INTERVISTA A GIUSEPPE BERSANI

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28 novembre, 2012 - 18:21

I tre interventi di stamattina in qualche maniera tentavano di inquadrare la questione della terapia del delirio: l�elemento che viene fuori e� che purtroppo il disturbo delirante e� fra i disturbi psichiatrici il piu� difficilmente aggredibile dal punto di vista farmacologico - vi sono opinioni diverse � ma fondamentalmente non e� facile da curare.Qual e� il Suo parere?
Intanto in termini pratici il paziente affetto da disturbi deliranti non si vuole curare e non si acchiappa. E se noi riusciamo a curare in qualche modo, anche con le buone o con le cattive, il piu� grave schizofrenico, il delirante paranoico difficilmente accetta di essere curato e quindi c�e� un ostacolo a monte. Detto questo, dobbiamo anche dire che nei pazienti in cui e� piu� grave il delirio i farmaci sono meno efficaci, risponde meglio un delirio che si situa in un contesto disorganizzato, affettivo, come nella schizofrenia e nelle psicosi affettive, piuttosto che un delirio che e� in fondo e� isolato, monosintomatico, il che mette molti dubbi sulla bonta� dei nostri modelli di delirio.
Questo potrebbe, pero�, anche significare che abbiamo vie nervose diverse e che pertanto non esista il delirio, bensi� i deliri�
E� probabile, anche se almeno nei contenuti il delirio del disturbo delirante e� molto vicino a quello dello schizofrenico, cambia la forma, non il contenuto. E quindi c�e� da pensare che l�aspetto legato alla strutturazione del delirio abbia delle vie mielobiologiche diverse da quelle legate alla vita organizzativa del delirio a parita� di contenuto. Mentre nel delirio schizofrenico gioca piu� la componente sottocorticale e limbica, emotiva, affettiva, se vogliamo, nei deliri del disturbo delirante conta invece molto di piu� la componente corticale, che e� meno attaccabile dai farmaci.
Sembrerebbe quindi qualcosa piu� propria dell�evoluzione della specie, come dire che il disturbo delirante puro e� proprio della specie umana pura, mentre il disturbo delirante meno organizzato, piu� affettivo e� proprio invece di molte specie?
Diciamo che il disturbo delirante puro e� un disturbo esclusivo del pensiero e come tale piu� appannaggio dell�uomo rispetto alle altre specie. Le forme deliranti che hanno una componente sottocorticale piu� importante, come sono la schizofrenia e le psicosi affettive, potrebbero in qualche maniera essere appannaggio anche di altre specie, anche se poi difficilmente ci si puo� accorgere del delirio di un cane o di un gatto, pero� in termini di basi biologiche ci potrebbe essere una maggior vicinanza.
Un�ultima domanda: il futuro ci puo� far immaginare l�arrivo di un farmaco specifico, oppure e� una speranza vana?
Per quanto riguarda la ricerca farmacologica attuale, i tentativi sono piu� rivolti a trovare dei farmaci che abbiano effetto contemporaneo sulla regione corticale e sottocorticale. I farmaci attuali prima tamponano l�ipotetica iperattivita� dopaminergica limbica e poi pensano al resto. Non mi sembra che vi siano novita� grosse, anche l�aripiprazolo e� semplicemente un bloccante D2 a livello mesolimbico, quindi e� un neurolettico come gli altri, che forse rimodula l�attivita� dopaminergica controcorticale,riipotizzandone un�ipoattivita� e quindi avendo come target l�area negativa. Direi che al momento la ricerca farmacologia e� rivolta alla schizofrenia e non al disturbo delirante, quindi tiene piu� conto della pluridimensionalita� della schizofrenia che non della monodimensionalita� del disturbo delirante, pertanto quest�ultimo non e� un target della ricerca.

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