Lacan I complessi familiari (1938)

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I complessi familiari nella formazione dell'individuo furono pubblicati nel 1938 con il titolo La famille nell'ottavo volume dell'Encyclopédie française in una serie che comprendeva anche altri due temi, La scuola e La professione. Fu Henri Wallon, celebre professore di psicologia, a invitare Jacques Lacan a produrre l'articolo sulla famiglia. La pubblicazione italiana riprende il titolo originagli datole dall'autore.
All'epoca Lacan è un giovane psichiatra e psicoanalista che si era distinto con una tesi di dottorato in medicina, pubblicata nel 1932, dal titolo Della psicosi paranoica nei suoi rapporti con la personalità, e, nel 1936, con l'intervento sulla scena psicoanalitica con una relazione dal titolo Lo stadio dello specchio.
I complessi familiari è quindi un testo di Lacan che precede di quindici anni quello che viene chiamato l'inizio del suo insegnamento, nel 1953, con Funzione e campo della parola e del linguaggio in psicoanalisi.
I lettori non troveranno quindi nei Complessi familiari le tesi tipicamente lacaniane che hanno fatto conoscere il suo autore come un interprete inedito della teoria freudiana. Non troveranno per esempio né l'inconscio strutturato come un linguaggio, né l'articolazione significante/significato, né la supremazia dell'ordine simbolico, né la formulazione del Nome-del-Padre, per citare solo alcuni dei punti importanti sviluppati successivamente.
Eppure, in un certo senso, questo testo precorre e anticipa lo sviluppo teorico di Lacan. Non vi troviamo la supremazia del simbolico, ma vi troviamo a farne le veci la supremazia del sociale. Non vi troviamo il significante ma vi troviamo l'imago, termine che serve per collegare l'immaginario e il simbolico. Non vi troviamo la struttura dell'inconscio ma vi si parla di complessi, termine che raggruppa il livello cosciente e quello inconscio. Inoltre la famiglia umana vi si contraddistingue proprio per il suo inserimento in ordinamenti che non sono dell'ordine della natura ma della cultura. Infine si parla della funzione paterna come di una funzione che non è deducibile dalla biologia ma che è tipicamente umana: è tramite la funzione paterna che si sviluppano gli ideali e la sublimazione.
Il testo è diviso in due parti: nella prima Lacan affronta la problematica della famiglia intesa nel suo sviluppo e funzionamento normali, mentre nella seconda l'affronta nella patologia, nelle psicosi e nelle nevrosi offrendo un compendio di clinica freudiana.
La prima parte prende forma in tre scansioni: il complesso di svezzamento, nel quale è sviluppato il rapporto primordiale del bambino con l'imago materna; il complesso d'intrusione, dove entra in gioco per il bambino l'imago del proprio simile; infine il complesso di edipo, in cui la triangolazione - padre, madre e bambino - ha il suo perno nell'imago paterna.
Lacan riprenderà nel suo insegnamento la doppia polarità della funzione materna e di quella paterna. Della madre svilupperà la funzione di essere quell'oggetto freudiano che dovrà essere perso in quanto godimento interdetto. La madre è sempre correlata con il godimento o, come dirà Lacan successivamente, con il reale. Del padre svilupperà la funzione di essere quel significante - il Nome-del-Padre  - che separa il soggetto dal godimento interdetto e gli conferisce le chiavi per il suo divenire adulto, uomo o donna. Il padre è quindi sempre correlato con la legge simbolica, necessaria perché emerga un desiderio soggettivato.

 
 


 

 

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