GALASSIA FREUD
Materiali sulla psicoanalisi apparsi sui media
di Luca Ribolini

Luglio 2015 II - Sogni e naufragi

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17 luglio, 2015 - 17:23
di Luca Ribolini
SARANTIS THANOPULOS: INTERVISTA SULLA CRISI ECONOMICA IN GRECIA, TRA SCHREBER E SCHAEUBLE, TRA IMPOTENZA E CATARSI
di Francesco Bollorino, psychiatryonline.it, 7 luglio 2015           
 
Sarantis Thanopulos psichiatra e psicoanalista didatta SPI, collaboratore di Psychiatry on line Italia con la sua rubrica RIFLESSIONI (IN)ATTUALI, vive e lavora a Napoli ma è nato in Grecia e mantiene stretti legami con la sua terra di origine. Gli abbiamo chiesto di approfondire i temi collegati con la crisi economica greca e con il recente referendum oggetto di un suo corsivo per la rivista a cui rinviamo i lettori.
Domanda: Come vivi la crisi profonda del tuo paese?
RISPOSTA: Con grande apprensione. Sono preso tra due fuochi: da una parte per il paese in cui ho le mie radici si profila una catastrofe storica e dall’altra temo che questo segnerà l’inizio della fine dell’Europa unita. Con tutti i suoi limiti, ha garantito decenni di pace e di scambi molto proficui e intensi.
D: E’ una crisi che viene da lontano una crisi della politica e della sua capacità di governare gli eventi per il bene comune
R: Direi che subiamo l’assenza della politica, della sua eclissi. Viviamo in un mondo governato da grandi circuiti finanziari, entità non definibili in modo chiaro e stabile, che seguono logiche puramente quantitative. La politica è in gran parte assoggettata, ha perso la sua autonomia. La falsificazione dei conti in Grecia è stata condotta in porto con l’assistenza tecnica della Goldman e Sachs ed era cosa conosciuta nel campo della finanza. La ignoravano i popoli europei e, primo di tutti, il popolo greco. La cosa sarebbe forse riuscita se l’esplosione della bolla finanziaria, di cui faceva parte, non fosse esplosa. La falsificazione di conti è stata necessaria perché la Grecia si indebitata per spese di difesa faraoniche e per le Olimpiadi. Gran parte dei soldi spesi (l’eccesso di spesa) è finito nei circuiti della corruzione (e ben noto che delle imprese tedesche, soprattutto, hanno corrotto diversi politici greci) e nelle mani di gruppi di interessi economici greci e stranieri. Il popolo non ha avuto nulla ma si è indebitato fino al collo a sua insaputa.
Il resto è storia conosciuta: la Grecia è stata interdetta come stato sovrano e la sua politica economica è stata decisa punto per punto dalla Troika con risultati mortali. La politica di austerità, applicata in forma ben più severa che negli altri paesi europei, secondo una logica evidentemente punitiva (taglio di tutti i salari e delle pensioni al 50%, fortissimi aumenti delle tariffe pubbliche e delle tasse sulla casa), ha fatto perdere la Grecia il 25% della sua ricchezza e ha paralizzato la sua economia. La disoccupazione giovanile è al 50% e quella generale al 25%. La corruzione ovviamente imperversa e questo ricade ulteriormente sulle spalle dei lavoratori vessati. Il FMI ha sbagliato clamorosamente previsioni, i suoi stessi esperti hanno ammonito tre anni fa la sua direzione che la politica seguita era sbagliata, senza essere ascoltati. La Merkel, ossessionata dalle reazioni degli elettori tedeschi, ha persistito nell’austerità contro ogni evidenza, e oggi è severamente criticata perfino dal Financial Times. Il debito greco (cresciuto in modo esponenziale) ha raggiunto ormai livelli insostenibili e, in tutto questo, la maggior parte delle risorse prestate (a tassi alti) è finita nelle banche tedesche. Un’evoluzione assurda coperta con la menzogna e le leggende metropolitane.
 
