FRATTALI
Fratture,intersezioni,crepe nel pensiero dominante
di Leonardo Montecchi

L'amore al tempo del digitale

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12 settembre, 2017 - 10:54
di Leonardo Montecchi
Vengo chiamato da Flora Pompili che conosco come allieva di Gino Pagliarani, Flora mi dice che nella attività  di "volontàrimini", un centro che raggruppa associazioni di volontariato, era stato effettuato un corso sulla coppia dal titolo " la coppia che scoppia".Mi dice che questo corso aveva evidenziato dei problemi che esistevano nelle coppie giovani o nelle giovani famiglie e mi chiede se mi veniva in mente qualche attività in merito da proporre.
Io chiedo di fare una riunione con anche altri componenti delle associazioni, ed in quell'incontro mi sembra di capire che ci si interroga su di una problematica di fondo, cioè qual'è la forza che lega la coppia e come mai in alcuni casi dura ed in altri si estingue? Come è pssibile che siano in atto cambiamenti profondi nell'arco di una generazione?
Sulla base di questo colloquio mi è venuto in mente di proporre un dispositivo di riflessione in gruppo
che prendesse in considerazione il tema dell'amore nella contemporaneità, a questo proposito mi è sembrato opportuno caratterizzare la contemporaneità con la rivoluzione diglitale. da cui il titolo della esperienza. Si trattava di una serie di informazioni seguite da gruppi operativi coordinati e da due laboratorii : uno del teatro del Oppresso ed uno di tango. Alla fine era prevista una assemblea di valutazione.
Dopo questo primo momento di presentazione passa circa un anno,nel frattempo vengo invitato a tenere un corso alla associazione psicoanalitica Cilena a Santiago del Cile, volevano un corso sulla famiglia, io ho proposto  il corso sull'amore al tempo del digitale con i gruppi operativi coordinati e senza i laboratori.
 Nell' estate del 2012 vengo avvertito che il corso si sarebbe svolto nell'autunno.
Per una ironia della sorte si svolge prima il corso in Cile che viene chiamato "El amor en los tiempos virtuales" a questo corso partecipano circa una ventina di professionisti, psicologi, psicoanalisti, operatori sociali, la maggior parte giovani attorno ai trenta anni. I due gruppi vengono coordinati da Teresa Castè e da Marcela Chiarappa, due coordinatrici cilene  formate con la concezione operativa di gruppo,partecipa anche Agnese Marchetti
Gli emergenti dei gruppi segnalavano come il virtuale e la relazione virtuale colmi una assenza:
in uno dei dure gruppi una signora racconta la sua storia.: "Ho iniziato  a chattare da quando sono vedova, per avere un pò di compagnia. Dormo con il computer portatile nel letto".
Durante il processo gruppale emerge la differenza fra generazioni che è un tema planetario ma che in Cile è connotata da una particolarità relativa alla storia del paese.
I giovani si autodefiniscono un "generation sin miedo" una generazione senza paura perchè si riferiscono al colpo di stato del 1971 ed alla mancanza di libertà con la conseguente paura di esprimere il proprio pensiero pubblicamente. Questa paura non riguarda solo la politica ma tutti gli argomenti che si pensano difformi dalla ideologia dominante, come ad esempio le relazioni di coppia, l'amore e così via.
Quindi, abbiamo riscontrato non solo l'interesse ma il piacere di parlar d'amore. Le persone venivano prima di cena alle 19 e lavoravano fino alle 21.15.
Nella seduta conclusiva si è discusso di come il tema dell'amore e della coppia sarebbe importantissimo da discutere con il dispositivo informazione più gruppo in quartieri popolari di Santiago come intervento di prevenzione e di promozione della salute. In seguito i partecipanti mi hanno scritto mails continuando la relazione reale che avevamo istituito e trasformandola in una virtuale.
Tornato a  Rimini abbiamo preparato il corso l'amore al tempo digitale. Sono state coinvolte come coordinatrici Gabriella Maggioli ed Annalisa Valeri. Iniziamo con l'assemblea di presentazione, e qui c'è già un primo emergente, i membri delle associazioni che organizzavano sono scarsissimi è presente un pubblico composito, richiamato dal tema ,avevano ricevuto  l'informazione tramite giornali o tramite amici.
Questa assenza delle associazioni marcherà tutto il corso.
Nel primo incontro che si svolgeva la sera dopocena a Santa Giustina, una sede comoda ma periferica,dopo la lezione di presentazione si organizzano i due gruppi operativi, le coppie vengono divise.
