INTERVISTA A S. TURKLE (MIT BOSTON, USA)

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30 novembre, 2012 - 14:19

Rifacendoci alla psicoanalisi francese ed in particolare a Lacan e all'influenza di Desoussier ed al concetto di significato e significante, qual è l'aspetto considerato nei suoi studi sull'interazione uomo-macchina?

Conosco la psicoanalisi francese per un lungo studio fatto negli anni '70 in Francia, quando nel pieno del '68 imperversava l'infatuazione verso Freud, anche se la mia analisi personale è avvenuta a Boston presso degli psicoanalisti classici. Nella mia analisi io osservo attentamente il significato e non il significante. Non guardo alla tecnologia ma al significato di questa, non all'oggetto in sé ma a quello che evoca. Indubbiamente bisogna privilegiare il significato umano che circonda le cose che animiamo con la tecnologia, quindi porsi delle domande del tipo “Chi siamo?”, “Chi è un bambino?”, “Cosa è una relazione?”, etc.

Cosa ne pensa della possibilità di considerare la virtualità come una parte del mondo reale e di guardarla secondo Jaspers per distinguere ciò che è fisiologico da ciò che è patologico?

Ritengo che non sia corretto operare una distinzione tra reale e virtuale: abbiamo una realtà fisica ed una virtuale. La comunicazione che può avvenire via Internet è reale ed ha delle conseguenze sui miei sentimenti, sul mio spazio di pensiero, anche se ritengo che essa sarebbe più ricca se ci incontrassimo vis a vis.

Quali patologie psichiche della nosografia tradizionale possono aggravarsi e quali potrebbero ritrovarsi solo nella rete (es. molti tratti paranoici si slatentizzano e peggiorano tramite l'uso della tecnologia?

La rete è un posto dove le patologie psichiche si manifestano con tipologie talvolta classiche talora meno. E' molto difficile però quando si è connessi poter dire facilmente è un DOC, è un'isteria. Ritengo che a tal proposito sarebbe più utile se i clinici conoscessero meglio il medium e per cui sarebbero in grado di aiutare meglio i pazienti.

Qual è l'impatto sullo sviluppo dell'identità del bambino delle innovazioni tecnologiche (animali e bambole robot)?

Non ce l'ho con i giocattoli elettronici, che ritengo siano anche divertenti, ma penso che siamo ancora agli albori della conoscenza in questo campo e sottovalutare l'impatto sulla vita dell'uomo di tali innovazioni sia stupido. L'impatto di tali innovazioni tecnologiche su bambini ed anziani può essere devastante, in quanto si legano e si attivano delle fantasie di essere conosciuti ed essere amati da tali robot: c'è della finzione ed è triste che vengano in tal modo tradite le aspettative di riconoscimento di queste persone, causando con ciò gravi problemi psicologici.

E' avvenuto definitivamente il passaggio dalla cultura psicoanalitica classica a quella delle innovazioni tecnologiche?

Noi abbiamo bisogno degli strumenti per capire la comunicazione, la complessità delle relazioni, ora più di prima. Pertanto, attualmente, il bisogno di una cultura psicoanalitica e psichiatrica diviene più urgente, al fine di scoprire il significato di questi oggetti.

Il computer invita alla perfezione: in che senso?

La seduzione del computer ed in generale di qualunque cosa che sia computazionale fornisce un medium dove si tenta di raggiungere una situazione di perfezione. Questa seduzione può spingere maggiormente alcuni individui per motivi psicologici a cercare quindi un medium dove potersi misurare.

Le emozioni nella realtà virtuale sono reali o virtuali?

La gente ha solo un tipo di emozioni ed è di queste che si deve tenere conto nello studio della interazione uomo-macchina, che deve partire da un'approfondita ed esaustiva analisi imprescindibilmente effettuata da psicologi e psichiatri.

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