GALASSIA FREUD
Materiali sulla psicoanalisi apparsi sui media
di Luca Ribolini

Agosto 2015 I - Amori, sudditanze, discepolati

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13 agosto, 2015 - 13:13
di Luca Ribolini

GENITORI SEPARATI, VACANZE DIFFICILI?” Cosa fare per evitare che le vacanze si riempiano di veleni tossici per tutti 
di Giuseppe Maiolo, ladigetto.it, 1 agosto 2015

In questo periodo si compie il rito della vacanza e per la gran parte dei genitori è l’occasione per uscire dagli schemi quotidiani e stare con i figli un tempo meno convulso e frenetico. In modo particolare lo è per i genitori separati che durante le ferie possono avere l’opportunità di stare insieme senza fretta e una piacevolissima occasione per approfondire la comunicazione e migliorare il rapporto. Invece a volte sono motivo di tensione tra i partner, soprattutto quelli che non hanno ancora composto le loro divergenze e ridotto le vecchie tensioni di coppia. Oppure possono riaccendere vecchi conflitti mai del tutto sopiti. Le vacanze allora si riempiono di veleni tossici per tutti.
 
Segue qui:
http://www.ladigetto.it/permalink/46038.html 

LELLA RAVASI BELLOCCHIO. I SOGNI DELLE DONNE: “DALL’EROS AL LUTTO, FINO ALLA FIGURA MATERNA. ALCUNI ‘FONDANTI’ E ALTRI CHE NON VOGLIONO DIRE NULLA”. Nel libro dalla psicanalista Lella Ravasi Bellocchio. Immagini, parole, presagi, intuizioni: la magmatica materia di cui è fatto il sogno diventa l’oggetto di confronto con l’analista. “Occuparsi di sogni significa occuparsi di sé, della psiche vivente, del corpo psichico che noi siamo; è la ricerca nei piccoli gesti quotidiani di continuità e senso tra il dentro e il fuori”, spiega l’autrice a FQMagazine 
di Davide Turrini, ilfattoquotidiano.it, 2 agosto 2015

Ciak, si gira il film della notte. Protagonisti Freud, Jung, Fellini, BellocchioRilkePasolini e Caproni; ma soprattutto le decine di donne che con il racconto vivo ed intrigante dei loro sogni notturni danno vita al libro I sogni delle donne (Utet), scritto dalla psicanalista Lella Ravasi Bellocchio. Immagini, parole, presagi, intuizioni: la magmatica materia di cui è fatto il sogno diventa l’oggetto di confronto con l’analista. “Occuparsi di sogni significa occuparsi di sé, della psiche vivente, del corpo psichico che noi siamo; è la ricerca nei piccoli gesti quotidiani di continuità e senso tra il dentro e il fuori”, spiega la Ravasi a FQMagazine. E non stupisca quel “noi”, una soggettività plurale nell’esplorare quella che Jung definisce “la materia prima dell’esistere”: “Nel mio lavoro di analista i sogni danno senso, sono la mappa che seguo per altri, ma prima di tutto a partire da me stessa”.
 
Segue qui:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/02/i-sogni-delle-donne-dalleros-al-lutto-fino-alla-figura-materna-alcuni-fondanti-e-altri-che-non-vogliono-dire-nulla/1923086/ 

FREUD, IL GEOGRAFO DELL’AMORE. “L’ELBA MI INDICA LA VIA VERSO TE”. Il padre della psicanalisi scrive alla futura moglie definendosi un “beato innamorato” 
di Redazione, Sigmund Freud, ilgiornale.it, 2 agosto 2015

Abbiamo iniziato a pubblicare le lettere d’amore inviate da personaggi illustri del passato. Tra i mittenti ci sono Eleonora Duse, Napoleone, Virginia Woolf, Verdi e moltissimi altri. Le gioie (o le pene) d’amore dei “grandi” sono commentate da editorialisti, scrittori, artisti, cantanti e attori tra i più significativi del panorama italiano. Invitiamo anche i lettori a intervenire al dibattito, scrivendo a questa casella di posta elettronica: letteredamore@ilgiornale.it
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Mia dolce fidanzatina, se solo potessi vedere com’è bello qui, e come sarebbe ancor più bello, senza confronti, se tu fossi qui con me. Qui scorre l’Elba, ma è solo un modesto fiumiciattolo che mi indica la via verso di te, verso di te. Montagne alte, fitte di boschi, brulle e con strani contorni, graziose casine fatte non per starci, ma per essere drizzate e rovesciate in una cassa da gioco, tutte in fila lungo il fiume; qualche edificio orgoglioso scruta dall’alto in basso, dalle pendici del monte, quasi questa non fosse casa sua. Uno di questi è isolato su un colle, un castello o un convento o qualcosa del genere. In realtà non me ne importa nulla. A sinistra c’è Bodenbach, a destra Tetschen e nel mezzo due ponti: uno per le ferrovie e l’altro per i giovani pellegrini che vanno in visita dalle loro amanti.
 
