Le misure: nominale, ordinale, intervallare, razionale

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Esistono 4 livelli diversi di misura: nominale, ordinale, intervallare e razionale (Tab. 1.I).

Livello Nominale

Quello nominale (o categorico) è un livello puramente qualitativo, è una modalità di misurazione che si caratterizza per l'esclusività, nel senso che il numero assegnato ad un attributo della variabile è distinto da tutti gli altri e rappresenta sempre e soltanto quell'attributo. Variabili nominali sono, ad esempio, il sesso, lo stato civile, l'occupazione, eccetera. Queste variabili non possono essere impiegate per operazioni matematiche, mentre possono essere usate come criterio di raggruppamento dei soggetti di un campione.

Livello Ordinale

Il livello ordinale possiede, oltre all'esclusività, la proprietà di esprimere i valori in ordine di grandezza (ranking) e di confrontare le posizioni relative all'interno dei numeri assegnati ad una variabile. Così è, ad esempio, il livello di scolarità, all'interno del quale possiamo stabilire una gerarchia che, partendo dal valore più basso (1 = Analfabeta), raggiunga il valore massimo (8 = Specializzazione post-laurea o più di una laurea) attraverso gradi crescenti di scolarizzazione (p. es., 2 = Alfabeta, 3 = Terza elementare, 4 = Licenza elementare, 5 = Licenza media inferiore, 6 = Maturità, 6 = Diploma universitario, 7 = Laurea). È chiaro che il punteggio "3" indica un livello di scolarizzazione inferiore rispetto al punteggio "6" e questo ci consente di confrontare livelli diversi di una stessa variabile, ma non di stabilire l'entità della differenza tra i due livelli mediante un'operazione matematica: non si può, in altri termini, sottrarre la "Terza elementare" dalla "Maturità".
 

Livello Intervallare

L'uso delle quattro operazioni matematiche è invece appropriato con il livello intervallare poiché questo tipo di misura possiede, oltre alle proprietà dell'esclusività e dell'ordine, quella dell'equivalenza, per cui le distanze tra gli attributi di una variabile sono uguali (p. es., in una scala a 5 punti, la distanza – o la differenza – fra 1 e 3 è uguale a quella fra 2 e 4). Le scale intervallari, tuttavia, non hanno uno zero assoluto in quanto, o non si verifica mai la totale assenza della variabile, o lo strumento non è in grado di valutarla. Questo comporterebbe l'impossibilità di usare le operazioni matematiche con questo tipo di misure poiché, in queste condizioni, non possiamo affermare, ad esempio, che una temperatura di 30° alla scala Celsius (nella quale gli zero gradi non corrispondono allo zero assoluto) è calda il doppio rispetto ad una di 15° o che, se misuriamo la tolleranza di un farmaco su una scala da uno a quattro (1 = cattiva, 2 = discreta, 3 = buona, 4 = ottima tolleranza), un farmaco con una tolleranza pari a "4" sia tollerato esattamente il doppio rispetto ad uno con tolleranza pari a "2". L'introduzione di un convenzionale punto "zero", che indica arbitrariamente l'assenza della variabile, consente l'applicazione delle quattro operazioni matematiche alle misure intervallari. Con questo artificio le misure intervallari possono essere applicate alle RS ed agli strumenti di valutazione che esplorano l'intensità di segni e sintomi e possono essere elaborate mediante le analisi statistiche di tipo parametrico (quali l'analisi di varianza o il t-test di Student) le quali prevedono che i dati provengano da campioni ricavati da "universi" distribuiti secondo la distribuzione normale (vedi oltre).

 

Livello Razionale

Quello razionale è il livello più elevato e possiede, oltre a quelle dei livelli precedenti, la caratteristica di avere lo zero assoluto. In altri termini, le variabili misurabili con questo tipo di misura possono essere del tutto assenti e gli strumenti di cui disponiamo sono capaci di rilevarne l'assenza. Sono misure razionali quelle di variabili quali l'età, l'altezza, il tempo trascorso dall'inizio dei disturbi, eccetera; eccezionali sono le variabili razionali in psichiatria e nelle scienze umane in genere.

La quantità di informazione fornita dagli strumenti di valutazione cresce passando dalle scale nominali, di più basso livello, a quelle razionali, di livello più elevato. Variabili esprimibili con scale intervallari o razionali (scale, cioè, quantitative) possono essere espresse anche con scale inferiori (cioè qualitative), mentre il contrario non è possibile.

 

 

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