali virtuali. Dal momento che questo andava bene prima delle ultime elezioni congressuali e tentava di impadronirsi di alcuni posti chiave nel suo stato nativo, io dissi, bene — cosa pensi della politica nella vita reale?

Ha detto di no, che non era interessato: i politici erano tutti cinici e bugiardi. Una parte di me voleva piangere.

 

D: Perché trova ciò così disturbante?

Turkle: Ho sentito molte delle persone che ho intervistato esprimere una confusione genuina, un senso di impotenza su come collegarsi al sistema politico. Nel cyberspazio, essi sentono di sapere come collegarsi, come fare in modo che le cose accadano. Questo è disturbante perché, come al momento presente, la maggior parte della vita di comunità nei MUDs e in altri luoghi virtuali ha un effetto modesto nel mondo reale — queste società online scompaiono essenzialmente quando spegni il tuo computer. Sarebbe emozionante vedere le comunità online essere solite rivolgersi di più alle crisi sociali del mondo reale, così come dell'ambiente, della salute, delle droghe e dell'educazione. Questo sta incominciando ad accadere; mi piacerebbe vederne più. Gli "attivisti" online stanno imparando moltissimo come costruire i mondi virtuali — sono come migliaia di esperimenti sociali condotti simultaneamente in tutto il mondo. Vorrei vedere un po' della conoscenza raggiunta da questi sforzi utilizzati per migliorare le comunità offline.

 

D: Perché pensa che alcuni giovani si stiano ritirando dal loro impegno politico reale e stiano invece raggiungendo il cyberspazio?

Turkle: Per alcun ventenni che ho intervistato, il cyberspazio offre loro un posto nella classe media che la RL non offre. Queste persone sono cresciute in famiglie della classe media, sono andati all'università e molti sentono che stanno scivolando fuori dalla classe media. Essi lavorano in un fast food o fanno i commessi, la maggior parte condividono appartamenti, alcuni sono ritornati a vivere con i genitori. Essi non stanno vivendo nel modo in cui sono stati educati a pensare che qualcuno con una istruzione universitaria dovrebbe vivere. Come uno ha espresso: "Ho più consistenza nel MUD che fuori", facendo riferimento al fatto che nella sua comunità virtuale era in grado di creare e di arredare la sua propria "stanza".

 

D: Ma nel cyberspazio hanno uno status più elevato?

Turkle: Esatto. Nel cyberspazio sentono che hanno raggiunto la classe media. Essi stanno trascorrendo del tempo con gente di cui riconoscono gli interessi ed il background culturale. Essi si sentono a casa ed in un ambiente politico in cui possono fare la differenza. Nel frattempo, la cultura del mondo reale sta supportando questa nozione con l'insidia che i computers sono erotici, che il cyberspazio è dove sta accadendo. Ma io penso che una parte di questa insidia possa incoraggiare un'idea che non importa realmente che cosa facciamo all'ambiente, perché stiamo creando un nuovo ambiente nel cyberspazio. Tu non vuoi perdere un senso di urgenza sullo stato della tua città perché senti che hai questa altra alternativa pronta. Tuttavia, questo è ciò che ho colto nell'atteggiamento di molti cyber-entusiasti con cui ho parlato.

 

D: Quella sembrerebbe una profezia che si autosoddisfa — quando le persone si ritirano dal mondo reale, i loro talenti non sono più disponibili per risolvere i nostri problemi terreni e così il cyberspazio appare una scelta molto più attraente.

Turkle: Si. Come società, siamo ad un punto particolarmente vulnerabile. C'è una enorme quantità di incertezza su quali tipi di lavori ci stiamo accingendo ad intraprendere e dove si troveranno. Come affronteremo i problemi seri per i nostri bambini: le droghe, la violenza, l'educazione. Come affronteremo i problemi dell'ambiente, delle città e della sanità. Abbiamo la volontà politica di tentare di fare queste cose. Sembra opprimente. Al momento la gente è molto sensibile all'idea che ci sia un luogo migliore — da qualche parte al di là dell'arcobaleno, lassù, dove non c'è alcun problema. Certamente quel luogo è il mondo online. In altre parole, la nostra confusione ed insicurezza ci spingono a voler credere che c'è un'alternativa tecnologica.

 

Avere tutto

D: Perché pensa che ci sia stata una frustata contro Internet, con la pubblicazione di libri ed articoli critici?

