Il counseling psichiatrico on-line: i risultati di un'esperienza in Italia con utenti della rete in anonimo. vantaggi e prospettive

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3 dicembre, 2012 - 12:48

In questa sede vengono presentati i risultati dell'esperienza del sito di web-counseling “Psicoterapeuta on the web”, creato nel 1996 a cura dell'Internet Provider Fastcom S.r.l. di Nola (NA). Trattasi di un servizio gratuito che dispensa informazioni sulle patologie neuropsichiatriche e sul disagio psicologico. Il counseling avviene mediante l'uso del sistema basato sull'e-mail anonima.
L'utente, tramite una form di accesso, invia al server del sito la richiesta e questa viene automaticamente convogliata al PC del professionista, che dopo averla visionata provvede alla risposta e alla successiva pubblicazione in uno spazio pubblico sul sito, garantendo il più assoluto anonimato dello stesso. Infatti il sistema fa in modo che né l'esperto né i tecnici del server possono individuare l'indirizzo di posta elettronica del cyber-utente. Il servizio offre, inoltre, la possibilità di accedere ad un apposito archivio delle richieste degli utenti, divise per problematiche principali. 
Questo sito, come gli altri già citati, si rifà alle regole deontologiche dettate dalla NBCC (National Board Certified Counselor) per l'attività del counseling telematico, anche se differisce dal counselingd'oltre oceano per il fatto che non prevede un contatto individuale preferenziale e continuato nel tempo, né un particolare setting con gli utenti. I risultati di questa esperienza sono stati presentati al Congresso Internazionale su “Internet e Salute mentale”, tenutosi a Genova nel febbraio 1998 . 
Le richieste d'aiuto e di consulenza giunte al 31 gennaio 2001 allo psicoterapeuta sono state 1262. Gli utenti maschi sono stati 838 (66,4%), mentre le femmine 424 (33,6%);l'età media totale degli utenti è di 29,7 anni. La problematica più sentita dagli utenti è risultata la sessualità in tutti i suoi aspetti (disturbi dell'erezione, eiaculazione precoce, vaginismo, disagio sessuale e relazionale con l'altro sesso, informazioni sui vari approcci terapeutici e sessuologici, etc.); le richieste degli utenti maschi sono predominanti (82% contro il 18% delle femmine) e le richieste più frequenti hanno riguardato l'ejaculazione precoce e l'impotenza, seguite dall'omosessualità e dal vaginismo. Seguono: la depressione (123 utenti, 87 maschi e 36 femmine, età media 30,6 anni), il disturbo di panico (122 utenti, 78 maschi e 44 femmine, età media 33,3 anni ) e i disturbi d'ansia (122 utenti, 93 maschi e 29 femmine, età media 30,7 anni). Netta prevalenza delle richieste femminili nell'ambito delle problematiche di coppia (66% contro il 21% dei maschi), comportamento alimentare (87% contro il 13% dei maschi) e psicoterapia (68% contro il 32% dei maschi). Le problematiche neurologiche sono poste da utenti appartenenti alla fascia di età media più elevata (33,8%), mentre quelle riguardanti i disturbi psicotici interessano all'1,1% degli utenti, percentuale stranamente coincidente a quella di incidenza della schizofrenia (6) Si evidenzia una scarsissima tendenza a richiedere informazioni sulle dipendenze tossiche (inserite nella voce “varie”) e un'aumento delle richieste sulle problematiche di coppia (4,8%) rispetto ai dati raccolti ad agosto 1999 (7). 
il numero di contatti successivi al primo sono stati ben 177 su 1262 richieste, pari al 14% del totale di utenti. Considerando che il servizio non prevede la costruzione di uno specifico setting, questa percentuale è significativa e dimostra l'utilità del counseling anonimo in tutti i suoi aspetti: garanzia della privacy, maggiore apertura degli utenti per le problematiche psicologiche poste in essere, aiuto ad acquisire una maggiore consapevolezza dei problemi e a trovare le migliori soluzioni per affrontarli. 
A margine dei dati riportati si evidenzia un sempre maggior numero di utenti che ammette di aver ottenuto vantaggi concreti dalle informazioni e dai consigli pratici sul modo di affrontare il proprio disagio ottenuti grazie al counseling online. Sono sempre più numerosi gli utenti che dichiarano di aver avuto il coraggio di chiedere un aiuto “dal vivo” dopo aver“rotto il ghiaccio” in rete. Questo fenomeno deve essere attentamente considerato, alla luce della vertiginosa crescita della comunicazione mediata dal computer, e anche nell'ottica di dotare i servizi territoriali per la salute mentale di analoghi strumenti di comunicazione e di counseling. 

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