Lettera di Valeria Medda

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6 ottobre, 2012 - 14:28

Paola carissima, come avrai capito dal mio ritardo, sono veramente intasata!! […]

Circa la questione Mario Mieli , dobbiamo assolutamente ridiscuterne! Comunque , la mia principale obbiezione consiste in questo:

lui pone una bisessualità originaria ( anche in senso biologico! ) da cui deriverebbe un desiderio sessuale androgino indifferenziato, che sarebbe represso ( categoria sostanzialmente reichiana, e sappiamo il poveretto in che paranoia irreversibile sia finito! ) - non oggetto di rimozione, cioè nella relazione soggettiva di pensiero rispetto al conflitto desiderio/legge ) - dalla legge paterno-capitalistica.

penso invece a una posizione anatomicamente sessuata di maschio e femmina ( sia pure con residui genetici ormonali del sesso opposto ) a livello del corpo "animale" dove soltanto coll'accesso al linguaggio si colloca per ogni parlante la disponibilità di due posizioni , maschile e femminile entro l'ordine simbolico, cioè nel senso. (Sessuazione reale )

La sessuazione "immaginaria" ( come ognuno si fantasma ) è evidentemente androgina o bisessuale ( polivalenza perversa, ventaglio delle possibilità..).

Il riconoscimento del proprio desiderio orientato su un certo tipo di oggetto è la sessuazione simbolica ed è punto di identificazione al desiderio di un altro che per il soggetto ha "significato". Risponde alla domanda identitaria: Io chi sono? (indubbiamente aristotelica, è il primo modo dell'essere nella famosa serie chi- come quando-dove- perché ) Si situa nell'ordine "logico" storicamente condivisibile.

Il tabu' dell'omosessualità maschile ( non si è mai verificata analoga criminalizzazione dell'omosessualità femminile ) colpisce nell'uomo la scelta della posizione femminile in quanto essa è "estranea" alla concezione del padre e del monoteismo, che si fondano invece sulla sua esclusione dal linguaggio di senso e dal valore. Le donne vengono " esteriorizzate" ( messe all'esterno ) in quanto tali, gli uomini se scelgono la parte-donna.

l'esclusione delle donne serve a significarle come termine antitetico agli uomini nella coppia di opposizione linguistica ( come giorno/notte ), l'esclusione degli omosessuali maschi è dovuta alla desacralizzazione del paterno e alla minaccia di polisenso, mentre il senso deve essere "mono". L'isterica e le donne "falliche" invece sono patologizzate come sintomo nel linguaggio e nel sociale perchè aspirano a una posizione simbolica interdetta e connotata come peculiarmente maschile ( UBRIS!! ). ( E continuamente interrogate dalla psicanalisi - Freud e Lacan - perché detentrici di un altro sapere..)

la mia ipotesi è inoltre che le donne debbano essere escluse non perché femmine nel sessuale, ma a causa della potenza materna, oggetto di invidia e di "Verleugnung".

La verleugnung del valore materno è per me la radice simbolico-sintomale della necessità obbligante del nome-del-padre ( il simbolico al posto del reale ) e il fantasma della madre castratrice, come dimostra la tragedia greca, genera la misoginia e il rinnegamento.

Non mi pare che mario mieli ne tenga conto.. inoltre con la proposta di rivoluzione omosex inverte il passaggio: non è la liberazione degli omosessuali a liberare le donne, ma il riposizionamento valoriale delle donne ( trasvalutazione dei valori! ) nel sistema di senso e di significazione ( = declino dell'ordine patriarcale ) a liberare gli omosessuali.

condivido invece fortemente tutto il discorso che valorizza nella posizione gay l'estetica e l'arte, sia nel senso della sovversione che della bellezza!

fammi sapere la tua! ho scritto di fretta e tutto andrebbe sistemato con maggiore finezza.

attendo i tuoi luminosi pensieri! valeria

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