Segue qui:
http://www.ilgiornale.it/news/politica/verso-te-lelba-caff-e-cameriera-1157750.html 

SALVINI E PUTTANE 
di Umberto Silva, ilfoglio.it, 5 agosto 2015

La politica sul lettone: Matteo Salvini insiste nel voler riesumare gli antichi bordelli spazzando dalla strada le lucciole che inquietano le sue notti. In che modo lo turbino non è dato saperlo, ma è lecito fantasticarlo. Lo psicoanalista indiano Masud Khan catalogò duecento modalità di fantasia erotica, ma non vi troveremmo quella di Salvini: la sua perversione, infatti, è di non averne alcuna, al punto di sostenere che la prostituzione è un mestiere come un altro. Un parere condivisibile e in effetti assai condiviso, perché no? Ve lo dico subito perché no: la chiesa dice no alle case chiuse e anch’io dico no, no, no. La chiesa è Dogma e non sono più l’ingenuo di un tempo, quando pretendevo di confutarla. Come confutare un’anguria?
 
Segue qui:
http://www.ilfoglio.it/la-politica-sul-lettino/2015/08/05/salvini-e-puttane___1-vr-131525-rubriche_c211.htm 
 

PERCHÉ CONTINUIAMO A GUARDARE I REALI. Il matrimonio di Pierre e Beatrice, la storia di Lady D, la vita di Kate. Forse non ci identifichiamo più, ma le immagini sono irresistibili 
di Roberta Scorranese, corriere.it, 5 agosto 2015

«Giace scomoda la testa che indossa una corona», sospira l’Enrico IV di Shakespeare. Sarà anche scomoda, ma la testa coronata è sempre in prima pagina. Ancora oggi. Perché passano gli anni, le Stéphanie di Monaco invecchiano e persino il cipiglietto tra le sopracciglia di Kate Middleton si infossa impietoso. Eppure i royals tengono. Un dato: alcune delle gallerie di immagini dedicate dal Canale Moda di Corriere.it al matrimonio tra Pierre Casiraghi e Beatrice Borromeo hanno raggiunto un picco di quasi 14 milioni di pagine viste sulla homepage. Certo, si dirà che questo è un matrimonio feuilleton, a puntate, ma d’altra parte Kate Middleton fa notizia da anni, sin da quando, studentessa, si aggrappava al braccio di William. Il «fattore P», (copyright Antonio Caprarica) cioè Pippa Middleton, è altra storia: un riverbero curvaceo della fama familiare, eppure cliccatissimo.
 
Segue qui:
http://www.corriere.it/moda/news/15_agosto_05/perche-continuiamo-guardare-reali-6d7bb4f4-3b5f-11e5-b627-a24a3fa96566.shtml  
 

COMPETERE O COLLABORARE? IN CLASSE È QUESTIONE DI SCELTE 
di Paolo Staffo, Luigi Ballerini, avvenire.it, 5 agosto 2015

Ho un figlio di sedici anni che frequenta il Liceo scientifico tradizionale, una scuola «impegnativa e interessante» come dice lui, incontrando molte difficoltà nell’organizzazione dello studio a casa. Attivo in classe, interessato a materie dove spesso le insufficienze erano gravi, ha creato difficoltà a noi genitori nel capire se questa fosse la sua strada. Un aspetto critico sembra la relazione con compagni e amici. È tornato da poco da una vacanza organizzata tra diverse scuole e ha fatto nuove buone conoscenze….
Esistono ottime scuole nel nostro Paese, capaci di aiutare gli studenti a costruire conoscenze e competenze fino a livelli di eccellenza. Nessuno lo può negare. La domanda che talora viene da porsi è: a che prezzo? E soprattutto secondo quale idea di uomo? L’ambiente in cui si svolge l’apprendimento non può essere considerato un fattore neutro. Vi sono situazioni che lo facilitano e altre, speculari, che addirittura lo ostacolano.
 
Il seguito della lettera e della risposta sono al link seguente:
http://www.avvenire.it/rubriche/Pagine/Giovani%20storie/Competere%20o%20collaborare%20%20In%20classe%20e%20questione%20di%20scelte_20150805.aspx?rubrica=Giovani%20storie  

TEORIA DELL’ATTACCAMENTO ED ESPERIENZA RELIGIOSA 
di Rosalba Miceli, lastampa.it, 6 agosto 2015

