PSICOPATOLOGIA SESSUALE
Sessualità e disturbi psicosessuali
di Stefano Sanzovo, Carlo Rosso

Disforia di genere in età pediatrica

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20 marzo, 2016 - 22:21
di Stefano Sanzovo, Carlo Rosso

I giornali, i media ci stanno sempre più presentando storie di bambini che fin da piccoli sentono che la loro identità sessuale non corrisponde al loro sesso naturale. E molti di loro vengono supportati dai  genitori, che li aiutano a presentarsi coll’identità che sentono propria, sia nel nome che nell’abbigliamento. E’ un atteggiamento corretto?
Olson e colleghi, del dipartimento di psicologia dell’Università di Seattle,  hanno studiato 73 bambini, tra i 3 e i 12 anni, che si trovavano in queste situazioni, e li hanno paragonati ad altrettanti bambini che non  dimostravano una disforia di genere. I pochi studi presenti sulla disforia di genere tra i bambini riportavano spesso sintomatologia ansiosa e depressiva tra loro, probabilmente effetto  dello stigma, in un’identità non supportata dai genitori e dall’ambiente circostante. In questo studio le quote di ansia e depressione lamentate dai pazienti o riferite dai genitori sono basse e sovrapponibili tra i due gruppi. Quindi il supporto sociale di questi bambini annulla la sintomatologia psicopatologica che altri studi legavano alla disforia di genere apparsa in tenera età. C’è da dire comunque che tutti i soggetti di questo studio manifestavano un’identità binaria, ovverossia si riconoscevano o maschio o femmina. Nessuno di loro presentava una disforia tale da non identificarsi in un sesso definito. E tutti hanno ricevuto un adeguato supporto sociale, ovvero dei genitori che hanno dato loro un nome, degli abiti, un’identità relativi non al sesso riconosciuto ma a quello percepito. Da notare che tutti i soggetti dello studio sono nativi degli Stati Uniti e del Canada. Nessuno ha riferito episodi di abuso. Tutti i genitori hanno dimostrato di essere sufficientemente informati sulle manifestazioni dei bambini transgender. E alta era la confidenza all’interno di tutte le famiglie.  Per certi aspetti, gli stessi autori ammettono che i partecipanti allo studio erano davvero unici, e si chiedono se in altri ambienti o in altre nazionalità si sarebbero verificati gli stessi comportamenti, e quindi si fossero avuti gli stessi risultati.

Olson KR, Durwood L, DeMeules M, et al. Mental Health of Transgender Children Who Are Supported in Their Identities. Pediatrics. 2016;137(3):e20153223, 1-10.

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Commenti

Grazie, molto interessante.
Io conoscevo solo i lavori anche epidemiologici di Di Ceglie.


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