DOPO IL DELITTO
Il supporto psicologico alle famiglie delle vittime
di Rossana Putignano

EDWARD GEIN - IL MACELLAIO DI PANFIELD

Share this
7 giugno, 2016 - 19:07
di Rossana Putignano
NDR: Per la particolarità del caso e per l'esclusività del documento segnaliamo come lettura utile, sul sito della rivista, la PERIZIA SU DONATO BILANCIA di Romolo Rossi, recuperabile cliccando queste righe

Edward Gein è stato, senza alcun dubbio, uno dei più crudeli e spietati assassini della storia statunitense, tanto da venir soprannominato il “macellaio di Plainfield”. La particolarità e la bizzarria dei suoi crimini hanno sconvolto il mondo intero. “Ed” nasce il 27 agosto 1906 da una madre squilibrata e da un padre alcolizzato, da cui subì ripetuti abusi sessuali. La famiglia Gein viveva in una fattoria fuori Plainfield, remota cittadina del Wisconsin, ribattezzata dagli stessi abitanti “il buco morto dello stato”. La madre, Augusta, donna dal carattere forte e fanatica religiosa, costrinse i figli Edward e Henry a isolarsi dalla società esterna, e in modo particolare nei riguardi del sesso femminile. Tale costrizione causò in Ed un’avversione totale per le pratiche sessuali. A dieci anni, Gein sperimentò un orgasmo vedendo sua madre e suo padre macellare un maiale in un vicino casotto. Quando Gein raggiunse la pubertà Augusta divenne maggiormente possessiva: una volta lo immerse persino nell'acqua bollente dopo averlo sorpreso mentre si masturbava in bagno, questo dopo averlo afferrato con vigore per i suoi genitali chiamandoli la "maledizione dell'uomo". Con una corporatura esile e un atteggiamento effeminato, il giovane Gein divenne bersaglio dei compagni più prepotenti. Era anche noto per l’inquietante sogghigno che mostrava durante le conversazioni. I compagni e gli insegnanti notano anche il suo continuo ridere senza ragione, quasi come se volesse prenderli in giro. A parte questo, si impegnava con gli studi ottenendo però scarsi risultati, manifestando lacune soprattutto nella lettura. All'età di 21 anni la madre fece addirittura promettere a lui e al fratello che sarebbero rimasti sempre vergini. Il rapporto di Ed con la madre fu di carattere ambivalente. Infatti, se da un lato la riteneva una figura mistica, quasi divina, nell’altro elaborava un forte risentimento nei suoi confronti. Molti psicologi sono convinti che soffrisse di una patologia psicotica subclinica. Quando la madre fu colta da ictus e morì, il mondo crollò addosso a Edward. La perdita dell’unica figura importante gli causò uno squilibrio mentale irreversibile. Ma nel caso di Gein non fu normale schizofrenia. Solitamente i primi segni della malattia si manifestano intorno ai vent’anni, invece Ed ne aveva già trentanove quando la sua mente iniziò a creare un mondo di terrore delirante. Fu in quel preciso istante che la sua vita iniziò a disfarsi. Dopo il decesso del fratello nel 1944, avvenuta in circostanze misteriose, sei persone scomparvero dalle città del Wisconsin tra il 1947 e il 1957. Gein è stato associato solo a due di essi, anche se è sospettato di ulteriori delitti. La polizia, investigando sulla sparizione di una commessa di drogheria Bernice Worden, a Plainfield il 17 novembre 1957, aveva sospettato proprio Ed Gein. In seguito al loro ingresso in un capanno di sua proprietà, i poliziotti fecero la loro prima macabra scoperta: il corpo della Worden che era stata decapitata ed era appesa a testa in giù per le caviglie e aveva il torso aperto in due a partire dagli organi sessuali. Le mutilazioni erano state provocate post-mortem. La donna era stata uccisa con una raffica di carabina calibro 22. Perquisendo l’abitazione rimasero inorriditi nello scoprire oggetti macabri di ogni genere tra cui: • teste decorative nella camera da letto; • pelle umana usata come tappezzeria per lampade da tavolo e per sedie; • calotte craniche trasformate in ciotole; • un cuore umano (si discute ancora dove sia stato trovato; tutti gli addetti al rapporto affermano che fosse in una casseruola riposta nella stufa, mentre alcuni fotografi della scena del crimine affermarono che fosse in una scatola di carta); • una maschera facciale fatta con la vera pelle di un viso umano trovata in un contenitore di cartone; • una collana fatta di labbra umane; • un gilet chiamato "veste mammaria" fatta con una vagina e mammelle cucite insieme; • oggetti creati con parti del corpo umano, inclusa una cintura fatta di capezzoli. Ma soprattutto la più abominevole creazione di Ed Gein fu un intero guardaroba formato da parti di pelle umana consistente di gambali, un torso sventrato (incluse le mammelle) e maschere di pelle assomigliante a cuoio e quasi mummificata. Gein confessò di aver dissotterrato dal sepolcro una donna di mezza età recentemente sepolta che assomigliava molto a sua madre e di aver portato il corpo a casa dove l’aveva utilizzata per farne i suoi macabri manufatti. Durante l'interrogatorio ammise di aver ucciso Mary Hogan, un'impiegata di una locale taverna che era scomparsa dal 1954. Oltretutto lasciò capire che aveva commesso altri delitti in gioventù, tra cui una ragazzina adolescente scomparsa da Plainfield da diversi decenni. Si pensa che Ed Gein sperimentasse anche una forma di necrofilia, ottenendo un piacere sessuale con gli organi sessuali mutilati dei corpi. Gein ha sempre negato di aver avuto rapporti con i corpi riesumati spiegando che avevano un cattivo odore. Dopo la morte della madre, Gein aveva deciso di voler cambiare sesso, tuttavia si discute su come sia realmente avvenuta questa trasformazione. Secondo molti egli aveva creato il suo "abito di donna" in modo che potesse assumere le sembianze della madre. Gein, al momento del suo arresto, venne trovato mentalmente instabile e incapace di sostenere il processo, per questo fu condotto all'Ospedale Statale Centrale (ora Dodge Correctional Institution) a Waupun nel Wisconsin. In seguito un’altra struttura analoga, ubicata a Mendota a Madison, venne trasformata in prigione e Gein venne definitivamente trasferito. Nel 1968 i dottori determinarono che era abbastanza sano da sostenere il processo, tuttavia venne internato per insanità mentale e restò in ospedale per il resto della sua vita. Il 26 luglio 1984, Ed Gein morì per arresto cardio-respiratorio nel medesimo istituto. La sua tomba nel cimitero di Plainfield fu frequentemente vandalizzata nel corso degli anni. Mentre Gein era in regime di detenzione la sua casa natale bruciò. Si ipotizzò che l'incendio fosse di natura dolosa. Nel 1958 l'auto di Gein, che era stata usata per trascinare i corpi delle vittime, venne venduta per il prezzo di $760 ad un uomo di nome Bunny Gibbons che ne fece un'attrazione col nome di "La macabra auto di Ed Gein" facendo pagare 25 cents per vederla. La particolarità della sua aberrante vita e dei suoi assassini hanno ispirato film come “Psycho”, “Non aprite quella porta” e “Il silenzio degli innocenti”.

