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PSICOANALISI E FANTASY: FEDERICO SPEZIA – DENNIS AUDITORE. ATTO I: LA BATTAGLIA DEL PRESCELTO

11 Nov 25

L’applicazione di categorie psicoanalitiche ad un testo letterario è un esercizio intellettuale praticato fin dagli inizi della psicoanalisi e va ad integrarsi con un esame più strettamente stilistico-formale del testo stesso.

Federico Spezia, oltre alla professione di medico, coltiva anche una vera passione per la scrittura: l’opera prima che qui presentiamo si inscrive nella categoria del fantasy e si articola per oltre quattrocento pagine, dal ritmo incalzante e avvincente, nelle quali si ripercorrono in modo originale non solo gli stilemi tipici di questo genere letterario ma, per la qualità del contenuto , lo possono avvicinare anche al classico “romanzo di formazione”.

Il libro si apre con un Prologo nel quale si narra brevemente la storia di Rinaldo Auditore, padre di Dennis, che cade in battaglia dopo una strenua lotta contro un implacabile nemico, l’ Oscuro, Capo delle Ombre. I venti capitoli successivi narrano le vicende del protagonista ,Dennis appunto , il figlio adolescente che vive con la madre, Eliora, in una amena località collinare della Toscana, Civitaluna, aiutandola nella gestione quotidiana di un avviato agriturismo . La vita del ragazzo trascorre tranquilla e spensierata ma dopo un evento sismico, che porta Dennis ad esplorare l’edificio per rilevarne i danni, egli scopre un vecchio baule in una soffitta, all’interno del quale trova una pergamena scritta dal padre e un paio di guanti appartenuti a lui stesso. Da allora la vita del protagonista subirà un mutamento radicale: la pergamena contiene il testamento spirituale nel quale il padre sprona il figlio a riprendere la nobile lotta che lo ha visto soccombere mentre i guanti gli riveleranno poi delle qualità magiche, preziosi strumenti di difesa nella terribile battaglia che dovrà valorosamente affrontare. Nel prosieguo Dennis attraverserà un portale, situato nel bosco circostante, che separa il mondo reale da quello magico e nel quale, assieme a numerosi altri personaggi, verrà catapultato in un viaggio magico-iniziatico intessuto di mirabolanti episodi ed epiche battaglie in luoghi incantati nei quali si svolge l’intera trama del libro.

IDENTIFICAZIONE CON IL MODELLO PATERNO

Dal punto di vista psicoanalitico non si può non sottolineare il motivo centrale che spinge il protagonista del romanzo ad intraprendere l’avventuroso percorso allegorico-esistenziale ,ovvero il desiderio di identificazione con il modello paterno cercando emularne le imprese: l’ideale dell’Ioi è quella istanza della personalità che nasce dalla identificazione con i genitori, un modello a cui il soggetto cerca di conformarsi. Essa costituisce una tappa fondamentale di ogni essere umano e rappresenta l’esperienza interiore che ciascun adolescente deve compiere per costruire e consolidare la propria identità personale ed entrare nel mondo degli adulti. Si tratta di un’impresa non facile ed irta di ostacoli, non sempre coronata da successo: le numerose peripezie e situazioni che Dennis si trova ad affrontare rappresentano, sul piano simbolico, tutte le difficoltà che gli adolescenti incontrano nel farsi strada nella vita. Il senso di bruciante delusione alle prime prove fallite e la conseguente mancanza di autostima, il confronto spesso problematico con il gruppo dei pari, i primi innamoramenti e il coacervo inestricabile di emozioni che ne derivano, sono gli inevitabili ostacoli da superare per strutturare la personalità. Non è un caso che buona parte delle vicende principali si svolgano proprio in un “ ambiente scolastico” che ricorda molto da vicino la scuola di magia del celebre Harry Potter, nella quale si snodano le tematiche sopra descritte.

ANGOSCIA E MECCANISMI DI DIFESA

Dopo la scoperta del testamento e dei guanti magici il protagonista attraversa il portale magico : sotto questo profilo possiamo interpretare ciò come il passaggio dal “linguaggio diurno” (il mondo reale) al “linguaggio notturno” (il mondo onirico dell’inconscio), secondo la definizione proposta da Franco Fornari 1, il più importante psicoanalista kleiniano a livello italiano. Secondo M. Klein, nella mente umana esistono angosce pre-edipiche psicotiche , legate ad un livello arcaico, quello duale della relazione madre-bambino: tali angosce sono di tipo persecutorio , profonde e devastanti, arginate da meccanismi ancora passivi e poco efficienti. Finalmente, dopo aver superato le angosce di tipo depressivo, connesse con la accettazione della madre come oggetto intero e distinto dalla fusionalità duale, entra in gioco anche la figura del padre, strutturando la triangolazione edipica. E’ a questo livello che arrivano meccanismi di difesa edipici, più evoluti e ed efficienti che consentono un ruolo attivo ed ‘egosintonico’, più adeguato per identificarsi con il ruolo paterno- Sempre seguendo l’ottica psicoanalitica, l’apprendimento dell’uso corretto degli strumenti magici può essere interpretato come evoluzione dei meccanismi di difesa che l’Io mette in atto per fronteggiare l’angoscia che emerge dalle spinte pulsionali erotico/aggressive .Dopo i guanti magici, il cui uso provoca iniziali delusioni, Dennis arriverà a padroneggiare l’uso di una spada magica, la katana, che gli consentirà di combattere efficacemente contro i nemici del regno delle ombre (angosce persecutorie) e portare finalmente a compimento la realizzazione del modello ideale paterno. Nel protagonista, tuttavia, è ben presente la consapevolezza che la battaglia vinta non è una vittoria definitiva: della vita non si guarisce, come Freud aveva affermato, quindi il pericolo della regressione ad uno stadio mentale precedente, di fronte alle inevitabili delusioni che la vita procura, fa parte del rischio della vita quotidiana e va affrontato con coraggio e risolutezza, come avviene in tutte le vicende narrate.

La lettura di questo romanzo, oltre al piacere estetico che procura in un lettore adulto, può risultare particolarmente interessante in quella fascia di età adolescenziale nella quale la ricerca di un modello ideale rappresenta un motivo costante del processo mentale evolutivo: insomma non solo personaggi dello sport o rock-stars con cui identificarsi ma coetanei che potrebbero essere i propri compagni di banco.

12Franco Fornari, Coinema e icona, Il Saggiatore, Milano, 1979, p.27

iJ. Laplanche – J.B.Pontalis Enciclopedia della psicoanalisi, Edizione CDE spa, Milano, 1983 voce Ideale dell’io

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