DI DIRITTO E DI ROVESCIO
Legge e Giustizia dalla parte dei più fragili
di Emilio Robotti

Quando occorre chiedere scusa. Per la Diaz e Bolzaneto? No, per la democrazia.

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26 maggio, 2015 - 10:08
di Emilio Robotti

La Corte Europea dei diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per violazione dell’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo  (Proibizione della tortura. Nessuno può essere sottoposto a tortura nè a pene o trattamenti inumani o degradanti), Convenzione che con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1 dicembre 2009 ha assunto lo stesso valore dei Trattati dell’Unione Europea.
Nel consueto dibattito politico che si ripete da ormai quindici anni ad ogni Sentenza riguardante i fatti del G8 di Genova del 2001 senza portare ad alcun risultato concreto (introduzione nel nostro ordinamento del reato di tortura come da obblighi internazionali dell’Italia, ad esempio) si è inserito a sorpresa questa volta anche il presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, magistrato impegnato in precedenza per anni contro la criminalità organizzata, che ha dichiarato di essere «rimasto indignato dopo la sentenza della corte dei Diritti dell’uomo di Strasburgo “ e che “i fatti della Diaz sono vergognosi, ma le indagini su quei fatti hanno consentito di individuare le responsabilità, anche dei vertici, senza bisogno del reato di tortura” e “la polizia italiana è democratica da molto più tempo di quanto le sentenze della Corte Europea facciano pensare che sia” (fonte Il Secolo XIX).
 

