EBOOK: NON FATE I BRAVI - Educare e normalizzare in Italia oggi

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25 luglio, 2014 - 07:15

Non fate i bravi. Educare e normalizzare in Italia oggi
a cura di Claudia Boscolo
Prefazione di Maria Maddalena Mapelli
Copertina: Sabrina Manfredi, *Uncanny*, 1993
 
 

Il format di Tata Lucia è uno dei tanti esempi con cui una pedagogia-propaganda plasma e normalizza le persone togliendo ogni spazio alla diversità, alla fragilità, ai vissuti di ciascuno, al mondo interiore, alle emozioni, alle relazioni. Gli autori che hanno partecipato a questo e-book hanno, in primo luogo, analizzato gli aspetti sottesi all’ingiunzione di tata Lucia, a un paradigma pedagogico autoritario e irrispettoso della singolarità, del considerare ogni bambino o adolescente una persona irriducibile a ogni schematismo. Al tempo stesso, tuttavia, gli autori degli interventi ospitati in questa pubblicazione collettanea intendono proporre vie d'uscita tanto più urgenti quanto più evidente risulta il vuoto educativo che ci circonda. Toccando le più diverse sfere dell’azione sociale, gli interventi propongono una critica all’assioma per cui educare e tutelare significa imporre delle regole che siano applicabili a tutti, senza riguardo per le pulsioni individuali, per il contesto relazionale e per i diversi tipi di intelligenza che emergono fin dalla prima infanzia, i quali costituiscono già al loro emergere un primo segnale del formarsi dell’individuo con i propri talenti e le proprie caratteristiche. La tesi di questa miscellanea è quindi coerente in tutti gli interventi e si sostanzia in una discussione a più voci sul concetto di educazione e cura in Italia oggi nella sfera pubblica e privata, ovvero laddove la norma raggiunge gli individui trasformandosi in diktat.

INDICE
 

Maria Maddalena Mapelli, Prefazione
 
Nadine Tabacchi, Iperrealtà. Il corpo a corpo del desiderio con l’high definition del Medesimo
Per parlare di vuoti – siano essi educativi, normativi o relazionali – dovremmo prima comprendere quale è il contenitore che è stato depauperato. La realtà è stata derealizzata? È mai esistita? Oppure è iperrealizzata?
 
Tommaso Ariemma, Il complesso dell’Idra. Elogio della ghigliottina e politiche del vuoto
L’emancipazione politica contemporanea sembra soffrire di qualcosa che potremmo chiamare “complesso dell’Idra” cioè dell’incapacità di sbarazzarsi della vera testa del mostro, ovvero del potere politico.
 
Marco Pacioni, Neuroscienze e governance
La convergenza tra neuroscienze e governance ha portato a dare preminenza a ciò sta esclusivamente dentro il cervello. Tutto ciò che è anche esterno cioè il linguaggio, la cultura, l’ambiente è passato in secondo piano, con risultati discutibili.
 
Enrico Valtellina, Le bravate della Black Pedagogy
A inaugurare la storia del comportamentismo è stata la salivazione indotta dei cani di Pavlov, e foche e cani e delfini vengono ammaestrati secondo i principi elementari che ne sostanziano gli interventi: premio e punizione. Quanto di questo è rimasto nelle teletate?
 
Paolo Mottana, Il conflitto dell’immaginario nel tempo della Tata fallica
Oggi la grande pedagogia la fa la televisione e, subito dopo di essa, la rete e gli altri grandi media. Insieme hanno colmato pressoché senza residui tutto lo spazio dell’immaginario. Una pedagogia che opera costantemente attraverso una moltiplicazione di forme sofisticate di manipolazione.
 
Alessandro Siciliano, BLOB. L’emorragia dell’immaginario
Dei molteplici aspetti del nuovo immaginario televisivo, della teoria del mondo che la TV veicola, una cosa è particolarmente interessante: la promessa di riscatto dalla propria condizione storica, auto ed eterocostituita.
 
Luca Casadio, TV e nuovi media all’epoca di Internet e della New Age: la cura
Come possiamo considerare la condizione postmoderna oggi, e cosa che ci interessa particolarmente, in questa società? Come sono cambiate le comunicazioni per quanto riguarda la cura e la sanità mentale?
 
Fabio Milazzo, Bisogna difendere la scuola! Biopolitica e istruzione in Italia
La scuola – come palestra per l’edificazione di un certo tipo di italiano – è il punto di partenza di ogni analisi che si prefigga di dipingere lo stato del processo educativo dell’individuo in Italia oggi: a chi fa comodo avere una scuola debole che sforna ignoranti?
 
Riccardo Capecchi, La mente vuota dell’Imperatore
C’è un problema epistemologico nel nostro rapporto con la conoscenza e su questo ci stiamo giocando una partita prossima alla biopolitica di Canguilhelm e Foucault. L’incapacità di analisi si riverbera nel politico, non solamente nell’annichilimento della critica politica, sostituita dagli slogan.

CONCLUSIONi di Claudia Boscolo

Per chi desiderasse scaricare il volume integralmente in un unico file in formato .epub lo può fare seguendo il link in calce alla pagina
(Si ringrazia Antonio Vigilante della redazione di "Educazione Democratica" per la realizzazione del file)

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