Il primo emergente riguarda la composizione altamente eterogenea, molto più interessante della esperienza Cilena che si svolgeva in una istituzione psicoanalitica ed era riservata a professionisti che avevano pagato fra i 60 ed i 75 dollari per tutto il corso. Qui per i partecipanti il corso era gratuito, i relatori ed i coordinatori, nonchè i responsabili dei laboratori erano retribuiti dal progetto finanziato dalla regione tramite volontàrimini. Qui in Italia sono venuti dei cittadini. Cioè il corso si è presentato come un dispositivo di lavoro non in un ambito istituzionale(come quello Cileno nell'istituzione psicoanalitica) ma nell'ambito comunitario, cioè quello che avrebbero voluto fare gli operatori di Santiago al termine della loro formazione.
I gruppi inizialmente sono composti da persone di età diverse, dai trenta, in alcuni casi anche meno fino ai sessanta ed oltre. Molto varia anche l'esperienze di vita dalla casalinga al medico di base  dal portiere d'albergo allo psicanalista.
Anche in questi gruppi l'emergente iniziale è la sorpresa per potere discutere liberamente d'amore.
Subito ulilizzano l'informazione come spunto per parlare di se, della propria vita e delle proprie esperienze e l'estrema eterogenità ancora una volta si dimostra la cifra specifica dei gruppi operativi perchè permette di trovare l'unificazione sul compito e dunque di procedere progressivamente con lo spogliarsi degli abiti istituzionali, professionali, di uscire dai ruoli sociali predetreminati per pensare al proprio vissuto attraverso la storia di un altro.
Le dinamiche identificative sono maggiormente presenti perchè ci si può ritrovare un un racconto di una vita coniugale o nell'inizio di una coppia.
L'emergente centale di tutto il processo è rappresentato dalla seduta in cui si trattava dell'amore omosessuale. Dopo l'informazione in uno dei gruppi un partecipante dichiara la propria omosessualità,
ottenendo così una serie combinata di identificazioni e di pensieri "come se" che vanno da "come mi comporterei se fosse mio figlio/figlia" a " se lo facessi io cosa mi direbbero" oppure "non sopporto che si dicano queste cose".
I gruppi lavoravano su queste tematiche, inconsuete per un dibattito pubblico, ma importanti ed utili, le resistenze al compito si sono manifestate fin dall'inizio. Non so se consapevoli o inconsapevoli. Tuttavia le varie associazioni che avevano promosso il corso hanno partecipato marginalmente.
 Per un mio problema di salute,( al cuore!) il corso si è interrotto. Forse anche il cambiamento di sede per i laboratori non  ha favorito la partecipazione.
In conclusione  l'esperienza è stata interessante ed importante, il tema della coppia può essere un tema fonte di resistenza quando si capisce che alla fin fine non si parla di un altro ma si parla di se attraverso le vicende dell'altro. L'intimità personale può essere un ostacolo che impedisce la formazione del gruppo,
infatti il senso di appartenenza è risultato scarso, solo un nucleo di persone ha partecipato a tutti gli incontri, accanto a questo nucleo si vedevano nuove persone di volta in volta richiamate dal tema della lezione. Un altro elemento da considerare è stata la frequenza degli incontri, probabilmente l'esperienza necessita di incontri ravvicinati che favoriscono l'intensità e quindi lo sviluppo del pensiero e della creatività. L'esperienza Cilena è stata racchiusa in una settimana con incontri tutte le sere.
Il metodo della informazione più il gruppo operativo è un metodo che sviluppa l'attività di chi partecipa agli incontri e richiede l'abbandono di una ricezione passiva delle informazioni.
Questo metodo attivando il pensiero lo rende libero ed il pensiero libero può entrare in dialettica con una dimensione istituita e routinaria. I gruppi operativi non sono gruppi che devono essere condotti in una direzione predeterminata, l'informazione viene data perchè possa essere elaborata liberamente, smontata e ricostruita. Il compito di un gruppo ha degli aspetti latenti che nessuno conosce a priori, bisogna che il gruppo, quel gruppo determinato, si svolga perchè si capisca in parte il suo compito.
Forse questi gruppi, tenuti a Rimini sul tema dell'amore digitale hanno avuto il compito di evidenziare che il malessere dichiarato delle coppie giovani delle associazioni che avevano promosso il corso, se affrontato con il gruppo operativo, scatena delle resistenze perchè, nella fantasia,ma non nella realtà, viene visto come una sorta di psicoanalisi pubblica dei propri sentimenti.
Se questo fosse stato il malinteso sarebbe facile rimediare. Il gruppo operativo in questo caso non ha un compito terapeutico, ed anche il compito di apprendimento è limitato, ha un compito di ricercare intorno alla situazione attuale delle coppie per prenderne coscienza ed eventualmente per proporre dei programmi.
 
 
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