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Preg.mo Dottor Cantone,
Le scrivo per sollecitarLa ad esprimere le Sue scuse in merito alle dichiarazioni rilasciate in merito alla Sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani che, accogliendo il ricorso del Sig. Arnaldo Cestaro, ha condannato l’Italia per violazione dell’art. 3 della Convenzione. Ho atteso fino ad oggi, sperando che Lei, dall’alto della Sua posizione così importante dal punto di vista del rispetto della Legalità e dell’Etica stessa del nostro Paese, avrebbe specificato e rettificato  in qualche modo le Sue dichiarazioni, spiegando perché la Polizia italiana sia democratica nonostante episodi come la Diaz e Bolzaneto, e perché Lei, Magistrato e Presidente dell’Autorità, sia indignato dalla Condanna dell’Italia irrogata dalla Corte di Strasburgo. Ma la mia attesa ha trovato solo il silenzio.
Penso che Lei per quelle dichiarazioni dovrebbe chiedere scusa a tutti cittadini italiani e non - centinaia e centinaia di migliaia oltre ai genovesi - che sono stati a Genova in quel luglio 2001 luglio così caldo.
Dovrebbe chiedere scusa a tutti quei ragazzi genitori che sono stati torturati alla Diaz e nel carcere degli orrori di Bolzaneto,  prossimamente oggetto di altra sentenza della Corte di Strasburgo, che con tutta probabilità condannerà nuovamente l’Italia sempre per violazione dell’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani.
Dovrebbe chiedere scusa a tutti quei genitori che, nel luglio 2001, affollavano la sala d’aspetto del mio studio di Avvocato, chiedendo aiuto per i loro figli, macellati e torturati alla Diaz e Bolzaneto e per questo arrestati e portati nel carcere di Alessandria e Pavia, in attesa della udienza di convalida dell'arresto.
Dovrebbe chiedere scusa al Magistrato Suo collega, che doveva decidere la convalida dell’arresto di una ragazza tedesca massacrata prima alla Diaz, poi per sventura passata anche per Bolzaneto; chiedere scusa all’Avvocato della ragazza, all’interprete, al Pubblico Ministero; piangevano tutti a dirotto, dopo aver sentito le dichiarazioni dell’arrestata che raccontava quello che aveva visto e subito alla Diaz e Bolzaneto. Il Giudice ha dovuto sospendere per qualche momento l’udienza, perché avrebbe potuto anche giudicare tra i singhiozzi dell’arrestato, ma non tra i propri: la Legge può essere severa in una democrazia, ma mai spietata.
Dovrebbe chiedere scusa a quella madre che nel luglio 2001 non ha riconosciuto sua figlia in carcere: non l’aveva mai vista, prima che andasse a dormire alla Diaz la notte del 21 luglio 2001, senza quasi tutti i denti, il naso rotto e tutte quelle tumefazioni, le movenze di uno spettro spaventato: gli occhi di quella madre non potevano credere che quel grumo di ferite e dolore davanti a lei fosse sua figlia, anche se il cuore spezzato le diceva che sì, purtroppo era proprio lei. Un dolore immenso, sopportabile solo per il fatto che era ancora viva, anche se ferita nel corpo e nell’anima per sempre.
Dovrebbe chiedere scusa ai suoi colleghi Magistrati che, fino in Corte di Cassazione, hanno accertato che alla Diaz e a Bolzaneto di tortura si trattò, almeno se si leggono i fatti accertati alla luce della definizione nella Convenzione di New York delle Nazioni Unite del 1984; anche se non fu possibile la condanna per quel reato, perché non previsto dal codice penale italiano: non previsto è vero, ma solo per dolo ed ignavia dei nostri legislatori e governanti, in violazione delle convenzioni internazionali. e della stessa Legge italiana di ratifica. Un reato, quello di tortura, secondo lei inutile, anche se la sua mancanza ha permesso molte sentenze di prescrizione nei processi per fatti orribili, commessi durante il G8 diu Genova del 2001 da chi doveva far rispettare la Legge.
Dovrebbe chiedere scusa ai suoi Colleghi magistrati della Corte di Strasburgo, che nel condannare l’Italia non hanno fatto altro che interpretare ed applicare l’art. 3 della Convenzione seguendo la consolidata giurisprudenza della Corte.
Dovrebbe chiedere scusa ad un centinaio di Avvocati, molti dell’Associazione Giuristi Democratici, tra cui io stesso, che nel luglio 2001 erano per le strade di Genova cercarono di difendere i diritti di tutti, alcuni subendo essi stessi violenze e ferite, e che successivamente  hanno continuato a difendere quei diritti nelle aule dei Tribunali della Repubblica e dell’Europa, per ottenere l’accertamento dei fatti ed un po’ di giustizia, forse tardiva e parziale, eppure comunque così importante.
Dovrebbe chiedere scusa a tutti quei genovesi che erano in città nel Luglio 2001, per tutte quelle notti che sono seguite in cui hanno sognato gli orrori che avevano visto, per tutti quei giorni seguenti in cui sono passati in luoghi familiari della loro città che erano stati bagnati dal sangue e dalle lacrime con un nodo alla gola, per tutti quei giorni e notti seguenti passati con i nervi a fior di pelle ogni volta che, ovunque fossero, sentivano il rumore di un elicottero in cielo, come se dovessero di nuovo cadere i lacrimogeni e partire le cariche.
Dovrebbe chiedere scusa al mio Assistito, passato in mondovisione coperto di sangue ed urlante che, pallidissimo dopo l'udienza per quei fatti di cui è stato vittima, opera di un manipolo di poliziotti democratici, non riusciva a salire in un ascensore del Tribunale insieme alle altre persone; solo perché vestivano la divisa della Polizia e dei Carabinieri, anche se questa volta democratici lo erano davvero.
Preg,mo Dott. Cantone, non le è di scusa il fatto che Lei abbia combattuto e combatta ancora la criminalità organizzata, la corruzione ed il crimine certamente pagando dei prezzi personali.
Mi chiedo se avrebbe fatto le stesse dichiarazioni se, come me, avesse dovuto trattenere le lacrime a stento mentre ascoltava in udienza ragazzi e ragazze che raccontavano il macello della Diaz, avesse avuto il mio stesso stupore incredulo nel leggere dagli atti molte delle violenze verificatesi a Bolzaneto ed alla Diaz (un poliziotto che strappa in due parti la mano aperta di un arrestato tirando le dita con le sue due mani; una ragazza svenuta e coperta di sangue trascinata giù dalle scale per i capelli); se avesse visto il sangue ed il cuoio capelluto sui pavimenti, sui muri, sui termosifoni della Diaz e i computer degli Avvocati alla Pascoli sfasciati dalla Polizia “democratica” per sottrarre gli hard disks mai più ritrovati.
Lei risponderà: io ho solo detto che la Polizia italiana è democratica, e questo è vero. Ma certo: l’Italia, le istituzioni italiane, la Polizia, Lei, io, sono, siamo, o meglio, ci diciamo,  democratici. non c’è dubbio. Ma non sono democratici quei poliziotti ed i loro anche altissimi superiori nella Polizia, che sono stati esecutori, mandanti, complici. Non sono democratici i mandanti e complici al di fuori della Polizia, nelle Istituzioni, mai individuati e processati. E queste persone, fino a che saranno dentro la Polizia e le Istituzioni, non consentono che esse siano effettivamente democratiche.
E non solo alla Diaz ed a Bolzaneto, dott. Cantone. Tralasciando i casi di cronaca anche recenti, se crede che la Polizia, come le altre istituzioni, sia democratica per sua natura pur con qualche mela marcia, Le suggerisco di leggere l’inchiesta giornalistica dell’amico Marco Preve, “Il partito della Polizia”, per scoprire - se non lo sa - che alcune squadre mobili praticavano ad esempio il “waterboarding” con gli arrestati prima del sequestro Dozier e prima che questa tortura venisse inserita nei manuali della CIA di Bush a seguito l’attentato alle Twin Towers del 2001, meno di due mesi dopo il G8 di Genova; per scoprire che le violenze della Diaz e di Bolzaneto hanno radici profonde negli anni che precedono il 2001. Radici che nemmeno i processi sul G8 sono riuscite a sradicare.
Perché mi rivolgo a Lei Dott. Cantone, invece che a tanti altri che hanno fatto dichiarazioni simili - o addirittura peggiori, dal mio punto di vista che ho cercato di illustrarLe? Perché da Lei, dalla Sua storia e dalla importante carica che ricopre, dalla posizione di garante della Legalità contro la corruzione, mi sarei aspettato che si indignasse, sì, che si indignasse della Sentenza della Corte di Strasburgo. Ma che la Sua indignazione fosse rivolta al fatto che l’Italia non solo è inadempiente ancora oggi sul fronte della normativa e del contrasto alla corruzione, ma che addirittura è inadempiente a livello internazionale sia per quanto riguarda l’art 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo che per quanto riguarda la Convenzione di New York (Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani) adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1984, entrata in vigore il 27 giugno 1987.
Una Convenzione, quest’ultima, resa vigente con autorizzazione alla ratifica ed ordine di esecuzione in Italia mediante Legge n. 489 del 3 novembre 1988: ovvero ventisette anni fa, dodici anni prima del G8 di Genova, senza l’introduzione di quel reato di tortura che Lei reputa inutile. E’ sempre convinto della correttezza delle Sue dichiarazioni, dott. Cantone?
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Commenti