Segue qui:
http://www.psychiatryonline.it/node/5735
 
FRATELLI SI DIVENTA, SCOPRENDO IL VANTAGGIO DI CONVIVERE
di Daniela Carani, Luigi Ballerini, avvenire.it, 8 luglio 2015
 
Ho tre figli maschi dai cinque ai quattordici anni che litigano sempre: verbalmente, fisicamente, con modi e risposte scontrose, due contro uno, uno contro due… Esasperata, le amiche mi rassicurano dicendo che è normale per i maschi. Ma fino a quando? Mi devo preoccupare? Quale valenza positiva trarne? Come correggere o banalmente correre ai ripari? Daniela Carani
Figli che litigano, forse troppo. Sono maschi, si sa… dice a volte qualcuno, come se il cromosoma Y necessariamente codificasse per aggressività e litigiosità. Per smentire questa diceria basterebbe guardare a cosa accade, a volte, fra sorelle, che non si fanno certo mancare nulla rispetto ai loro corrispettivi maschi. Fratelli e sorelle litigano, è un dato di fatto. Chi più chi meno. D’altronde l’arrivo di un altro o un’altra in famiglia, all’inizio, tende a non essere ben accolto. Chi l’ha voluto? Non si stava già bene così? Che bisogno c’era? Che avere un fratello o una sorella sia un vantaggio, quando lo è davvero, è più una scoperta che un dato di natura. Quell’essere che si è permesso di intrufolarsi fra i rapporti già esistenti e consolidati sparigliando i giochi, all’inizio effettivamente sottrae tempo, risorse e attenzioni. La mamma e il papà che prima erano disponibili per giocare, ad esempio, diventano improvvisamente occupati con altro.
 
Segue qui:
http://www.avvenire.it/rubriche/Pagine/Giovani%20storie/Fratelli%20si%20diventa%20%20scoprendo%20il%20vantaggio%20di%20convivere_20150708.aspx?rubrica=Giovani+storie
 
CONVERSIONI
di Umberto Silva, ilfoglio.it, 8 luglio 2015
 
Ch’io sappia non era mai avvenuto prima di Lui… Dopo di Lui non ci sarà alcun altro come Lui?… È il Vicario di Dio…È lui la figura più rilevante del secolo in cui viviamo”. Questo scrive Eugenio Scalfari e molto altro ancora nel suo fluviale e direi storico editoriale di questi giorni. Un inno al Papa talmente lusinghiero da farlo arrossire, come accadde a Pio VII quando lesse il “Du Pape” dedicatogli da Joseph de Maistre; s’imbarazzò al punto da proibire ai cardinali l’apparizione nelle sue stanze dell’ambiguo scrittore. Ma non credo affatto che Bergoglio sia arrossito, è uomo di mano, niente lo turba. Io, piuttosto, sono un po’ arrossito: devo confessare che il lungo monologo di Scalfari ha suscitato in me un’inaspettata commozione. Apprendere che un ateo più volte dichiarato si sia a tal punto inchinato davanti al Papa, mi ricorda altri celebri inchini di potenti imperatori, d’inarrestabili conquistatori. Apprezzo l’omaggio smisurato che sfiora il delirio da parte di uno dei più agguerriti razionalisti della nostra epoca, un lupo gentile ma pur sempre un lupo di razza che all’improvviso, toccato dalla mano di Francesco, incontra Dio.
Il Santo Padre ha chiamato Eugenio? No. Quel che potrebbe apparire un domandare del Papa in realtà è una sua risposta all’interiore chiamata di Scalfari; ci si converte perché ci si sente chiamati da Dio, quel Dio che alberga nel cuore di ciascuno. Il Papa non ha convocato i difensori della fede e della chiesa, essi sempre gli sono vicini; ha invece promosso il ritorno del figliol prodigo, colui che ha vissuto in un altro mondo e in altro modo e gli racconterà le proprie avventure. Tale convocazione ha suscitato scandalo e sospetto: l’elogio che Scalfari rende a Dio cela un’astuta vanità? Forse all’inizio, quando la papale convocazione poteva averlo inorgoglito, quando ancora poteva pensare d’insegnare qualcosa al Papa, di temperarne la fede, d’interpretarlo e mondanizzarlo.
 
Segue qui:
http://www.ilfoglio.it/la-politica-sul-lettino/2015/07/08/conversioni___1-vr-130593-rubriche_c397.htm
 
LA CRISI DAL LETTINO DELLO PSICANALISTA: «DOTTORE HO SOGNATO UNA RAPINA IN BANCA
di Lorenzo Salvia, corriere.it, 9 luglio 2015
 
«L’altro giorno una paziente mi ha raccontato un sogno. Lei era su una collina, in lontananza vedeva una coppia a passeggio mano nella mano». Come l’ha interpretato, dottore? «La vita è bella ma non per me. Ha presente quella canzone di Gershwin, But not for me? La-la-la-la-la-laaaa. La cosa interessante è un’altra, però». Quale? «La nonna di quella signora era partigiana, e questo spiega la collina. Tutta la famiglia era dovuta scappare in Urss, tra mille sacrifici. Insomma, la mia paziente ce l’ha sempre avuta con la nonna. Ma è riuscita ad ammetterlo solo adesso». Sdraiarsi sul lettino del dottor Savvas Savvopoulos significa far entrare in analisi un Paese che non riesce a uscire dalla crisi. 
Segue qui:
http://archiviostorico.corriere.it/2015/luglio/09/crisi_dal_lettino_dell...
 
