CLINICO CONTEMPORANEO
Attualità clinico teoriche, tra psicoanalisi e psichiatria
di Maurizio Montanari

'Il disagio della civiltà e la clinica contemporanea.

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8 novembre, 2020 - 20:30
di Maurizio Montanari

'Ah, se ci fosse una legge o un Dio che mi fermi. Forse non starei precipitando' mi dice un azzimato uomo in seduta, colpito da crisi cardiaca dopo mesi e mesi di eccessi.

Allontanarci dalla pura prospettiva freudiana serve a comprendere meglio quello che Freud aveva intuito, ed oggi possiamo, con Lacan, vedere ribadito nella clinica contemporanea e nella composizione intima del legame sociale. Il perverso è un soggetto disobbediente alle regole imposte dalla civiltà, ma non per questo ne è estraneo. Anzi, sulla violazione di queste si fonda il suo pascolare nel sottobosco dellosceno di cui parla J. Kristeva. Il limite originario della prospettiva  freudiana era quello di definire come dati patologici della psiconevrosi quegli ‘elementi che danneggiano la vita sessuale’. ‘ La nostra civiltà è edificato sulla repressione delle pulsioni. Ogni individuo ha infatti rinunciato (…) al suo potere assoluto(..) . La rinuncia è stata graduale nel corso dell’evoluzione civile; ogni passo innanzi veniva sanzionato dalla religione, la parte di soddisfacimento pulsione cui si era rinunciato veniva offerta alla divinità’ (….). ‘ colui che in virtù’ della sua costituzione indomita non può adeguarsi a questa repressione pulsione, diventa un ‘ criminale’, un ‘fuorilegge’ di fronte alla società, a meno che la sua pozione sociale e le sue eccezionali capacità non gli permettano di affermarsi all’interno di essa come un grand’uomo, un eroe’ . [1]


 

Il perverso si riprende tutte queste libertà, poiché le sanzioni sono venute meno. Il veto censorio   che Freud delega alla religione e focalizza solo sulla sessualità,  non lo riguarda poiché le sue strade fatte di illimitato travalicano  questione sessuale, tanto che il perverso, oggi, quasi mai porta in seduta la sessualità come primo elemento da ‘manutenere’. Il soggetto perverso vuole godere di tutto, dunque l’azione censoria non è solo quella religiosa, ma il corpus di regole e leggi nel loro insieme, avvertite oggi come deboli e quindi frangibili.  Per certi versi possiamo dire che il ‘fuorilegge’ freudiano apparirebbe oggi, in seduta, come un medio nevrotico che disquisisce sul sesso poiché la  civiltà edificata sulla repressione delle pulsioni, oggi non esiste più’. L’affievolirsi della legge, delle istanze che regolano i costumi, sono mutate in una palestra disinibitoria ove tutto pare raggiungibile e ogni limite pare poter essere superato. Non siamo infatti più’, a men di non considerare alcune enclave cattoliche, in quella situazione sociale nella quale : ‘ solo la riproduzione legittima è ammessa come meta sessuale’. Possiamo dunque togliere le ancore ed allontanarci da quel mondo nel quale i ‘pervertiti’ sono esclusivamente  coloro nei quali ‘ una fissazione infantile a una meta sessuale provvisoria ha impedito il primato della funzione riproduttiva’ .


 

Si pensi solo come l’avvento della rete ha scardinato le pur solide considerazioni freudiane. Oggi il sesso via internet è un fenomeno assai diffuso, in ogni strato sociale e attraversa le barriere dell’età.

Dunque il perverso non è chi non riesce ad accettare la castrazione imposta dalla regole rigide della città, quanto chi,  essendo tali richieste assai allentate, cade vittima di quel senza limite infantile che oggi, una volta affacciato al mondo,  non trova limiti ferrei , il che autorizza ad avere tutto, mangiare tutto, godere di tutto, come era la promessa iniziale che il bambino avvertiva dentro di sè, prima che i genitori gli indicassero la tazza del water, gli orari dei pasti, il cestino dello sporco e la cesta degli indumenti puliti. Freud individua nella repressione della pulsione, laddove non del tutto realizzata, uno scarto che si tramuta in ciò che egli degli definisce ‘ nervosismo’. Parlando della psiconevrosi, dice che ‘ i nevrotici sono quella categoria di persone che , essendo dotate di una organizzazione recalcitrante, attuano, sotto l’influsso delle richieste della civiltà, una repressione solo apparente e sempre meno riuscita delle loro pulsioni’ .Ecco qua la differenza sostanziale con il presente. Il perverso oggi gode di una sdoganamento mediatico, sociale , e il suo patire nervoso non è certo dato da una ‘repressione’ fatta per accomodare le istanze sociali, quanto una rabbia per non riuscire a dare forma ininterrotta alle proprie pulsioni. Nervosismo si ma perché incapace di ‘ potere  i tutto’, o perché il corpo a volte non lo segue in questo scopo. Il copro collassa e non lo segue negli eccessi, questo è ciò che maggiormente lo fa infuriare.

Dunque il paziente freudiano poteva dire ‘ sto male perché non riesco a godere a causa dei divieti di tizio o caio’, il paziente attuale , più’ propriamente dice ‘ sono furioso in quanto non posso godere di tutto quello che vorrei, pur sapendo che non esiste legge che riesca davvero ad impedirmelo’. Non voglio aver un infarto perché ho una vita per sperimentare tante cose che ancora non ho provato e che sono vietate solo per finta mi si diceva in seduta.   Nella nevrosi gli impulsi perversi ‘ una volta rimossi si manifestano provenendo da ciò che è inconscio nello psichismo’   il che porta il soggetto ad ammalarsi. Il soggetto perverso è dunque oggi  più’ in equilibrio, propio perché, come ricorda Freud : ‘ l’esperienza insegna che per la maggior parte degli uomini vi è un limite , al di la del quale la loro costituzione non può adeguarsi alle richieste della civiltà. Tutti coloro che vogliono essere più’ nobili di quanto la loro costituzione non permetta, sarebbero stati più’ sani se fosse stato loro possibile essere peggiori’. Oggi essere peggiori è possibile , e nessuno lo vieta.  Il soggetto perverso che bussa alle porte di un analista è peggiore, non perché ha ceduto alle richieste della civiltà, quanto perché ha ottenuto un via libera al fluire degli   istinti dai quali rischia di essere travolto, in quanto la società, ben lontana dal reprimerlo, lo incoraggia e gli fornisce un viatico.

Sarebbe ben difficile , oggi, sostenere quel che Freud asseriva dicendo : ‘ chi conosce sino in fondo i fattori che determinano le malattie nervose, ben presto giunge alla convinzione che l’aumento di tali malattie nella nostra società dipende dalle accresciute limitazioni sessuali’.  Al contrario, la promessa di illimitato che oggi , specie in ambito sessuale, porta alla ricerca di sessualità extra matrimoniale, virtuale o mercenaria come una meta ormai normale e battuta, crea l’effetto contrario. Si sta male  perché ,  come dice un giovane analizzante,  ‘non si può fare tutto il sesso che oggi cè sul mercato.   E’ questa la porta dalla quel tanti analizzanti entrano: un troppo insopportabile.

 



[1] S. Freud, ‘ Il disagio della civiltà e altri saggi’. Bollati Boringhieri.

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