SPAZIO JUNG
Psicoanalisi e Psicologia Analitica
di Alessandro Raggi

SPAZIO JUNG: spazio a Jung!

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7 dicembre, 2019 - 16:58
di Alessandro Raggi
Oggi con Psychiatry on Line Italia inauguriamo uno spazio dedicato a Carl Gustav Jung, alla psicologia analitica, alle sue più recenti diramazioni teorico-cliniche, alla sua dimensione culturale, intellettuale e divulgativa.
 
MI PRESENTO
Sono psicologo, psicoterapeuta e analista junghiano e sono stato allievo di Aldo Carotenuto, che fu tra i massimi esponenti dello junghismo internazionale. Ricopro attualmente l’incarico di Vicedirettore della Scuola di psicoterapia analitica AION di Bologna per la quale sono docente (autorizzato MIUR) per le materie: “psicologia analitica” e “insegnamenti post-junghiani”. Sono anche fondatore e direttore del Centro di Psicoterapia e Psichiatria PSICOTERAPICAMENTE con Sede a Napoli, Milano, Varese. Ho pubblicato alcuni libri e degli articoli, sia scientifici che divulgativi. Per chi fosse interessato a conoscermi meglio questo è il link al mio sito www.psicheanima.it
 

SPAZIO A JUNG
Poche figure restano controverse quanto Carl Gustav Jung lo è tuttora per la psicoanalisi, la psicologia e più in generale per la cultura del XX° secolo.
Di Jung, e su Jung sino ad oggi si è detto tutto e il contrario di tutto: psichiatra-astrologo, allievo-rivale-successore di Freud, libertino-conservatore, filonazista-progressista, scienziato-profeta, gnostico, mistico, pagano. Inviso alla dottrina cristiana, guardato con diffidenza dal mondo scientifico, ostracizzato da gran parte del mondo psicoanalitico, di contro, osannato per decenni dal movimento new age.
I suoi concetti hanno influenzato il pensiero e l’opera di ricercatori, scienziati, registi, artisti, musicisti, numerosi grandi della letteratura – Herman Hesse, Thomas Eliot, Cesare Pavese, etc. – si sono ispirati alle sue idee.
 
Alcuni termini coniati da Jung come “archetipo”, “inconscio collettivo”, “estroversione-introversione”, “complesso”, hanno avuto un impatto così permeante sul nostro modo di pensare da essere entrati nel linguaggio corrente, anche se con accezioni diverse e semplificate rispetto al loro significato autentico. Prossimamente su questa rubrica osserveremo assieme, più da vicino, alcune di queste “parole junghiane”.
 
SCOPO DELLA RUBRICA
L’intento di SPAZIO JUNG è principalmente quello di contribuire alla divulgazione – in special modo tra i colleghi con altri modelli di riferimento, psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, psicoanalisti – del pensiero junghiano e post-junghiano: così ricco di stimoli, spunti di riflessione, prospettive conoscitive, intuizioni cliniche, da meritare un maggiore spazio rispetto a quello che sinora gli è stato riservato, specialmente in ambito accademico.
 
JUNG: CONOSCIUTO O SCONOSCIUTO?
Una certa parte più “ortodossa” del mondo junghiano (paradossale se pensiamo all’”eterodossia” che caratterizza l’opera junghiana), ha contribuito non poco all’emarginazione di Jung (e specialmente delle idee di Jung) dal dibattito scientifico psicoterapico e psicodinamico, sia stressando eccessivamente gli aspetti più esoterici delle sue teorie, sia – vice versa – giungendo a rinnegare la propria appartenenza intellettuale e teorica, nonostante una dichiarata inclusione in ambiti istituzionali junghiani. Paradossi della psicoanalisi.
 
