Domenica 20 Luglio 2025 si è spento, all’età di 84 anni, il Prof. Edoardo Boncinelli, una delle persone più straordinarie e geniali che io abbia mai conosciuto. Il Prof. Boncinelli era sicuramente noto per i suoi contributi nel campo della genetica, della biologia, delle neuroscienze, ma era soprattutto uomo intuitivo e acuto, uomo di grande ingegno e dedizione, personaggio in grado di spaziare in ogni ambito del sapere, insomma un uomo dalla cultura immensa.
Potrei tessere a lungo l’elogio di uno scienziato scrupoloso, attento, dalla eccezionale levatura, ma invece vorrei condividere con tutti voi il mio personale ricordo di un uomo che possedeva, oltre alle capacità professionali fuori dal comune, anche delle doti umane eccezionali.
Ebbi modo di conoscere Edoardo Boncinelli, o meglio ancora Dado, così era solito farsi chiamare, qualche tempo dopo la lettura di uno dei suoi meravigliosi libri: “Il cosmo della mente”. Fui letteralmente rapito dalla bellezza di questo libro nel quale mi sembrò evidente, sin dalle prime pagine, la ricerca di un significato profondo dell’esistere, la ricerca del senso della vita che veniva ripercorsa sin dai suoi albori, a partire dal big bang fino ai tentativi più moderni di decifrare i misteri dell’evoluzione dei sapiens e svelare gli enigmi della nostra mente.
La fascinazione che suscitò in me quello scritto, così avvincente ed evocativo, mi spinse a contattare Dado in prima persona, alla ricerca di possibili risposte, stimoli, suggestioni, desideroso di avventure intellettuali alle quali avrei potuto certamente accedere soltanto a seguito dell’incontro con una personalità di tale rilievo. Ed effettivamente la conoscenza di Dado non deluse affatto, si rivelò esattamente come l’avevo prefigurata. Quando riuscii a contattarlo, rimasi immediatamente colpito dalle sue capacità di spaziare in ogni ambito del sapere, dal suo acume, dalla grande vitalità e dall’interesse per ogni minimo dettaglio, anche il più insignificante del reale. Ciò che però mi lasciò letteralmente sbalordito fu la sensazione di dialogare con una persona amica, familiare, genuina e autentica, straordinariamente accogliente e disposta all’ascolto, qualità davvero non comuni a questo mondo.
La sua capacità di cogliere con rapidità il nocciolo di argomenti spinosi, dirimere in maniera pragmatica questioni di grande complessità era fuori discussione. Di quelle chiacchierate ricche e stimolanti resterà per sempre in me un ricordo indelebile, davvero difficile da cancellare. Fu per me un piacere enorme andare a trovarlo presso la sua abitazione a Milano e aver avuto, in più occasioni, la grande fortuna di argomentare con lui su questioni profonde che riusciva poi a rendere alla portata di tutti in un batter d’occhio, grazie alla semplicità nell’esprimersi e alla sua grande capacità divulgativa.
Lo contraddistinguevano la solita chiarezza nei ragionamenti e una determinazione assoluta nel modo di porsi che lasciava comunque campo al contraddittorio ma era in grado di ergersi come guida; erano queste le capacità che, a mio avviso, gli consentivano di affrontare con entusiasmo ogni nuova avventura intellettuale nella quale amava cimentarsi, come ad esempio quella del disegnare che aveva acceso il suo interesse proprio negli ultimi mesi della sua vita.
In queste situazioni, come amava ricordare anche Angela, l’immancabile compagna di una vita intera, Dado dimostrava di riuscire con successo e con animo instancabile in qualsiasi attività, anche apparentemente lontana dai suoi soliti campi d’azione. Fu proprio qualche anno fa, durante una delle chiacchierate avvincenti che avevamo intrapreso insieme, che decidemmo di scrivere qualcosa insieme sul grande tema del tempo e sulle sue complesse declinazioni nell’esistenza degli esseri umani. Ne nacque il testo: “Tempo misurato tempo vissuto”, pubblicato da Castelvecchi nel 2024, per me motivo di grande orgoglio, di enorme arricchimento e crescita individuale.
Aver avuto modo di lavorare insieme a un uomo dalla levatura culturale di Edoardo Boncinelli mi ha permesso di apprendere moltissimo, mi ha fornito spunti di riflessione dei quali vado assolutamente fiero, ha reso possibile esplorare mondi nuovi e delineare possibili nuovi scenari. Ancora ricordo, in maniera nitida, quando intervenne in occasione della Summer School, evento di formazione intensiva promosso da Ianua, Scuola Superiore degli Studi dell’Università di Genova e incantò un’intera platea di giovani con argomenti avvincenti che vertevano su temi complessi quali il legame tra anomalia e creatività, all’interno del modulo da me curato su “Follia e creatività”.
Così come non potrò mai dimenticare il suo intervento a sorpresa durante la trasmissione televisiva “Sottovoce”, che mi vedeva ospite di Gigi Marzullo e che fu mandata in onda nel gennaio 2025. In quell’occasione, ricordo perfettamente quanto fu suggerito da Dado, usando poche semplici battute, circa la necessità del continuare a dialogare con se stessi per tutta la vita, il non perdere mai il contatto con la parte più intima di noi, con la nostra soggettività.
E ancora non riuscirò a dimenticare il suo intervento lucido e denso di spunti in occasione del FestivalTempo tenutosi a Uscio nell’Ottobre 2024, quando subito dopo di me, intervenne completamente a braccio e lasciò letteralmente stregata, ancora una volta, un’intera schiera di persone dalle età le più disparate.
Dado era fatto così, riusciva sempre a stupire, a tirar fuori il meglio, a svelare immancabilmente gli aspetti più nascosti e che altri non erano in grado di cogliere: si trattava davvero di una personalità autenticamente geniale. Ma era anche un uomo dalla straordinaria capacità ironica che utilizzava spesso per cogliere, in maniera disincantata, le sfumature più inaccessibili del pensiero.
Penso sia scomparso un uomo dalle qualità eccezionali, dalle competenze fuori dal comune, ma soprattutto un uomo intraprendente, animato in ogni istante dalla sete continua della curiosità, sempre alla ricerca del perché e del significato profondo delle cose, indagatore attento della realtà, capace di sondare le pieghe più recondite dell’animo umano.
Grazie per tutto quello che hai permesso di imparare Dado.
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