 
PERCHÉ AMORE VUOL DIRE NAUFRAGIO. In una relazione sentimentale “andare a fondo” e “salvarsi” sono due aspetti coesistenti. Niente come l’abbandono dimostra la vulnerabilità e la finitezza della condizione umana
di Michela Marzano, la Repubblica, 9 luglio 2015
 
«Non vi è più soggetto-oggetto, ma breccia spalancata tra l’uno e l’altro», scrive Georges Bataille parlando dell’amore. «E nella breccia, il soggetto e l’oggetto sono dissolti; vi è passaggio, comunicazione, ma non dall’uno all’altro; l’uno e l’altro hanno perso l’esistenza distinta». Ma se l’uno e l’altro non sono più separati, non c’è allora il rischio di perdersi per sempre? E quindi di trasformare l’amore in un naufragio, nonostante il giustapporre termini come “amore” e “naufragio” sembri a prima vista un vero e proprio ossimoro? In realtà, tutto dipende da cosa si intende esattamente per naufragio, visto che la parola ha diversi significati e che, se da un lato rinvia alla “rovina” e al “fallimento”, dall’altro lato rinvia anche al “dolce smarrirsi” di leopardiana memoria, e quindi a un perdersi momentaneo, prima di approdare nuovamente in un porto sicuro. Ma allora in che senso e in che misura si può accettare l’indistinto senza andare alla deriva? Che cosa si può smarrire e che cosa si deve invece ritrovare per evitare il fallimento e il naufragio dell’amore? Per Freud, padre della psicoanalisi, si diventa autonomi solo nel momento in cui si è capaci di mantenere «linee di demarcazione chiare e nette» tra sé e gli altri. Si può amare in modo “normale” solo grazie a un doppio processo di separazione: bisogna prima separarsi dalla madre, poi differenziarsi dal mondo.
 
Segue qui:
http://www.scienzaevita.org/wp-content/uploads/2015/07/LaRepubblica_09_07_15_Perche_amore_vuol_dire_naufragio.pdf
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OLIVER SACKS: “FREUD ‘RESISTEVA’ ALLA SEDUZIONE DELLA MUSICA
di Cristina Bolzoni, rainews.it, 9 luglio 2015
 
Nel giorno del suo compleanno, ricordiamo Oliver Sacks, nato il 9 luglio 1933, con uno dei saggi più stimolanti del famoso neurologo inglese. A febbraio ha annunciato di avere un cancro nella fase terminale. “Non riesco a fingere di non avere paura, ma il sentimento predominante è gratitudine: sono stato un essere senziente su questo splendido pianeta, e ciò è stato un privilegio e un’avventura”, ha scritto Sacks, autore di Risvegli e L’uomo che scambiò la moglie per un cappello. In Musicophilia Oliver Sacks indaga i rapporto tra il cervello e la musica. In particolare, nello stralcio riportato sotto racconta la curiosa indifferenza di Freud per le note. «Sarebbe più centrato – scrive Sacks – il termine freudiano “resistenza” – resistenza al potere seduttivo ed enigmatico della musica». Poi parla dell’attitudine ‘ambivalente’ per la musica di Lev Tolstoj, autore del romanzo La sonata a Kreutzer.
 
Segue qui:
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Oliver-Sacks-Freud-resisteva-alla-seduzione-della-musica-b95ad4c9-3bba-4f7b-ae94-9714f59d9cb4.html  

 
ZIZEK: L’ERESIA DI SYRIZA PUÒ SALVARE L’EUROPA DELLA SOLIDARIETÀ EGUALITARIA
di Slavoj Zizek, la Repubblica, 9 luglio 2015
 