Per fortuna alcuni validi manuali (Lingiardi, 2014) non esitano più a includere pienamente le prospettive junghiane nell’orientamento psicodinamico attuale. Il lavoro, ad esempio, di autori come Innamorati (2000, 2013), sta contribuendo a restituire a Jung una dimensione storica e culturale più realistica; altri autori, tra i quali Fabj (2014, 2018), stanno producendo inequivocabili evidenze circa la contiguità (meglio sovrapposizione) tra concetti psicoanalitici contemporanei, che Jung aveva già rappresentato a inizio ‘900 in maniera non solo analoga: identica. Vedi, ad esempio, il concetto junghiano di “proiezione attiva” e l’“identificazione proiettiva” nella descrizione di M. Klein (Fabj, 2009).
In pratica, si sta rendendo evidente ciò che scrisse Samuels (1985) a proposito degli “junghiani inconsapevoli”, delle affinità, somiglianze, equivalenze, tra molte proposte junghiane e altrettanto numerose prospettive di altri autori: tra cui Klein, Bion, persino Lacan, che pur dichiarando un’avversione verso le teorie junghiane, in non pochi passaggi formula concetti che sembrerebbero, invece, rinviare a un’assimilazione e riproposizione rilevante di quelle nozioni.
 
Crediamo, insomma, che una maggiore e migliore conoscenza della psicologia analitica e una riflessione su di essa, possa ben inserirsi nel dibattito contemporaneo sulle psicoterapie, la clinica, la psicoanalisi.
 
CONTRIBUTI E ARTICOLI PER LA RUBRICA
Spazio a Jung dunque! Spazio ugualmente al contributo di colleghi che intendano proporre un proprio lavoro, un articolo, una lettera, ogni tipo di materiale pubblicabile che possa arricchire la reciproca esperienza e conoscenza sul tema. Sono benvenuti testi clinici, teorici, considerazioni attuali e inattuali, serie e semi-serie, revisioni critiche, recensioni, su qualsiasi argomento che possa riguardare (o anche solo sfiorare) la psicologia analitica, a partire da Jung, passando per i post-junghiani, sino ad oggi. Saranno anche pubblicate lettere, interviste e commenti di colleghi junghiani o filo-junghiani.
 
Ci auguriamo che gli articoli possano essere di stimolo agli utenti registrati che potranno commentare i testi, ci terrei molto personalmente a dare a questo spazio la fisionomia di un luogo di scambio, di vivace curiosità, di scoperta reciproca.
 
Potete inoltrare le vostre proposte di contributo per la rubrica SPAZIO JUNG a a.raggi@psicoterapicamente.it (per le modalità di editing consultare http://www.psychiatryonline.it/node/3391).
 
Le proposte di pubblicazione, previa revisione e accettazione, saranno pubblicate con eventuale mio commento al testo presentato.
Tutte le proposte inoltrate direttamente alla rubrica, saranno vagliate attentamente con la Direzione di PoL.it, anche al fine di collocarle nella sezione più idonea (per intenderci: le recensioni, così come gli articoli scientifici, potrebbero avere una collocazione nell’apposita sezione e non nella rubrica).




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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

  • Carotenuto A. (1995), Jung e la cultura del XX secolo, Bompiani, Milano.
  • Fabj L.V. (2009), Alchimia dell’Immagine, L’alchimia e il transfert: Jung e la Klein, Paolo Emilio Persiani Editore, Bologna.
  • Fabj L.V. (2013), Jung e la Fenomenologia i Vissuti Psicopatologici Fondamentali, Paolo Emilio Persiani Editore, Bologna.
  • Fabj L.V. (2018), Introduzione alla lettura e allo studio del pensiero di Carl Gustav Jung, OM edizioni, Bologna.
  • Innamorati M., Trevi M. (2000), Riprendere Jung, Bollati Boringhieri, Torino.
  • Innamorati M. (2013), Jung, Carocci editore, Roma.
  • Lingiardi V. Gazzillo F. (2014) La personalità e i suoi disturbi, Raffaello Cortina, Milano.
  • Samuels A. (1985), Jung e i neo-junghiani, Borla, Roma, 1989.
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