aggiornamento del 9 giugno 2015: Le parole del Dott. Zucca sulla Diaz ed il G8 di genova all’evento con Marco Preve per la Repubblica delle idee a Genova hanno provocato la reazione esattamente opposta al dovuto: http://genova.repubblica.it/cronaca/2015/06/08/news/zucca_parla_della_po...
purtroppo coerentemente significative le precedenti significative dichiarazioni del presidente dell’ANAC dott. Cantone, al quale ho posto qualche domanda http://www.psychiatryonline.it/node/5653, ripresa anche dal blog su il Fatto quotidiano di Fabio Marcelli http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/01/sentenza-diaz-cantone-chiaris..., senza risposta.
Il comunicato dell’Associazione Giuristi Democratici http://www.giuristidemocratici.it/post/20150609104458/post_html

Quando occorre chiedere scusa, per le torture delle terapie riparative e per la patologizzazione dell'amore tra persone dello stesso sesso? Stiamo aspettando dal 17 maggio 1993

Ci sono certo molte altre cose, oltre a quella da me citata nell'articolo, con riferimento nello specifico al Dott. Cantone, per le quali si può chiedere di ottenere delle scuse, da qualcuno, ed in particolare dai rappresentanti istituzionali, eletti o nominati. Non ho però la pretesa di poter essere io a farlo.
Il mio obiettivo, condiviso con la Redazione della rivista, è quello di scegliere alcuni argomenti e fare delle considerazioni in merito per sollecitare un dibattito, per dare un punto di vista particolare e personale, forse, in alcuni casi, anche riuscire a scuotere la coscienza mia e degli altri. Mi pare un obiettivo, quindi, già fin troppo ambizioso.
Ma certamente Lei può argomentare ampiamente meglio di me a chi e per cosa riterrà di chiedere delle scuse, dove meglio crederà e con la passione che vorrà impiegare.
Personalmente, con tutto il rispetto per le sue opinioni, non credo di doverle in questo momento chiedere scusa in merito all'argomento da Lei citato, almeno per quanto mi riguarda!
buona giornata.


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