Turkle: Ci sono numerose ragioni. In parte è opportunistico — dopo una grande quantità di delusione, la gente sente che è il momento giusto nel flusso delle notizie per presentare un punto vista contrario. Anche le frustrazioni stesse ed il desiderio per una semplice difficoltà, che porta la gente alla sicurezza di Internet, ma anche a lamentarsi di esso, piuttosto che di altre cose. Non sappiamo cosa fare circa la violenza o la scarsa qualità dell'educazione in molte scuole. Non sappiamo come fare a indurre le famiglie a tornare insieme. E' facile accusare la tecnologia per i nostri mali. Così osserviamo l'estesa fantasia che ciò che sta causando la decadenza morale in America è la pornografia online. La gente sta spendendo una grande quantità di capitale politico sull'urgenza di ripulire Internet. Io penso che l'energia possa essere spesa meglio da qualche altra parte.

 

D: Quindi la pornografia in Rete non le soffoca l'interesse?

Turkle: Voglio che il mio bambino di quattro anni stia seduto là e si rotoli attraverso delle immagini impure? Certamente no. Ma piuttosto non interferirei con la libertà di parola e terrei il controllo dei bambini come una cosa che debba essere fatta dai genitori a casa piuttosto che costituire delle agenzie di stato per controllare il cyberspazio. Dovremmo essere in grado di riconoscere entrambe le cose: che c'è la pornografia online e che è uno spostamento delle nostre ansie sociali focalizzarsi sproporzionatamente sulla cyberpornografia come un problema sociale pressante.

 

D: Numerose critiche sembrano essere composte da quanto sia superficiale Internet, sia nel suo contenuto informativo, sia nel tipo di relazioni che favorisce.

Turkle: Quando viene introdotta una nuova tecnologia, la gente risponde lamentandosi che non è buona come la precedente. In questo caso, è piuttosto duro dimostrare che l'informazione online non compete abbastanza favorevolmente con ciò che offre le televisione. E la comunicazione online è, in molti sensi, un ritorno alla stampa, alla lettura ed alla scrittura. Penso che sia uno sviluppo emozionante.

In ogni caso, quando un media offre qualcosa che la gente vuole ed uno nuovo viene introdotto, generalmente è risultato che quello nuovo non sostituisce il vecchio in nessun modo semplice. La televisione non ha ucciso i films e nemmeno lo hanno fatto i videogames.

 

D: Così, invece, noi poniamo fine a tutte le cose.

Turkle: Sì — così questo sembra essere uno schema generale. Io non credo che la gente stia scegliendo tra le relazioni nel cyberspazio e quelle faccia a faccia. Penso che la gente avrà entrambe. Non ci sarà l'una o l'altra. Ciò a cui sono interessata — psicologicamente, socialmente e politicamente — è rendere la vita reale più permeabile al cyberspazio ed il cyberspazio più permeabile alla vita reale. In altre parole, dobbiamo pensare a dei modi per fare sì che le risorse online abbiano un impatto positivo sulla vita reale.

 

D: Ma quella "permeabilità" sembrerebbe comportare un costo. Per esempio, se i bambini vengono educati più tramite la Rete e meno frequentando le scuole con gli altri bambini, non perderebbero molta della socializzazione che le scuole hanno tradizionalmente fornito?

Turkle: Bene, in quel senso, l'avvento di una nuova tecnologia ci induce a chiederci quale è il valore più importante nel nostro modo di vivere. Ci curiamo, per esempio, delle scuole pubbliche? Perché, se le scuole continuano a deteriorarsi e a porre dei pericoli fisici e un'alternativa online sorge, allora chi potrebbe biasimare i genitori che tengono i loro bambini a casa e che invece li collegano alla Rete? E' una scelta razionale. Ora, se ciò non ti piace, se pensi che i bambini dovrebbero avere un'educazione con gli altri bambini, allora devi essere disposto a pagare per ciò. E ciò significherà investire del denaro pubblico per rendere le scuole migliori e più sicure. Le possibilità online ci stanno spingendo ad esaminare ciò di cui ci preme realmente. Essi stanno servendo come una specie di chiamata a svegliarci.

 

Non tutti i ragazzi ed i loro giocattoli

D: L'ascesa di Internet ha reso la cultura del computer più amichevole alle donne?

Turkle: Precisamente. La tecnologia del computer si sta muovendo in una direzione che rende più facile per le donne vederlo come qualcosa che è culturalmente loro. Stiamo sentendo molto meno di quella sciocchezza sulle ragazze che hanno "una fobia da computer", che non ho mai pensato fosse un buon modo per spiegare cosa stesse accadendo.

 

D: Non pensa che le ragazze abbiano avuto la tendenza ad essere più apprensive dei ragazzi nell'uso del computer?