La vittoria del “no” al referendum greco, netta oltre ogni aspettativa, è un voto storico, espresso in una situazione disperata. In passato ho spesso citato la barzelletta che circolava negli ultimi dieci anni di vita dell’Unione Sovietica e che aveva come protagonista Rabinovitch, un ebreo intenzionato a emigrare. Il funzionario dell’ufficio emigrazione gliene chiede il motivo e Rabinovitch risponde: «I motivi sono due. Il primo è che ho paura che in Unione Sovietica i comunisti perdano il potere e che il nuovo governo incolpi noi ebrei di tutti i crimini dei comunisti — che si torni ai pogrom antisemiti…». «Ma è assurdo», lo interrompe il funzionario, «in Unione Sovietica non può cambiare nulla, il potere dei comunisti durerà in eterno!». «Beh» risponde calmo Rabinovitch, «quello è il secondo motivo». Mi hanno detto che ora ad Atene circola una nuova versione della storiella: un giovane greco va al consolato australiano di Atene per chiedere il visto di lavoro. «Perché vuole lasciare la Grecia?» gli chiede il funzionario. «Per due motivi», risponde il giovane. «Il primo è che ho paura che la Grecia esca dall’Ue, della nuova povertà e del caos che ne verranno…». «Ma è assurdo», lo interrompe il funzionario, «la Grecia rimarrà nella Ue e si assoggetterà alla disciplina finanziaria!». «“Beh», risponde calmo il greco, «quello è il secondo motivo…». Vuol forse dire che, parafrasando Stalin, entrambe le scelte sono le peggiori? È ora di andare oltre i dibattiti sterili sui possibili errori di comportamento e valutazione da parte del governo greco. Le poste in gioco ormai sono troppo alte.
Il fatto che negli attuali negoziati tra la Grecia e gli amministratori Ue si arrivi sempre a un passo da un accordo senza raggiungerlo è in sé profondamente sintomatico, poiché in realtà non si tratta di vere e proprie questioni finanziarie — a questo livello, la differenza è minima. La Ue di solito accusa i greci di esprimersi solo in termini generali, facendo promesse vaghe senza entrare nello specifico, mentre la Grecia accusa la Ue di voler controllare anche i minimi dettagli e di imporre al nuovo governo greco condizioni più dure rispetto al passato. Ma dietro queste recriminazioni aleggia un altro conflitto, più profondo. Tsipras ha dichiarato recentemente che se avesse avuto occasione di andare a cena da solo con Angela Merkel avrebbero trovato una soluzione in due ore.
 
Segue qui:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/zizek-l%E2%80%99eresia-di-syriza-puo-salvare-l%E2%80%99europa-della-solidarieta-egualitaria/
 
Radio
DI ALBE, ESAMI E ADOLESCENZA. CONVERSAZIONE INTORNO AI RITI DI PASSAGGIO CON LUIGI ZOJA, SILVIA VEGETTI FINZI E ALTRI OSPITI
a cura di Dario Galli, con Luigi Zoja, Silvia Vegetti Finzi e altri ospiti, radioradicale.it, 11 luglio 2015
Cosa sono i riti di passaggio e perché sono da sempre presenti in tutte le culture? Perché occorre nascere una seconda volta? Come avviene oggi il passaggio dall’adolescenza all’età adulta? Cosa ha sostituito gli antichi riti di iniziazione delle bambine nella Grecia antica? Qual è il ruolo degli adulti? E della scuola? Tre esperti si confrontano tra loro e con un’esperienza americana di rigenerazione di riti di passaggio comunitari. Il presidente della Pro loco di un piccolo paese laziale racconta l’usanza di accompagnare la partenza al servizio militare con canti che duravano tutta la notte.
Vai al link:
http://www.radioradicale.it/scheda/447822/di-albe-esami-e-adolescenza-conversazione-intorno-ai-riti-di-passaggio
 


Video
RECALCATI A POPSOPHIA 2015
da youtube, popsophia.it, 9 luglio 2015        
 
“E LASCIATEMI DIVERTIRE”: L’INVIDIA, CON MASSIMO RECALCATI E ALTRI OSPITI
da rai.tv, 11 luglio 2015
L’intervento di Recalcati è a 5′ 40” dall’inizio della puntata.
Vai al link:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-22234d79-c911-40e5-b7b8-fa6ad051fcfb.html
 
 
I più recenti pezzi apparsi sui quotidiani di Massimo Recalcati e Sarantis Thanopulos sono disponibili su questo sito rispettivamente ai link:
http://www.psychiatryonline.it/rubrica/4545
http://www.psychiatryonline.it/rubrica/4788
 
Da segnalare le seguenti rubriche: "Laicamente, Dialoghi su psichiatria, arte e cultura" di Simona Maggiorelli, al link 
http://www.psychiatryonline.it/rubrica/5673
"Mente ad arte, percorsi artistici di psicopatologia nel cinema ed oltre, di Matteo Balestrieri al link 
http://www.psychiatryonline.it/rubrica/4682
 
(Fonte dei pezzi della rubrica: http://rassegnaflp.wordpress.com

 
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