INTERVISTA A ROMOLO ROSSI: sul cambiamento della psicopatologia

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13 aprile, 2019 - 17:11

POL.it: La sessione plenaria della giornata di mercoledi e stata incentrata sul cambiamento della psicopatologia, lei ci ha parlato del cambiamento dello psichiatra.
Romolo Rossi: Il problema che si poneva era del cambiamento della psichiatria, da un po’ di tempo mi ero formato l’idea che non fosse tanto la psichiatria a cambiare quanto lo psichiatra e che lo psichiatra cambi secondo un modello che e’ il modello darwiniano. La metafora e’ quella del cambiamento della specie, in definitiva nello psichiatra ci sono due elementi, cosi’ come nel cambiamento della specie c’e’ la variabilita’ biologica specifica da un lato e la variabilita’ ambientale, cosi’ nello psichiatra c’e’ la variabilita’ personale che e’ dovuta alla esigenza da parte dello psichiatra di uno statuto scientifico, perche’ il suo problema e’ quello di avere uno statuto scientifico debole, e dall’altra parte la variabilita’ ambientale che riguarda l’evoluzione e il cambiamento delle scienze che circondano la psichiatria. Dato che la psichiatria non si riconosce in genere in uno statuto scientifico autonomo e deve ricorrere a statuti scientifici esterni e quindi modificarsi via via a seconda della modifica di questi statuti scientifici esterni, lo psichiatra deve fare questo.
Ne consegue che dall’inizio della psichiatria a oggi ci sono state una serie di evoluzioni, io ho cercato di individuare delle caratteristiche dello psichiatra, in base agli statuti scientifici esterni del momento e in base ad una serie di atteggiamenti e comportamenti generali dello psichiatra che si possono riassumere in items, e’ venuto fuori una specie di DSM che parte dalla nascita della psichiatria. La psichiatria non nasce ne dalla demonologia medioevale ne dalla saggezza dei filosofi, nasce dai narratori, la psichiatria che nasce in Francia, la nostra psichiatria nella seconda meta’ dell’ottocento (basta citare Morel, De Clearembaud, Serieux e Capgrass) e’ un derivato della narrativa, Balzac e’ il fondatore della psichiatria moderna, per cui la prima categoria, che recupera la sua autonomia dalla liberta’ narrativa, e’ quella dello psichiatra narratore, lo psichiatra narratore e’ rappresentato da diversi psichiatri, beninteso che ognuna di queste categorie perdurano ancora adesso, come sempre senza schemi troveremo un po’ dell’una un po’ dell’altra nei diversi psichiatri attuali. Lo psichiatra narratore, che e’ De Clearembaud, e’ l’antropofenomenologo, si basa su un’istanza narrativa ed ha naturalmente pregi e difetti del narratore, in quanto lo psichiatra non fa il mestiere del narratore ne il narratore fa il mestiere dello psichiatra, si tratta di una contaminazione molto feconda.
Poi c’e’ tutta la serie delli psichiatri positivisti-linneiani, caratteristica e’ in questo senso l’impostazione di Kraepelin, che in fondo ha lo stesso statuto di Linneo salvo che Linneo ovviamente ha dei dati piu’ concreti da mettere in gioco, due ali, quattro zampe, torace, mentre Kraepelin con questo statuto costituisce le grandi categorie Dementia Praecox, Psicosi Maniaco-Depressive, che sono dei massi, dei monumenti, che ancora adesso non riusciamo a smuoverli, che hanno chiarito molte cose ma da un lato hanno fossilizzato e in qualche modo congelato la psichiatria. Viene poi il positivismo classico della causa ed effetto, anche se puo’ sembrare paradossale Freud ne e’ un rappresentante fondamentale e poi viene il positivismo sociologico, piu’ moderno che imposta ancora diversamente le cose. Finche’ poi andando avanti procediamo fino alla dipendenza dal biologismo, ma lo psichiatra biologo o neurofisiologo o neurochimico, neurogenetista in realta’ e’ un divulgatore di queste scienze, deve portare queste scienze semplificate e divulgate con dei criteri anomali di certezza che queste scienze non hanno e che verrebbero rifiutati se noi glielo attribuissimo e in altre parole uno psichiatra dilettante di scienze neurobiologiche e neurofisiologiche, che cerca di applicarle alla clinica, e’ nella clinica che egli e’ professionista.
Fino ad arrivare al vero neolinneianismo, al neoclassificatorismo dei DSM e infine si arriva allo psichiatra dimissionario di oggi, dimissionario beninteso dalla psichiatria, nel senso che e’ uno psichiatra amministratore- burocrate, in genere efficiente, molto utile ma che ha dato le dimissioni dalla psichiatria, ed e’ lo psichiatra medio di oggi italiano dei servizi e delle strutture. Ognuna di queste categorie o dimensioni ha degli items e gli items li ho descritti.

POL.it: Il suo intervento ha suscitato in sala numerosi applausi ed un forte impatto emotivo, per quale ragione?
Romolo Rossi: Forse sono stati questi items che hanno provocato tante risposte emotive, perche’ mettendo degli items precisi ognuno tende a riconoscersi e a disconoscersi in qualcuno di questi per cui cio’ha smosso tante emozioni prima ancora che valutazioni razionali, credo che questo possa essere utile per mettere in moto una serie di considerazioni generali sulla propria identita’, sul guardare se stessi e capire che cosa si e’, come si agisce e come ci si evolve. 

(a cura di G. Bergamino)

 

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