EVULVANDO
Comizi d'Amore del III Millennio
di Ilaria Cerioli

Verifica orale

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29 aprile, 2018 - 17:53
di Ilaria Cerioli

Le mie gambe sono aperte per accogliere tra le cosce il suo viso, colla sua bocca che risale lenta verso l’inguine. Io amo l’istante preciso in cui quella lingua arriva al clitoride, perché è come se mi toccasse dire di no pur non volendolo fare; ed è eccitante sottomettersi all’ineluttabilità del peccato. Però accenno alla ribellione, con una messa in scena che, se non ci fosse lui a tenermi i polsi, potrebbe anche tramutarsi in azione concreta: quale bellezza umida è pensarsi in balia e senza via di fuga (“ecco, mi ha bloccata, inchiodata al letto, incurante delle mie proteste e ben consapevole che tra poco proprio loro si trasformeranno in una invocazione”). Forse non è altro che un opaco riflesso di quella prima e lontana prima esperienza, quando tutto ancora sorpresa, timore, repulsione e desiderio. Mi piace pure avvertire la ruvidezza delle guance, che scorticano la pelle più delicata e protetta, lasciando sottili striature rosse, piccole rette composte da tanti puntini colore del sangue.
Adesso stringo i muscoli delle natiche, e sollevo il bacino in direzione della sua bocca. E mi offro tutta, percependo il mio desiderio crescere; e non mi importa dell’odore diventa acre e pungente, delle grandi labbra che pulsano, dell’umore che cresce e inonda il suo palato, Perché la mia attenzione è tutta riservata all’ascolto del clitoride che si gonfia. E non c’è null’altro, e non mi interessa se a lui piaccia oppure no. Esigo l’orgasmo, presto e senza intralci; voglio sentirlo crescere dentro di me, forte, potente ed esagerato, sfrontato e senza freni.
Perdio, muovi più velocemente quelle dita; perdio fai la stessa cosa con quella lingua! Scava a fondo e osa. Non avere paura di farmi male!
Solo ora posso davvero lasciarmi andare, e in quel preciso istante il respiro si tronca e il cuore si ferma; e un grido che viene dal profondo del tempo sale su dalla pancia fino alle gola, e risuona e rimbomba tutto attorno. Sentano pure i vicini di casa, che m’importa? In questo momento io sono solo corpo, sono solo esplosione di vita ed energia.
Solo adesso, solo alla fine del mio piacere lecco quelle labbra e quella lingua che sanno di me. Lecco avidamente le sue guance intrise del mio odore e lascio che le nostre bocche si uniscano e le salive si fondano. Voglio bermi esattamente come ha fatto lui. Provare quella vischiosa libidine che sa di mare.    

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