Abstract
Il Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze (DSMD) rappresenta il cuore pulsante della psichiatria di comunità in Italia. Carlo Fraticelli, già direttore di un vasto dipartimento in Lombardia, analizza l’architettura di questa rete complessa: dall’integrazione tra ospedale e territorio alla sinergia con il privato accreditato, fino alla sfida cruciale della presa in carico degli esordi e della transizione dall’età pediatrica a quella adulta.
L’architettura del Dipartimento: integrazione e responsabilità
Un Dipartimento di Salute Mentale (DSM) non è un singolo servizio, ma una rete articolata che garantisce una responsabilità tecnica e gestionale su un territorio definito. In Lombardia, il modello si è evoluto nel Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze (DSMD), includendo le dipendenze per favorire interventi affiancati e integrati. Questa struttura nasce con l’obiettivo di superare le scissioni e le duplicazioni degli interventi, dotando la rete di una visione unitaria. Il passaggio alle Aziende Socio-Sanitarie Territoriali (ASST) ha ulteriormente rafforzato la volontà di integrare i momenti di cura ospedalieri con quelli territoriali, portando la cultura della salute mentale in ambiti che richiedono una forte collaborazione multidisciplinare.
Le articolazioni del sistema: i luoghi della cura
All’interno di un’Unità Operativa di Psichiatria convivono diverse realtà che devono funzionare in maniera sinergica:
- I Centri Territoriali: Chiamati Centri Psicosociali (CPS) in Lombardia o Centri di Salute Mentale (CSM) a livello nazionale, rappresentano il cuore dell’intervento e il punto di accesso principale per la cittadinanza.
- Le strutture ospedaliere: I Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) gestiscono le fasi di acuzie, operando come reparti ospedalieri integrati nel sistema dipartimentale.
- La Residenzialità: Strutture con diversi livelli di intensità assistenziale che accompagnano il paziente nel percorso di riabilitazione.
La complessità è ulteriormente arricchita dalla presenza delle unità operative di Psicologia, delle Dipendenze e della Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza (UONPIA), che richiedono un costante lavoro di coordinamento e costruzione di “ponti” operativi.
Il ruolo del privato accreditato e la continuità di cura
Il privato accreditato è parte integrante della rete di offerta dei servizi. Tuttavia, nella psichiatria di comunità, la regia del percorso di cura rimane saldamente in mano ai centri territoriali pubblici. È il CPS (o CSM) a individuare il progetto terapeutico, a stabilire l’eventuale inserimento in una struttura residenziale privata e a verificarne i tempi e la progressione. Questa collaborazione permette di gestire territori molto vasti — come quello da me diretto, con un bacino di 600.000 abitanti — garantendo risposte differenziate che vanno dai posti letto di residenzialità alle cure specifiche per i giovani adulti o per chi presenta una doppia diagnosi (psicopatologia e dipendenza).
La sfida degli esordi e il passaggio di consegne
Un problema centrale per tutta la salute mentale è l’intercettazione precoce dei disturbi, che spesso iniziano a manifestarsi già in età infantile o adolescenziale. La collaborazione con i colleghi della neuropsichiatria infantile è fondamentale, ma la transizione dai servizi per minori a quelli per adulti rimane un passaggio critico. Abbiamo bisogno di spazi meno stigmatizzanti, come i servizi dedicati agli “esordi” (Early Psychosis), che possano accogliere gli adolescenti in contesti più “friendly”. Il periodo del Covid ha evidenziato drammaticamente questa necessità, con un aumento esponenziale di accessi per disagio emotivo e tentativi suicidiari tra i giovanissimi, rendendo indispensabile una continuità di cure che rispetti le specificità dell’età e del genere.
Conclusione: un mondo complesso che richiede risorse
Il Dipartimento di Salute Mentale è un organismo estremamente complesso che si interfaccia costantemente con il mondo delle associazioni, il privato sociale e i decisori politici. Perché questo modello funzioni realmente e non resti solo sulla carta, sono necessarie competenze elevate e, soprattutto, finanziamenti adeguati. La doppia anima della neuropsichiatria infantile (neurologica e psichiatrica) e la frammentazione dei servizi per gli adulti richiedono un impegno comune per costruire un modello ordinato e continuativo, capace di dare risposte appropriate alle sfide sempre più difficili della salute mentale contemporanea.
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