Chiedono a Gesù: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio? Egli risponde: «Questa è l’opera di Dio, credere in colui che egli ha mandato» (dal Vangelo secondo Giovanni, 6, 28-29). Commenta Padre Ermes Ronchi: «Al cuore della fede sta la tenace, dolcissima fiducia che Dio ha il volto di Cristo, il volto di uno che sa soltanto amare. Nessun aspetto minaccioso, ma solo le due ali aperte di una chioccia che protegge e custodisce i suoi pulcini (Lc 13,34). È questa fiducia che ti cambia la vita per sempre, un’esperienza che se la provi anche una volta sola, dopo non sei più lo stesso: sentirti amato, teneramente, costantemente, appassionatamente, gelosamente amato. E sentire che lo stesso amore avvolge ogni creatura» (da Il Signore vuole diventare il nostro pane, rubrica Il Vangelo, 30/07/2015, su Avvenire.it). Ma se è così dolce affidarsi a Gesù, perché molte persone senza speranza in un aiuto terreno non lo fanno, anzi a volte dichiarano apertamente di aver perso la fede proprio in seguito alle loro infelici vicende? Alcuni si rivolgono a Dio in modo insicuro, non sorretti da una fede certa nella sua benevolenza e misericordia, quasi convinti di non essere meritevoli di amore incondizionato e di sostegno. Quali e quante esperienze di vita hanno minato la loro fiducia nel prossimo e finanche in Dio? Una spiegazione proviene dall’estensione della Teoria dell’attaccamento (John Bowlby, 1969-80), secondo cui il legame primario madre-bambino fonda i futuri legami affettivi dell’individuo seguendo quattro direzioni fondamentali: attaccamento sicuro, insicuro-evitante, insicuro-ambivalente, disorganizzato-disorientato. Scrive Boris Cyrulnik, psicoanalista e studioso dei processi di attaccamento e di resilienza, nel saggio Di carne e d’anima (Frassinelli, 2007): «… la persona ferita nell’anima talvolta non ha più la forza di aggrapparsi a Dio». Continua Cyrulnik: «L’attaccamento a Dio permette di riflettere sul sentimento religioso come esperienza emotiva. Non si tratta di dimostrarne l’esistenza o di confermare un dogma, ma di comprendere l’effetto affettivo di Dio come un “fervore personale, un’illuminazione interiore”, che supera la semplice riflessione sulla religione. E complessivamente i credenti stanno meglio dei non credenti in quanto possono contare su una base di sicurezza… La forma percepita che evoca Dio è capace di restituire serenità, di stimolare e organizzare l’Io come qualsiasi altra base di sicurezza». Anche le tecniche di visualizzazione cerebrale indicano che la semplice rappresentazione mentale di Dio come figura rassicurante e protettiva attenua i marcatori biologici dello stress.
 
Segue qui:
http://www.lastampa.it/2015/08/06/scienza/galassiamente/teoria-dellattaccamento-ed-esperienza-religiosa-lrs0XNTcXawTlOJNm4LxXM/pagina.html 

FREUD E LE PAURE DI MASANIELLO. Il saggio di Aurelio Musi sul padre della psicanalisi e la storia 
di Giuseppe Galasso, corrieredelmezzogiorno.corriere.it, 8 agosto 2015

Fin da quando Freud cominciò a enunciare e svolgere le sue tematiche psicanalitiche, l’interesse degli storici per la nuova prospettiva di ricerca che così si apriva fu immediato, anche se poi molto lento a svolgersi. Poi, in alcuni campi storiografici, come quello letterario, ad esempio, il riferimento o l’ispirazione psicanalitica si fecero larghi e frequenti. Che queste applicazioni rispondessero appieno alle indicazioni freudiane o, più generalmente, psicanalitiche, non si può dire. Eppure, Freud stesso vagò e divagò largamente per i giardini di Clio. Anzi, in tempi più recenti questa fortuna storiografica del fondatore della psicanalisi ha dato l’impressione, in qualche modo di attenuarsi, senza che, peraltro, si sia ugualmente attenuato l’uso, di rado puro, per lo più impuro, che si fa di quel che si presume che sia il suo verbo. Del quale, comunque, nonostante tutte le apparenze in contrario, proprio per quanto riguarda il suo uso storiografico, si continua troppo spesso a parlare solo per sentito dire.
 
Segue qui:
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/arte_e_cultura/15_agosto_08/freud-paure-masaniello-f9900f88-3dbe-11e5-8a6a-b241072bfb49.shtml
 
 
Video
 
E LASCIATEMI DIVERTIRE: LA SUPERBIA”, intervengono Massimo Recalcati e altri ospiti
da rai.tv, 1 agosto 2015

L’intervento di Recalcati è a 5′ dall’inizio del programma.
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-1a81987d-ae4f-4986-a106-ddac44e221e3.html#p=
 

“E LASCIATEMI DIVERTIRE: ELOGIO DEL VIZIO”, con Massimo Recalcati e altri ospiti 
da rai.tv, 8 agosto 2015

L’intervento di Massimo Recalcati è a 5’45” dall’inizio del programma.
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-62cd0a68-e32f-4270-8558-3e6ae96db509.html
 
 
I più recenti pezzi apparsi sui quotidiani di Massimo Recalcati e Sarantis Thanopulos sono disponibili su questo sito rispettivamente ai link:
http://www.psychiatryonline.it/rubrica/4545
http://www.psychiatryonline.it/rubrica/4788
 
Da segnalare le seguenti rubriche: "Laicamente, Dialoghi su psichiatria, arte e cultura" di Simona Maggiorelli, al link 
http://www.psychiatryonline.it/rubrica/5673
"Mente ad arte, percorsi artistici di psicopatologia nel cinema ed oltre, di Matteo Balestrieri al link 
http://www.psychiatryonline.it/rubrica/4682
 
(Fonte dei pezzi della rubrica: http://rassegnaflp.wordpress.com
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