Abstract
A seguito della tragica scomparsa di Barbara Capovani, la comunità psichiatrica italiana si interroga sulle proprie fragilità strutturali e sulla sicurezza degli operatori. Emi Bondi, Past-President della Società Italiana di Psichiatria (SIP), analizza in questo intervento le criticità del sistema, dalla gestione dei pazienti autori di reato al clima di discredito che colpisce la professione, delineando le proposte concrete inviate al Ministero della Salute.
La posizione della SIP di fronte alla tragedia
Come psichiatri, siamo tutti profondamente sconvolti e addolorati. Personalmente conoscevo Barbara sin dai tempi degli studi a Pisa; era una donna coraggiosa, umana e una professionista di grande competenza. Il dolore della famiglia è il dolore di tutti noi. Come Società Italiana di Psichiatria, avvertiamo non solo lo sgomento per un’aggressione vigliacca, avvenuta dopo dieci ore di lavoro in reparto, ma anche la necessità impellente di prendere una posizione netta. Non possiamo restare disorientati: questa tragedia deve segnare un punto di svolta nel modo in cui le istituzioni considerano la nostra professione.
Una crisi di risorse non più procrastinabile
Ciò che più ferisce la categoria è la consapevolezza che questi episodi di violenza, seppur raramente così estremi, sono ormai il pane quotidiano per chi lavora nei servizi. La psichiatria pubblica è allo stremo. Mancano le risorse umane, mancano i medici e gli infermieri, ma mancano anche le strutture adeguate. Lavoriamo in ambienti che spesso non garantiscono la sicurezza minima: abbiamo bisogno di telecamere, di sistemi di protezione e, soprattutto, di protocolli chiari con le forze dell’ordine. Non è accettabile che un medico o un infermiere debba temere per la propria incolumità mentre svolge il proprio dovere.
Il concetto di pericolosità e la gestione dei pazienti autori di reato
È fondamentale fare chiarezza su un punto: non esiste un sillogismo tra paziente psichiatrico e pericolosità, ma è un dato di fatto che esistano pazienti pericolosi. La Legge 81 del 2014 ha allargato a dismisura la platea di pazienti autori di reato che transitano nei circuiti psichiatrici ordinari. Spesso ci troviamo a gestire disturbi antisociali di personalità o casi legati all’abuso di sostanze che non rispondono ai trattamenti farmacologici classici e che richiederebbero percorsi di sicurezza specifici. Le REMS sono numericamente insufficienti e il carico ricade interamente sugli SPDC e sui servizi territoriali, che non sono attrezzati per compiti di custodia, ma di cura.
L’onda del discredito e il clima anti-scientifico
Non possiamo ignorare il clima di discredito che circonda la psichiatria. Esiste un’onda anti-scientifica, spesso alimentata anche via web, che dipinge gli psichiatri come agenti di controllo sociale o figure nefaste legate a un passato manicomiale ormai superato. Questa narrazione non fa che minare l’alleanza terapeutica, rendendo ancora più difficile la compliance dei pazienti che hanno realmente bisogno di cure. È inaccettabile che, dopo il sacrificio di una collega, si leggano sui social commenti che trasudano ignoranza e crudeltà. Come SIP, ci muoveremo presso la polizia postale per fermare queste derive che offendono la memoria di chi ha perso la vita lavorando.
Un sacrificio che deve insegnare: le proposte per il futuro
Il sacrificio di Barbara Capovani non deve essere dimenticato. Abbiamo bisogno che lo Stato ci ascolti. Alla politica chiediamo risposte concrete: un aumento immediato delle risorse, la revisione dei meccanismi di seminfirmità mentale per i disturbi di personalità e l’attivazione della procedibilità d’ufficio per le aggressioni al personale sanitario. Non è possibile che un infermiere aggredito debba pagarsi l’avvocato e sporgere denuncia personalmente. Vogliamo incontrare il Ministro per portare queste proposte: la salute mentale è una priorità nazionale e chi se ne occupa merita rispetto, dignità e sicurezza.
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Condivido il pensiero
Cosa concretamente fare, poter fare?
La politica sanitaria nazionale?
All’ istituto superiore di Sanità è presente, presidente,uno psichiatra unanimemente riconosciuto validissimo ..penso stia lavorando al meglio per una Psichiatra migliore per tutti