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di Redazione POL.it

SOMMESSAMENTE, UN RICORDO DI FRANCO GIBERTI (1926- 2017)

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19 luglio, 2017 - 12:07
di Redazione POL.it
Se n’è andato, in silenzio, sommessamente com’era nel suo stile, ieri mattina, dopo una lunga malattia il Prof. Franco Giberti, uno dei Padri Nobili della Psichiatria in Italia, fondatore e per tanti anni Primario della Clinica Psichiatrica dell’Università di Genova e Cattedratico di Psichiatria della nostra Università. Aveva 90 anni.
Ho voluto anteporre il titolo assistenziale perché il Prof. Giberti era un Clinico ancorché dotato di una sterminata cultura psichiatrica e psicoanalitica e così lo voglio ricordare per tutto ciò che mi ha insegnato nei tanti anni che abbiamo passato insieme.
Per merito suo, delle sue lezioni ho scoperto, al quinto anno di medicina, la mia passione per la Psichiatria, per merito suo e per il mio seguirlo nei suoi giri solitari, nel tardo pomeriggio, al letto dei pazienti, ho imparato a non avere paura della malattia mentale e ho appreso l’arte del parlare con i pazienti considerandoli prima di tutto delle persone e dopo dei corpi e delle menti da curare.
Insieme a De Martis a Pavia e a Cazzullo a Milano può essere a buon titolo considerato il padre della Psichiatria in Italia al momento della sua storica separazione alla fine degli anni sessanta dalla Neurologia.
Uomo schivo, apparentemente chiuso ma capace nel privato di grande franchezza, humor e affetto, impolitico ma con un passato di giovanissimo Partigiano di cui andava fiero, era riuscito, forse facendo una dolce violenza alla sua indole di Clinico e Studioso, prima a creare un reparto autonomo di Psichiatria all’interno della Clinica Neurologica e poi aprire la Clinica Psichiatrica nella sede dove tuttora opera all’interno dell’Ospedale San Martino.
Alla sua Scuola, unica insieme con quella di Pavia ad avere una fortissima impronta psicodinamica si sono formati centinaia di professionisti che credo, come me, lo ricordino con rispetto, tenerezza e affetto.
Sul suo Manuale di Psichiatria si sono formate, non solo a Genova, tante generazioni di studenti di Medicina e questo testo, con la sua forte impronta psicoanalitica, è la testimonianza di un’epoca della Psichiatria forse irripetibile ma che certo oggi, credo, manchi alla nostra disciplina forse troppo persa nelle Rating Scales e troppo poco attenta alle dinamiche del profondo da cui tutto parte, lo si voglia o no.
Franco Giberti ha avuto l’occasione a cavallo degli anni della Riforma Psichiatrica del 1978 con la chiusura dei Manicomi di aprire la Clinica Psichiatrica all’avventura territoriale dell’Assistenza, allora agli albori.
Un’occasione che non ha saputo o voluto cogliere, di cui, ricordo, con onestà intellettuale, lo considerai responsabile, classificando la sua scelta di “isolare” la Clinica dal contesto del nuovo modello di Assistenza psichiatrica che si stava sviluppando come un grave errore strategico e di prospettiva.
Non ho cambiato idea oggi, ma ripensandoci adesso mentre scrivo queste righe credo che questa scelta sia stata dettata più da contingenze caratteriali che da calcoli di tipo accademico che erano assolutamente al di fuori dei suoi orizzonti mentali: lo sforzo di creare la Clinica era abbastanza per lui e forse più che soddisfatto si riteneva intimamente inadatto ad una impresa di tal fatta.
Dopo il suo pensionamento si era ritirato completamente dalla vita pubblica, ricevevo di lui ogni tanto qualche notizia e negli ultimi tempi mi teneva al corrente dell’evoluzione della sua malattia il mio amico Luca, suo figlio, che oggi mi ha annunciato con un messaggio la morte del padre.
Sommessamente, com’era nel suo stile, vorrei salutarlo con grande affetto e gratitudine.
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Commenti

Maestro e poi supervisore per anni, nonché terapeuta e padre. Grazie per avermi insegnato il mestiere e per avermi sostenuto in momenti difficili. Sarai sempre nel mio cuore e nelle parole che uso con chi soffre.

Grazie, caro Francesco, per questo bel ricordo che faccio mio, condividendolo interamente parola per parola. Anche per me, Franco Giberti è stato presente all'origine di (quasi) tutto ciò che sono oggi.


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