I MEDICI-GAY ed i pazienti LGBT di ogni medico!
Raccolta e analisi di casi personali, clinici, tra colleghi e di fantasie sull'omosessualità di medici e pazienti.
di Manlio Converti

DIALOGO sui TRANSESSUALI, con i fantasmi di Kernberg e Argentieri

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14 ottobre, 2013 - 09:52
di Manlio Converti
Prof. Bollorino:
·  ciao. Sul tema dei trasgender ho il parere di Kernberg ti interessa?

Manlio
·  intendi video o che lo posso intervistare? La risposta è sempre si...

Prof. Bollorino:
·  intendo che ha detto cose che ti posso riferire, i video sono su altro. Ne ha parlato durante il dibattito su sua relazione: ti interessa sapere che ha detto?

Manlio
·  Bhè è un report un po' di seconda mano ed è fuori tema rispetto alla mia domanda, e non capisco perché non hai ripreso il dibattito...o fatto la mia domanda...ma soprattutto non capisco perché tu non lo dica direttamente e mi chieda il consenso...il che non ha senso...aahahhahha

Prof. Bollorino:
·  Ho ripreso SOLO le relazioni, come sempre ho fatto. Ti sto chiedendo ti interessa e te lo racconto. Non ti interessa e non te lo racconto.
Non ho fatto alcuna domanda io, la domanda era della dott.ssa Argentieri.
 
Manlio
·  mmm allora voglio sapere tutto anche della Argentieri! Io sono curioso e logorroico, e mi spiace non averti incontrato dal vivo!

Prof. Bollorino:
·  La Argentieri ha chiesto se non riteneva un atto di violenza il cambio di sesso e Lui ha risposto che occorreva fare una differenza tra chi fin da bambino, anche per aspetti educazionali e di rapporto con le figure parentali accudenti si sentiva di un altro sesso rispetto alla biologia, come i ragazzi seguiti da Di Ceglie a Londra e chi faceva una scelta più tardiva passando spesso per il travestitismo.
Nel primo caso. secondo lui. il cambio di sesso era terapeutico nei confronti del recupero di un equilibrio. Nel secondo caso, invece, spesso si poteva trattare di disturbi narcisistici di personalità, nel qual caso lui riteneva che si doveva andare molto cauti, privilegiando la psicoterapia all'operazione ..
mi trovo TOTALMENTE d'accordo con lui

Manlio
·   Di Ceglie, ottima citazione! Per l'esattezza solo il 10-15% dei minori con DIG diverranno trans con operazione di transizione da adulti, ma tutti gli altri saranno comunque gay, bisex o transgender. Si può valutare in casi certi perfino l'operazione e più spesso la sospensione degli ormoni puberali, questa essendo indifferente nei casi non trans, ma ottima per ridurre il gap di chi chiede una trasformazione. Certamente, lo dice lo stesso di Ceglie, una psicoterapia familiare è utile per creare sostegno al minore transgender e ridurre l'impatto al sociale dello stigma e del minority stress.

Prf. Bollorino
·   Non hai inteso: per gli adulti Kernberg dice che non vanno operati se sono narcisisti e stop.
Gli adulti si intende quelli che arrivano alla richiesta non dall'infanzia, ma attraverso un percorso di travestitismo.
Non si tratta di far cambiare la scelta di genere, ma di curare una patologia dentro la scelta di genere o vogliamo dire che “omosessuale è bello e stop” e non ha mai problemi psichiatrici o psicologici. Questa sarebbe ideologia pura e pure un po' stupida.

Manlio
·   Per me è falsa e omofoba l'idea narcisista dell'Argentieri che questi minori o adulti saranno etero dopo una psicoterapia. Ovviamente in casi non certi non si deve procedere all'operazione ma è necessario lasciare giocare, ad esempio il minore, con il genere, mentre cerca di capire la differenza tra orientamento e identità, ruolo e comportamento di genere.

Prof. Bollorino
·   Continui a non capire, che peccato? Sto parlando di Kernberg e della sua risposta.
Kernberg parla di disturbo narcisistico non di far diventare etero un travestito: come fai a non capire?
Come tale il narcisista non andrebbe supportato nella sua richiesta, a differenza di chi arriva dall'infanzia in tali casi
LO RIPETO Kernberg ritiene l'operazione altrimenti utile, anche da chi proviene da un percorso nell’infanzia e ha pure criticato la "moda" permissiva che tende a far fare più cambiamenti di sesso di quanti sarebbe opportuno fare. Come detto mi ritrovo assolutamente nella posizione di Kernberg mentre tu la ignori e non comprendo perché essendo di una chiarezza lapalissiana
Non cogli la distinzione di Kerberg!
 
Manlio
(che non aveva letto due delle risposte del prof. a causa di un difetto di corrispondenza di FB o di attenzione di sé medesimo)
·  Si ma questo discorso è come il futile e il necessario: un tentativo di dare una nuova definizione patologica alle persone transgender.
Problema sicuramente importante è quello del decidere a chi dare o meno l’autorizzazione all’operazione di transizione (appunto ridotto ad esempio solo al 10-15 % per quanto riguarda i minori), laddove non è la patologia ma la confusione tra ruolo, identità e orientamento, dovuta alla cultura personale e socio-familiare a produrre il gioco della richiesta di cambiamento anche dove non necessario.
La realtà trans gender e quindi delle transessuali che chiedono l’operazione di transizione è molto più complessa, si tende a dimenticare le donne che chiedono di essere maschi ed a riflettere, concordando sulla negazione, solo sulla castrazione del maschio.
Eppure gli adulti che chiedono la transizione non sono neanche la maggioranza delle persone transessuali, tanto che si chiede di avere il cambio di genere sui documenti anche senza, come diritto necessario. Non c’entra nulla poi con l’accenno all’omosessualità ma va bene, è chiaro il senso se sostituisco trans gender ad omosessuale la tua frase resta ugualmente valida e la condivido.
D’altra parte, sinceramente, non ci sono molti motivi per evitare che un maschio abbia le tette rifatte più di quante ne abbia una donna, solo che il primo tende a suicidarsi, mentre l'altra al massimo perde l'autostima, nel caso di rifiuto ed entrambi tendono alla prostituzione per pagare gli esosi costi della medicina estetica.
Ciò nonostante il pregiudizio di chi non conosce le persone transessuali è assurdo. Il rifiuto del Prof. Mario Maj a trattare l'argomento o tuo di fare in mia vece una domanda sulla violenza omofoba, l'impossibilità di convincere l'Ordine dei Medici a trattare questi argomenti, il fatto che i nostri convegni su gay e trans siano solo nostri e non raggiungano i professionisti e la popolazione generale, l’assenza di preparazione nelle Università sul tema dell’accoglienza delle persone LGBT, il fatto che venga bannato dai siti e gruppi di medici e psicologi appena accenno a questa tematica, il fatto che i medici LGBT mi tengano lontano per paura di essere "contaminati" dalla mia visibilità...

Tutto questo produce un deserto di cadaveri, generalmente suicidi tra gli omosessuali o gravi menomazioni della vita sociale e relazionale... ma anche maltrattamenti familiari, violenze ed omicidi, soprattutto contro le transessuali.

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Commenti

Beh intanto va detto che Psychiatry on line Italia non banna di dott. Converti ma gli ha offerto la possibilita' in totale liberta' di espressione di scrivere su queste tematiche in questo BLOG/RUBRICA.
come sottoportante creco sarebbe bello che i colleghi utenti registrati della rivista intervenissero aprendo un dialogo con Manlio su questi temi.


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