Turkle: Forse lo erano una volta, ma l'etichetta "fobia" non descrive correttamente il fenomeno e non aiuta le ragazze ad affrontare ciò che alcune di loro provano, che è molto più simile ad una reticenza al computer. Le ragazze non avevano paura dei computers, ma molte sentivano che avere a che fare con un computer non era molto femminile. Il computer è stato creato culturalmente come maschio. Proprio come molta della tecnologia. Quando ero una ragazza, una volta ho voluto costruire una radio a cristalli liquidi. Mia madre, solitamente incoraggiante, disse di no, non toccarla, prenderai la scossa. Ed ho cominciato a diventare reticente su tali cose, come costruire le radio a cristalli liquidi. Non era che io non avessi voluto costruirla — io non ero fobica. Ma in un certo senso, non era proprio ciò che le ragazze facevano. Divenni reticente. Tradizionalmente, la cultura del computer ha portato molte associazioni che tendevano ad alienare le ragazze — intendo, se hai compiuto un errore, il computer ti chiedeva se volevi "abortire" o "giustiziare" o "uccidere". Queste parole forniscono delle immagini che proprio non si addicono ad una ragazza. Inoltre, anche i computers ti portano via dalla gente.

 

D: Ma ora Internet sta rendendo il computer più di uno strumento sociale?

Turkle: Sì — utilizzare i computers oggi tende a non coinvolgere le metafore di conquista o di isolamento dagli altri esseri umani. Le interfacce ti incoraggiano a manipolarle, a giocare con gli oggetti sullo schermo come se fossero quasi delle entità intangibili, come gli elementi di un collage. E la Rete è tutta centrata sul chattare con le persone, essere con le persone. Le donne che vanno in Rete sono spesso messe a tacere dalle guerre di opinioni, la rozzezza rivolta agli uomini che incontrano là, ma esse trovano in Rete dei luoghi dove non è questo il caso e, quando non li trovano, li possono creare. La Rete ha disperatamente bisogno delle caratteristiche che nella nostra cultura sono state tradizionalmente associate alle donne - abilità come la collaborazione e la diplomazia. E molte comunità online non sono solo civili, ma incoraggiano attivamente le amicizie e il lavoro di rete — non è tutto ragazzi ed i loro giochi.

 

D: Tuttavia, la Rete rimane soprattutto maschile, non è così?

Turkle: Le donne sono presenti in Rete in numeri sempre maggiori. Ma sono spesso colpita dalla preponderanza dei messaggi che sembrano arrivare dagli uomini, persino in luoghi in cui ci sono molte donne intorno. Le donne tendono ad essere meno visibili degli uomini, perché quando si trovano di fronte ad una sessione di guerra di opinioni di un gruppo turbolento, le donne sposteranno le loro conversazioni verso l'e-mail privata.

 

D: Esistono delle modalità in cui le donne usano la Rete più degli uomini?

Turkle: Molte donne stanno ottenendo l'accesso a Internet per rimanere in contatto con i loro familiari. Per esempio, un genitore con l'accesso alla Rete ed i ragazzi al college posso utilizzarlo per comunicare con loro. I genitori sanno che i loro ragazzi si collegheranno ogni giorno per scaricare le loro e-mail. Non rispediranno un messaggio e-mail dalla mamma nel modo in cui potrebbero rispondere ad una chiamata telefonica in un momento non adeguato. I canali di comunicazione che non c'erano prima sono ora possibili.

 

D: Questo canale conduce a nuovi tipi di interazioni?

Turkle: Sì. Un genitore può inviare un'e-mail ad un ragazzo al college, dicendo, sai, sono le 3.00 del mattino, non riuscivo a dormire, stavo guardando un vecchio film, ho pensato di inviarti una letterina. In un caso, quando ciò è accaduto, il ragazzo, una matricola al college, in realtà ha risposto immediatamente e le ha detto che anche lui era in piedi a studiare per un esame di chimica. La madre ha scritto ti auguro buona fortuna. E il figlio ha apprezzato l'incoraggiamento, qualcosa che non si sarebbe "permesso" se avesse dovuto chiamare casa. Così, tutto d'improvviso, hai un'interazione che gratifica entrambe le persone, che non sarebbe mai avvenuta.

 

D: Così, per molte donne, Internet è un mezzo per rinforzare i legami familiari?

Turkle: Sì. Esse desiderano rimanere in contatto con la famiglia che può essere dispersa in tutto il Paese, in tutto il mondo. Vogliono rimanere in contatto con i loro bambini. E una volta che avranno fatto questo, perché non dovrebbero unirsi ad un newsgroup sugli investimenti? Certamente, il fascino del cyberspazio per la comunicazione con la famiglia trascina anche molti uomini.

