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La valutazione del rischio di femminicidio

4 Mar 26

Tra dimensione psicopatologica, dinamiche relazionali e responsabilità istituzionali 

Negli ultimi anni il femminicidio ha assunto una crescente rilevanza nell’ambito della riflessione criminologica, psichiatrico-forense e socio-giuridica. L’analisi del fenomeno richiede tuttavia di collocarlo nel più ampio contesto della violenza nelle relazioni intime, la quale si configura frequentemente come un processo relazionale caratterizzato da dinamiche di controllo coercitivo, progressiva escalation conflittuale e reiterazione di comportamenti violenti nel tempo (Stark, 2007).

Le evidenze empiriche disponibili indicano come gli omicidi di partner o ex partner raramente si configurino come eventi improvvisi o imprevedibili. Nella maggioranza dei casi essi risultano preceduti da una storia documentata di violenza domestica, minacce reiterate, comportamenti di stalking e tentativi di controllo sulla vita relazionale e sociale della vittima (Campbell et al., 2003; Dobash & Dobash, 2015). In tale prospettiva il femminicidio può essere interpretato non come un singolo atto criminale isolato, ma come l’esito estremo di processi relazionali complessi nei quali interagiscono fattori individuali, dinamiche interpersonali e condizioni contestuali.

All’interno di questo quadro appare particolarmente rilevante quale possa essere il contributo della psichiatria forense e della criminologia clinica. La letteratura suggerisce infatti che la presenza di disturbi psichiatrici non rappresenta, nella maggioranza dei casi, una condizione esplicativa sufficiente dell’agito violento. Più frequentemente emergono configurazioni caratterizzate da tratti di personalità disfunzionali, difficoltà nella regolazione emotiva, marcata intolleranza alla separazione e dinamiche di controllo e possessività nei confronti della partner.

Ne deriva la necessità di evitare interpretazioni riduttive che riconducano il fenomeno esclusivamente alla dimensione psicopatologica, trascurando il ruolo delle dinamiche relazionali e dei fattori socio-culturali che contribuiscono alla genesi della violenza.

Parallelamente, negli ultimi decenni si è sviluppata una crescente attenzione nei confronti degli strumenti di valutazione strutturata del rischio di violenza letale nelle relazioni intime. Modelli di risk assessment sono stati elaborati con l’obiettivo di individuare indicatori empiricamente associati a un aumento della probabilità di escalation violenta. Tra i fattori maggiormente documentati figurano precedenti episodi di violenza domestica, minacce di morte, comportamenti di stalking, accesso ad armi e situazioni di separazione conflittuale (Campbell et al., 2003).

Come evidenziato dalla letteratura internazionale, tuttavia, la valutazione del rischio rappresenta soltanto una fase preliminare. Il nodo centrale riguarda piuttosto la capacità delle istituzioni di tradurre tale valutazione in strategie operative di gestione e prevenzione del rischio (risk management), attraverso forme di coordinamento tra sistema sanitario, servizi territoriali e autorità giudiziaria (Kropp & Hart, 2015).

In questa prospettiva assume particolare rilievo la costruzione di spazi di confronto interistituzionale nei quali differenti ambiti disciplinari possano contribuire alla comprensione del fenomeno e alla definizione di modelli operativi condivisi. La prevenzione della violenza di genere richiede infatti un’integrazione tra approcci clinici, medico-legali e giuridici, nonché una riflessione sulle modalità attraverso cui il sapere scientifico può tradursi in prassi istituzionale.

Riferimenti bibliografici

Campbell JC, Webster D, Koziol-McLain J et al. (2003). Risk factors for femicide in abusive relationships. American Journal of Public Health, 93(7), 1089–1097.

Dobash RE, Dobash RP (2015). When men murder women. Oxford University Press.

Kropp PR, Hart SD (2015). The Spousal Assault Risk Assessment Guide (SARA). In: Handbook of Violence Risk Assessment. Routledge.

Stark E (2007). Coercive Control: How Men Entrap Women in Personal Life. Oxford University Press.

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