Editoriale
il punto di vista di Psychiatry on line Italia
di Francesco Bollorino

CIO' CHE NON SIAMO, CIO' CHE NON VOGLIAMO...

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7 marzo, 2021 - 09:54
di Francesco Bollorino

Psychiatry on line Italia esiste e “vive” in rete dal maggio del 1995, quando, tra lo scetticismo generale e a volte la derisione neanche tanto nascosta, iniziò il suo cammino che l'ha portata oggi ad essere la voce più importante presente in rete nel campo della Psichiatria Professionale.

La rivista si basa sul volontariato intellettuale di chi pubblica i contributi o cura una rubrica e di chi, redazionalmente, la gestisce dal punto di vista contenutistico e tecnico.

Psychiatry on line Italia è una RISORSA PLURALE aperta a contributi di tutti gli orientamenti presenti nel campo psichiatrico. Non adedisce a “chiese” e non ha “poteri forti” alle sue spalle.

Psychiatry on line Italia è una risorsa LIBERA E INDIPENDENTE che mette la sua libertà e indipendenza non al primo posto, ma nell'unico posto disponibile della sua scala di valori.

Per Psychiatry on line Italia esiste SOLO la “Buona Psichiatria” ed è verso questo obiettivo che lavoriamo ogni giorno con la pubblicazione di articoli e video: non è una “filosofia”, è una “realtà clinica e etica” che non ha alternative per noi tutti che, su Psychiatry on line Italia, pubblichiamo contributi.

Se questo è e resterà il nostro SEMPLICE MA ESSENZIALE MANIFESTO CULTURALE credo, in quest'epoca in cui specie sui Social Media monta e prospera un non so quanto onesto rinnovo di posizioni antipsichiatriche che finiscono per coinvolgere da un lato l'onorabilità di una categoria dall'altro l'anello più debole della catena, i nostri pazienti, credo, dicevo, sia giunto il tempo di dire forte è chiaro COSA POL.it NON E' E NON SARA' MAI:

  1. Psychiatry on line Italia non negerà MAI l'esistenza della Malattia Mentale

  2. Psychiatry on line Italia non affermerà MAI che il disagio mentale in tutte le sue forme e in tutte le sue decliazioni cliniche, sintomatologiche e di gravità è un disturbo “dell'anima” ma sempre e solo un disturbo del nostro povero corpo. Affermare ciò non significa negare il ruolo della relazione interumana e dell'ambiente di vita nella genesi e nella cura dei disturbi mentali ANZI...

  3. Psychiatry on line Italia non negerà MAI l'importanza delle cure psicofarmacologiche se fatte con competenza e attenzione alle risposte personalizzate ai trattamenti

  4. Psychiatry on line Italia non darà MAI voce a contributi intrisi di odio immotivato nei confronti della categoria degli operatori della psichiatria. Un conto è analizzare criticamente il lavoro che si svolge (indispensabile in ogni attività umana), un conto è dare voce ad un'odio apodittico che non ha ragioni di esistere nalla sua generalizzazione. Purtroppo la rete è popolata di contenuti di tal fatta ma mai essi compariranno su questa pagine.

 

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l’uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l’ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Eugenio Montale

 

 

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Commenti

L’ora era tarda non ancora spirata nell’8 marzo, tragica rievocazione dell’incendio della "Triangle", la fabbrica americana di camicette (shirtwaist), che avvampò (25 marzo 1911) gli ultimi 3 piani dell’ Asch building di New York City, in cui morirono 146 giovani immigrati italiani ed est-europei chiusi a chiave dai padroni per lavorare senza rubare (123 dei quali donne), ma basta un’occhiata curiosa al clic improvviso nel silenzio della notte di un amico, un caro amico che sai maestro tenace, che ti si riaccende la reticolare ascendente proprio mentre stai spegnendo il PC. Senza neppure un accenno di sbadiglio, s’incendia il telencefalo perché ti compare improvvisamene Montale, l’Eugenio, quel grande zeneise che molto ha amato le donne, e scopri un «croco perduto in mezzo a un polveroso prato», proprio come la memoria tua stanca che diviene sempre più difficile liberare dalla polvere, che si deposita come la neve. Il “croco”, fiore effimero, dalla corolla molto colorata, del marzo incerto, e ti sovvieni anche delle tristezze pascoliane, che ci scrisse sopra versi struggenti «dimentichi ch'ora / sei esule, lacero, / ucciso ...» Tutto può essere sommerso, coperto, ucciso, ma sai per certo che una cosa è immortale e vive fin che tu vivi «ciò che non sei, ciò che non vuoi». Grazie Francesco di avermelo ricordato, penso che metterò la sveglia («l’aurario, prufesso’!», come mi diceva la gente di mare a Terracina) per “Luna Rossa”, buona notte. Sergio Mellina


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