PSICOANALISI ETICA
Tra clinica, arte e contemporaneità
di Annalisa Piergallini

IL CONTO ALLA ROVESCIA

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26 marzo, 2023 - 22:54
di Annalisa Piergallini
La fantascienza è morta nel 2020 circa. La realtà ha mostrato qualcosa che non aveva mostrato prima, così simile e così diverso, come al solito, da quello che geniali scrittori avevano immaginato. La realtà ha già superato la fantasia infatti com’era scritto da qualche parte sul mondo social, siamo noi a dover convincere il pc che non siamo robot.
Ma c’è un motivo per cui non si riesce a immaginare un futuro: forse non ci sarà un futuro. La prospettiva più probabile se si continua facendo sostanzialmente finta di niente, è l’estinzione, noi e gran parte delle specie. Il pianeta starà bene poi si riprenderà alla grande.
Dunque Di Ciaccia nel 1991 diceva che vedeva improbabile che una macchina diventasse umana, perché per essere umana avrebbe dovuto godere, ma per godere dovrebbe mancare di un significante. Il sogno Borg, una macchina che gode è un sogno che si realizza solo in un regime totalitario, in cui c’è un unico pensare e un unico sentire.
I film, i libri di fantascienza hanno tanto parlato di come gli androidi tentino di diventare umani. Un computer, come Hall 9000 di 2001 Odissea nello spazio muore quasi come un umano, aggrappandosi alla dolcezza di un ricordo d’infanzia: cantando Girogirotondo. Se riesce a farlo una macchina, forse anche l’uomo che non è più figlio di Dio, ma della macchina, allora anche a lui sarà concesso di diventare umano.
Nel 1968 l’uomo continuava a diventare figlio della macchina, l’anno in cui il film è stato girato, 20 anni dopo Orwell.
Ora se Dio è indifferente, la macchina lo è di base. Con Dio c’è l’amore, l’estasi della contemplazione mistica. Con la macchina, la tecnologia, mi sembra che il mito sia di arrivare, un po’ come Pinocchio, a essere umano.
Dio si fa uomo per salvare l’uomo. La macchina è l’uomo e da allora sogna di diventare umano. Il figlio di Dio sogna di emulare il Cristo, il figlio della macchina sarà è educato a somigliare a sua madre. La soggettività è nemica della produttività aziendale ed è bene che tu funzioni, senza che ci debbano preoccupare i farmaci che prendi per farlo, l’uomo come forza lavoro diventa meno necessario ma la sua schiavitù aumenta di nuovo, da servi della gleba a servi della macchina.
Ma chi vorrebbe essere macchina? Vogliamo tornare a fare brindisi a sognare il futuro e godere del senso dell’umorismo, anche lui necessita della mancanza di un significante.
Castrati si è felici, ma trattasi di castrazione nel simbolico e nell’immaginario, non nel reale. Che poi chi davvero si sente donna in un corpo di uomo, quello è un altro discorso.
C’è una fantastica battuta amara in BigBug: gli esseri umani quando raggiungono il livello pro crashano nel corpo.
Dunque hanno bisogno gli uni degli altri e gli anziani hanno da dare la loro saggezza, ma di quale saggezza possono dirsi portatori gli anziani oggi? In nome di cosa reclamano il rispetto, di quale sapere su una specie che sta devastando la sua casa?
Gli scienziati spiegano il problema e hanno le risposte. Ma il timer dell’autodistruzione prosegue indisturbato. La fantascienza è finita nel 2020 perché è stato chiaro a tutti che era un’occasione mancata e ci siamo fatti dividere come trogloditi. Il siero era diventato il nemico. Intanto il lockdown ha fatto respirare il pianeta. Ci siamo accapigliati sul vaccino, ci siamo dispersi, come al solito.
Il conto alla rovescia continua e smettiamola subito di dire che la cosa è in mano ai giovani, no la cosa è in mano ai vecchi. Qui. Ed ora. Almeno finché ce lo permettono.
Ancora secoli di fantascienza possono esistere.
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