Segue il contributo della Dott.ssa Petrillo Psicologa, Criminolga, Docente nel master CSI presso l'univerità Unicusano.

Edward Gein, rientra nella casistica dei Serial Killer , quindi possiamo definirlo come un criminale violento e pluriomicida. Di Edward Gein, i profiler dell' FBI raccontano che fosse un necrofilo, ossia affetto da quella particolare parafilia nella quale il soggetto raggiunge l'orgasmo mettendo in atto azioni sessuali (etero e/o omosessuali) sui cadaveri. Riferiscono gli agenti che lo interrogarono che Gein fosse anche un cannibale, ossia si nutriva di carne umana. Edward Gein per la sua storia personale, come scritto sopra dalla dott. Putignano, è plausibile considerarlo un pluriomicida sessuale. Questa tipologia di assassini uccidono perché spinti da un irrefrenabile desiderio sessuale che coincide con la inflizione del dolore e la affermazione del proprio potere sulla vittima, subito dopo l'omicidio, il lust Killer si sente sollevato e può attraversare un periodo di "cooling off", ossia un periodo di intervallo emotivo che si prende tra un delitto e l'altro, fino a quando non sente la necessità di cercare una nuova vittima che soddisfi i suoi bisogni e quindi per scaricare le proprie tensioni sessuali. Nel caso di Ed Gein, oltre che essere un uomo che commise crimini efferati a sfondo sessuale è evidente anche che i suoi desideri sessuali sfuggono al suo controllo, probabilmente perché egli era affetto anche da una grave forma di psicosi che non comprometteva, totalmente, la sua capacità di intendere e volere, sebbene alla fine fu rinchiuso in un "manicomio criminale". Considerando i feticci ritrovati nel suo appartamento, ossia i pezzi di cadavere, i lembi di pelle ecc., come egli stesso riferì, gli dava soddisfazione "indossare" una specie di costume realizzato con la pelle umana e ciò fa intuire quanto Gein si sentisse appagato "vestendosi" con i "souvenir" ricavati dai corpi delle sue vittime e ciò gli procurava notevole compiacimento nel sentirsi "dentro" la personalità femminile, egli pare meditasse, infatti, come su scritto, fin da ragazzino di cambiare sesso. Edward Gein possiamo, inoltre, farlo rientrare nella categoria dei Serial Killer disorganizzati, ossia quei Killer impulsivi, che non pianificano e che pur lasciando molti indizi e una scena del crimine caotica, possono colpire per anni senza essere scoperti perché avvantaggiati da varie circostanze, ad esempio, nel caso di Gein, egli fu scoperto solo dopo aver commesso diversi omicidi, in quanto viveva in un luogo remoto, dove i vicini sono spesso "distratti", la gente lo riteneva essere un uomo ingenuo, una sorta di innocuo "personaggio" locale. La scoperta degli "addobbi" e dei "costumi" in casa di Edward Gein, certamente lasciò, però, sbalorditi gli investigatori che ribattezzarono quel luogo come "casa degli orrori

 

Vedi il video
> Lascia un commento



Totale visualizzazioni: 1115