Del nuovo romanticismo giovanile.

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27 marzo, 2023 - 19:39
Una nota su “Conversations with Friends (Parlarne con amici)”, di Lenny Abrahamson, dal romanzo di Sally Rooney, BBC studios, RaiPlay, 2023

L’interesse psicologico di questa serie è quello di mostrarci con esattezza la vita dei giovani di oggi, intelligenti, discretamente adattati, non “psichiatrici” ma comunque molto fragili e, soprattutto, attentissimi alle sfumature dei loro sentimenti piuttosto che ai loro comportamenti, fortemente instabili e contraddittori per noi boomers. Per dimostrarlo devo riassumere a grandi linee il plot, che potrebbe essere benissimo lo sfondo di un’anamnesi psichiatrica di un giovane qualsiasi.


 

La storia si svolge a Dublino e nella provincia irlandese. La protagonista è la timida e introversa, apparentemente riservata Frances (Alison Oliver), una studentessa di lettere di 21 anni con ambizioni da scrittrice; la coprotagonista la sua amica Bobby (Sasha Lane), una ragazza meticcia, con tanto di magnifici rasta, dotata di una impietosa finezza psicologica. Le due hanno avuto una storia al liceo, ma ora condividono l’appartamento come amiche. Ad una presentazioni di un libro fanno amicizia con una scrittrice affermata, Melissa (Jemima Kirke) e con suo marito, il bel Nick (Joe Alwyn), un attore, entrambi più grandi (ma non più maturi) di loro. Frances si innamora di Nick senza dirlo a nessuno, nemmeno a Bobby che, quando lo intuisce, si ingelosisce, benché non lo ammetta; del resto nel frattempo Bobby una sera ha baciato Melissa, ed occasionalmente si porta a letto delle compagne oltre che perorare con i pari la causa della poligamia rispetto ai pochi sostenitori rimasti della coppia monogama. Acqua cheta che sfonda i ponti, Frances riesce ad avere l’attenzione e l’amore fisico di Nick, già uso a tradire la moglie, ma la vicenda lentamente prende pieghe più decisamente sentimentali. Nick ha l’impulso di dichiarare alla moglie questo tradimento, si scopre poi che anche lei in un momento di “depressione” di lui l’aveva già tradito. Quando Nick le dice di Frances non reagisce platealmente, ma cerca di capire la situazione, tenendosi il marito.

Dietro queste vicende compaiono le storie familiari: i genitori di Frances sono divorziati ed il padre è depresso e incline all’alcool, stenta ad avere una relazione con la figlia; l’ex moglie, madre di Frances, quasi per giustificarsi di fronte alla figlia, le dice che da giovane il padre era “divertentissimo” e che deve volergli bene. I genitori di Bobby invece stanno divorziando con grossi conflitti, la ragazza resterà in Inghilterra col padre, mentre la madre se ne tornerà nella terra di origine americana.

In questi frangenti Frances prima ha delle metrorragie e scopre di avere l’endometriosi (cosa che potrebbe renderla sterile), quindi si autolesiona seriamente una coscia e Bobby la soccorre. Tuttavia Frances riesce a pubblicare uno dei suoi primi racconti, che parla della fine della sua storia con Bobby, senza dirglielo. Lo scoprirà quando, per vendetta, glielo farà leggere Melissa; la cosa provocherà la rottura dolorosissima tra lei e Frances. Quest’ultima compie un altro agito telefonando rabbiosa a Melissa la quale, con finezza psicologica, le fa notare il suo narcisismo ed egocentrismo che porta a criticare gli altri senza rendersi conto dei danni che il proprio comportamento fa. Forse mossa dal rimorso, Frances lascia allora Nick alla moglie, benché quest’ultimo gli assicuri di amarla. Inizia a messaggiarsi compulsivamente con Bobby chiedendole scusa, e, quando si ritrovano, iniziano una nuova storia passionale, fisica e mentale, ma non convivono più perché, dice Bobby, prima sembravano una coppia sposata. Quando tutto sembra trovare una stabilità narrativa, si rifà vivo Nick e Frances, certa dei sentimenti di lui, gli dice di “tornare a prenderla”.

Qui finisce la stagione I, vedremo la seconda. La serie, cinematograficamente, è un po’ lenta e l’attrice principale, così come l’interprete del suo amore Nick, mi sono parsi tanto piatti quanto inaspettatamente disinibiti nelle loro performance erotiche (il corpo è esibito con noncuranza in tutte le sue manifestazioni anche ginecologiche). Tuttavia la sceneggiatura e i dialoghi sono notevoli e meriterebbero uno studio accurato perché rivelano la logica delle giovani generazioni di oggi: se quella di Melissa e Nick è ancora comprensibile, nelle sue ambivalenze, da quelli della mia età, la generazione di Frances e Bobby ci risulta invece molto distante nella sua fluidità relazionale e sessuale e nella incoerenza delle storie. Per questa generazione sono più importanti, ad esempio, un tradimento della fiducia di un tradimento fisico, la certezza dell’amore rispetto al genere dell’amato. In questo neo romanticismo ciò che conta è l’autenticità dei sentimenti piuttosto della tutela delle identità individuali e sociali. Questo insegnamento, che giunge chiarissimo dalla visione del film, l’avevo già notato con i miei giovani pazienti. Le bizzarrie effettive delle loro relazioni riacquistano una logica se si vedono dal lato della affettività e delle sue regole. Queste vicende potrebbero essere mosse dal tentativo di mettersi al riparo dai conflitti che i protagonisti hanno visti nei loro genitori, e che ripropongono ancora la generazione di mezzo tra le due? Potrebbero essere rivolti alla ricerca di un attaccamento sicuro sia pure provvisorio, in mancanza di una propria capacità di costanza oggettuale? In sostanza, i nostri giovani sarebbero messi in forma da una logica neo-romantica narcisista, indifferente ai valori sociali tradizionali e quasi del tutto alle necessità della vita adulta, come quella, ad esempio, di diventare genitori. Vedremmo come va a finire, nella realtà, intendo.

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