Intervista a A. Federico

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26 novembre, 2012 - 14:04

D: Abbiamo appreso notizie fondamentali sui fenomeni molecolari genetici e sul passaggio anche alla morte dei neuroni e ci ha indicato anche prevalentemente le sedi di lesione ed in alcuni casi anche il neurotrasmettitore. La mia domanda è: esiste in questo passaggio che porta alla morte delle cellule, specie nelle forme croniche, una finestra biochimica? In altre parole, così come nel Parkinson per la dopamina, abbiamo delle conoscenze utilizzabili magari anche in terapia o in realtà qui è solo una tragica morte dove questi trasmettitori sono solo le vittime?

R: Nel modello delle malattie neurometaboliche che sono meglio conosciute possono essere trattate lì dove esiste terapia e l'efficacia della terapia è maggiore quanto più precoce è l'intervento. Mi riferisco, per esempio, ad una forma di cui mi occupo che è la xantomatosi cerebrotendinea o il deficit di vitamina E o altre forme in cui esiste la terapia. Se interveniamo prima che la neurodegenerazione legata a questo processo neurometabolico complesso intervenga noi risolviamo completamente il problema. Purtroppo quando il processo neurometabolico ha determinato una cascata di eventi apoptosici, una neurodegenerazione, dobbiamo aspettare al futuro di trapianti e altre ipotesi successive.
 

D: mi faccia un bilancio di questi cinque giorni di congresso a Bari dandomi un po' di numeri e quella che � la sua sensazione in qualit� di organizzatore?
R: i numeri sono stati i seguenti: circa 2500 iscritti con un enturage di altre 400-500 presenze. I quattro corsi di aggiornamento, scelti dal nostro comitato scientifico, sono stati estremamente azzeccati, infatti l'auditorium, che � in grado di contenere 2500 presenze, � stato sempre pieno fino all'ultima giornata. Inoltre ho denotato un interesse per tulle le sessioni che io non vedevo da tanto tempo.
D: per quanto riguarda gli aspetti puramente scientifici, quali sono le cose pi� importanti che secondo lei sono emerse durante questo incontro annuale rispetto agli anni scorsi?
R: io le posso riferire alcuni aspetti ai quali mi sento molto vicino. Tra le cose pi� interessanti, quello che � emerso, � stata una focalizzazione sul problema della trombolisi con la presentazione per la prima volta dei risultati SIST-MOST in Italia che hanno dimostrato che i centri italiani hanno lavorato ad altissimo livello e hanno riprodotto gli stessi risultati di efficacia degli altri centri europei se non migliori. Un altro argomento di estremo interesse � stato quello di aver focalizzato alcuni aspetti sulle tecniche interventistiche endovascolari poich� si � cercato di fornire una sistematizzazione delle stesse. Interessante � stato il corso di aggiornamento sull'etica e decisioni cliniche per cui ci si deve sempre far guidare da trials clinici standardizzati nell'affrontare le varie patologie, anche se poi rimane l'individualit� e la peculiarit� del singolo malato. Bisogna sempre avere come riferimento queste conoscenze sulle evidenze cliniche per poter prendere decisioni con serenit� senza correre il rischio di perdersi nelle proprie incertezze.
D: dovendo fare un bilancio di questa enorme fatica, lei si pu� dichiarare soddisfatto? Per cui io le chiedo un bilancio alla chiusura di questa kermesse
R: io mi dichiaro estremamente soddisfatto. La fatica � stata grossa ma tutti abbiamo messo tanto entusiasmo perch� Bari rispondesse alle aspettative e quindi ritengo che il bilancio sia estremamente positivo. Basti pensare che anche nell'ultima giornata l'auditorium era pieno e che un simposio, organizzato insieme alla medicina nucleare, � stato interessantissimo e frequentato da gente che aveva voglia di ascoltare e non di fornire solo una presenza come spesso � accaduto anche nei predenti congressi.

(a cura di F. Bollorino, S. Ottaviano, M.Sancilio)

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