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If…. (1968): La rivolta come sacramento

3 Feb 26

Il college come laboratorio dell’autoritarismo

If…., diretto da Lindsay Anderson, è un’opera che sfida ogni classificazione. Il film è recuperabile in streaming su Prime Video.

Uscito nel 1968, lo stesso anno delle rivolte studentesche che avrebbero incendiato le università di mezzo mondo, il film anticipa e incarna lo spirito di ribellione giovanile con una forza visionaria che ancora oggi disorienta. Ambientato in un collegio maschile britannico d’élite, If…. racconta la progressiva radicalizzazione di un gruppo di studenti – guidati da Mick Travis (un giovane e magnetico Malcolm McDowell) – che si ribellano contro l’ordine costituito, culminando in un atto di violenza estrema e simbolica.

Ma If…. non è un film di denuncia nel senso classico. È un’opera allegorica, onirica, grottesca, che alterna il bianco e nero al colore senza spiegazioni, mescolando realismo e sogno, satira e tragedia. Il college diventa un microcosmo del potere britannico: gerarchico, repressivo, ipocrita. I “whips” – studenti più anziani che esercitano un potere quasi militare sui più giovani – incarnano la violenza sistemica, mentre i professori oscillano tra paternalismo e complicità.

Come scrive David Ehrenstein: “If…. non è un film sulla scuola, ma sull’Inghilterra. Il college è Westminster in miniatura, e la cappella è la cattedrale dell’ipocrisia”.

La colonna sonora: Missa Luba, Lully e il sacro sovversivo

La colonna sonora di If…. è uno degli elementi più radicali e innovativi del film. Anderson costruisce un paesaggio sonoro che sovverte il significato della musica sacra, trasformandola in veicolo di dissenso, ironia e trascendenza.

Missa Luba: la spiritualità africana come controcanto

Il cuore pulsante della colonna sonora è la Missa Luba, una messa latina cantata in stile tradizionale congolese, registrata nel 1958 dal Les Troubadours du Roi Baudouin, un coro di ragazzi congolesi diretto dal padre belga Guido Haazen. La Missa Luba non è solo un esperimento musicale: è un atto politico e culturale. In If…., la sua presenza è dirompente.

Il Kyrie, con le sue percussioni tribali e le voci infantili, accompagna le scene di ribellione con una forza primitiva e spirituale. Il Sanctus e il Gloria risuonano durante i momenti di maggiore tensione, creando un cortocircuito tra la sacralità della liturgia e la profanazione dell’ordine costituito.

La Missa Luba non è un commento musicale: è un personaggio del film. È la voce della giovinezza che prega, danza e si ribella” (Peter Cowie, Revolution! The Explosion of World Cinema in 1968).

Lully e il Te Deum: l’inno dell’Impero che crolla

In contrasto con la Missa Luba, Anderson inserisce anche il Te Deum di Jean-Baptiste Lully, emblema della solennità monarchica francese. Il brano accompagna la scena finale del massacro sul tetto del college, trasformando l’atto terroristico in un rito sacrificale. La musica barocca, con la sua pomposità, viene usata per sottolineare l’assurdità e la teatralità del potere.

L’uso del Te Deum nella scena finale non è un’ironica dissacrazione, ma una trasfigurazione: la violenza diventa liturgia, la rivolta diventa messa” (David Thomson, The New Biographical Dictionary of Film).

Psicologia della rivolta: tra Thanatos e immaginazione

Dal punto di vista psichiatrico, If…. è un film che esplora la psicodinamica della ribellione. La violenza finale non è solo politica: è una risposta al trauma, alla repressione, alla castrazione simbolica esercitata dall’istituzione. Mick Travis e i suoi compagni non sono rivoluzionari marxisti, ma adolescenti in cerca di un’identità. La loro rivolta è anche una fuga dalla passività, un tentativo di affermare il Sé attraverso l’atto estremo.

Il film può essere letto come una parabola sulla funzione immaginativa dell’adolescenza: la ribellione è reale o immaginata? Il massacro finale è un sogno, una fantasia, una metafora? Anderson non lo chiarisce, e proprio in questa ambiguità risiede la potenza del film.

Confronto con Fragole e sangue (1970)

Fragole e sangue (titolo originale: The Strawberry Statement) è l’altra grande opera cinematografica sulla rivolta giovanile, uscita due anni dopo If….. Ambientato in un’università americana durante le proteste contro la guerra in Vietnam, il film di Stuart Hagmann racconta la politicizzazione di uno studente apolitico, Simon, che si unisce al movimento studentesco per amore e finisce travolto dalla repressione.

Differenze chiave

Aspetto

If…. (1968)

Fragole e sangue (1970)

Contesto

Inghilterra post-imperiale

USA post-’68

Linguaggio

Allegorico, onirico, simbolico

Realista, lineare, emotivo

Protagonista

Ribelle nichilista (Mick)

Idealista in formazione (Simon)

Colonna sonora

Missa Luba, Lully, musica sacra

Rock e folk (CSNY, Lennon, Thunderclap Newman)

Tono

Grottesco, disturbante, rituale

Empatico, romantico, militante

Esito della rivolta

Massacro simbolico

Repressione reale

Colonna sonora a confronto

In Fragole e sangue, la musica è collettiva, generazionale, politica. Brani come Something in the Air o Give Peace a Chance sono inni alla protesta, strumenti di coesione e identità. In If…., invece, la musica è sacra, straniante, rituale. Non un canto di gruppo, ma un’evocazione del sacro che sovverte il potere.

Se Fragole e sangue è un LP di protesta, If…. è un requiem barocco per l’Impero britannico” (Mark Cousins, The Story of Film).

Conclusione

If…. è un film che non si guarda: si attraversa. È un’esperienza sensoriale, politica, psichica. La sua forza sta nell’ambiguità, nella capacità di evocare la rivolta come gesto poetico e sacrale, non come programma politico. La colonna sonora – con la Missa Luba e il Te Deum di Lully – è il cuore pulsante di questa ambiguità: sacro e profano, innocenza e violenza, infanzia e apocalisse.

Come Fragole e sangue, If…. parla di giovani che non vogliono più obbedire. Ma se Fragole cerca di cambiare il mondo, If…. lo vuole incendiare. E lo fa con la grazia inquietante di un canto liturgico.

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