 

Il rischio della scatola nera

D: Tempo fa, un uso efficace di un computer richiedeva almeno una conoscenza di base di come la macchina funzionava. Un beneficio dei computer più avanzati è che questo non è più il caso — la gente può ora controllare una tecnologia potente senza conoscere molto delle cose su come funziona. Quali sono le conseguenze dell'affidarsi ad una tecnologia che è così opaca?

Turkle: Sono molto preoccupata che la tecnologia possa favorire una passività intellettuale, alimentata da una accettazione culturale del non capire come moltissime cose funzionino. Sono preoccupata dalla sensazione della gente che questo sia fondamentalmente magico. Non penso che la gente non debba avere alcuna idea di come la tecnologia del computer funzioni. E sempre più, la gente non ha alcuna idea. Ho intervistato un uomo che ha detto che quando la BMW ha iniziato ad utilizzare i microchips sulle sue auto, ha perso interesse in esse sebbene fosse stato un avido entusiasta. Per lui, le auto erano diventate opache. Ho moltissima simpatia per questa prospettiva — gli piaceva la tecnologia trasparente, perché lo faceva sentire più in grado di comprendere le altre cose nel suo mondo.

 

D: Con i computers, questa preoccupazione di offrire dei modelli del computer potrebbe essere un po' fuori dal tempo. La gente oggigiorno non apprende circa i computers tramite la lettura di libri. Impara utilizzandoli.

Turkle: Esattamente. Ma dobbiamo stare attenti all'impatto sociale e psicologico della tecnologia che ti incoraggia a pensare che tutto ciò di cui hai bisogno di fare è cliccare, cliccare.

 

D: Le auto che utilizzano i chips dei computer necessitano meno assistenza e funzionano meglio. Un Macintosh è utilizzabile da un milione di persone in più rispetto ad un computer DOS o Unix. Tale semplificazione non è equivalente al valore della perdita di "trasparenza"?

Turkle: Non la considero una semplificazione, ma un movimento dal calcolo alla simulazione nel nostro modello del computer e di come comprendere il mondo. Alcune cose indesiderabili che possono andare avanti con questo movimento. Quando la gente ha a che fare ogni giorno con oggetti che sono potenti, ma impenetrabilmente complessi, può condurre a sentimenti di impotenza. E a sensazioni di potere irragionevole. Se uno utilizza i modelli correnti dell'uso del computer come una metafora, può essere tentato di ritrattare le sovrasemplificazioni radicali. Clicca due volte e fai sparire l'educazione pubblica. Doppio click e fai sparire le tasse. Doppio click — tre colpi e sei fuori e risolvi il problema del crimine. Come società, stiamo compiendo moltissimi doppi click. E non penso che sia una cosa cattiva per noi raggiungere una migliore comprensione di come questa mentalità potrebbe uscire dalle abitudini di pensiero incoraggiate dalla nostra tecnologia.

 

D: Quindi, la linea di massima, lei è un'ottimista o una pessimista sull'effetto del computer sulla psiche umana?

Turkle: Penso che i computers offrano delle nuove possibilità critiche per la crescita personale — per lo sviluppo dei sensi personali di padronanza, per formare nuovi tipi di relazioni e per comunicare con gli amici e la famiglia in tutto il mondo nell'immediato, persino in modi intimi. Ma non mi piace pensare alle cose in termini di ottimismo o pessimismo, perché fa sembrare come se uno si mettesse a scommettere sul fatto se la tecnologia avrà un tipo di effetto o un altro. Penso che moltissimo dell'effetto della tecnologia dipenderà da ciò che le persone faranno con essa. Dobbiamo considerarci in una posizione di influenzare profondamente il risultato di come andranno le cose. Insidiare o colpire violentemente la tecnologia pone l'enfasi sul potere della tecnologia. Sto tentando di ottenere l'attenzione sulla gente e sulle scelte umane. Noi confrontiamo molte domande, molte scelte come tentiamo di assimilare questa tecnologia. In definitiva, c'è un limite ai tipi di soddisfazione che la gente può avere online. Noi viviamo nei nostri corpi. Noi siamo terrestri. Noi siamo esseri fisici, così come mentali, noi siamo cerebrali, cognitivi ed emotivi. Il mio ottimismo deriva dal credere che le persone troveranno dei modi per utilizzare la vita sullo schermo per esprimere tutti questi aspetti di se stesse.

 

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