Antigone senza Edipo. Relazione padre/figlia tra possesso, idealizzazione e rinuncia

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10 ottobre, 2012 - 16:35

Con "Antigone senza edipo", un'affermazione apparentemente contraddittoria, M.I.Wuehl, analista del CIPA e membro del Consiglio dei docenti della Scuola di Psicoterapia , ha inteso evidenziare una particolare relazione padre-figlia sulla quale pochi autori si sono interrogati, in cui il padre utilizza la figlia ponendo un'ipoteca sul capitale energetico di lei, al fine di colmare il proprio vuoto interiore conseguente al suo complesso materno negativo.

Declinando il mito con un caso clinico, quello di una ‘figlia di Edipo' giunta nella stanza dell'analista, la relatrice ha sottolineato la differenza tra padre reale e contenuti archetipici dell'immagine paterna, in un gioco dialettico, specifico del pensiero junghiano, tra piano simbolico e piano reale. E' l'imago di un padre-spirito, non il padre biologico, che ha rinchiuso la paziente in un tempo ciclico in cui tutto non poteva che ripetersi. Per le ‘antigoni' il legame tra padre e figlia è un involucro narcisistico che agisce da falso Sé, un Sé di sostituzione. Anziché differenziarsi l'uno dall'altra padre e figlia restano bloccati nell'immaginario che li racchiude nell'illusione di essere ‘uno' in due.

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