Narciso a tavola: l’anoressia nervosa nel maschio

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14 gennaio, 2013 - 14:36

Convegno Nazionale "Narciso a tavola: l’anoressia nervosa nel maschio" Definizione, ricerca, ipotesi di trattamento 28 Gennaio 2005 Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Milano — Bicocca — Monza. Abstract e Report a cura di M. Dellepiane e E. L. Fiscella

 

"Il corpo è l’oggetto psichico per eccellenza,

il solo oggetto psichico"

(J.P.Sartre, L’essere e il nulla)

 

 

Prof. Italo Carta "Il corpo infame: fenomenologia e psicopatologia"

Il titolo di questa relazione è in parte ispirato al titolo di un saggio sul tema dell’anoressia, il cui autore è la Dott.ssa Pierrette Lavanchy, "Il corpo in-fame", che tratta esclusivamente dell’anoressia nel sesso femminile. Quando all’anoressia si rivolga uno sguardo guidato da categorie fenomenologiche, questa patologia rivela degli aspetti diversi dai rilievi che vengono fatti qundo ci si preoccupi esclusivamente di evidenziare la situazione espressa nei comportamenti dei soggetti malati. Lo sguardo del fenomenologo, infatti, è rivolto al vissuto del corpo, quindi a tutto quello che concerne la rappresentazione mentale soggettiva di una corporeità inscindibilmente legata alla rappresentazione di essa. Indubbiamente nell’anoressia i soggetti che ne sono affetti abitano il loro corpo alterandone in modo drammaticamente devastante la sua rappresentazione. Nei casi in cui la patologia anoressica è vissuta ed espressa in soggetti di sesso maschile, sembra opportuno fare alcune considerazioni, sia pure di carattere generale, che riguardano gli stereotipi culturali che orientano e configurano anche la rappresentazione del corpo nei maschi, ponendoli a confronto di stereotipi culturali che modellano la rappresentazione del corpo femminile. E’ ben noto che questi stereotipi variano nel tempo e risentono di costumi e di mode; l’emergenza dunque di una casistica di disturbi anoressici nel sesso maschile deve tenere conto delle influenze culturali che modellano la rappresentazione del corpo virile e delle mode e delle abitudini che per alcuni versi riducono la distanza tra maschile e femminile, non solo sul versante dell’esteriorità ma anche su quello dei vissuti che connotano tali esperienze.

Può essere interessante fare una riflessione orientata da una visione psicodinamica del problema, che assimila l’anoressia a certe forme di perversione, e riconosce una struttura perversa agli anoressici "incentrata sulla pretesa di un corpo feticcio, da riplasmare secondo regole diverse da quelle decise dalla natura". Si potrebbe quindi ipotizzare l’esistenza di un percorso mentale feticistico nei maschi anoressici conforme ad una sorta di mappa immaginaria, simile a quella da cui sono guidate le donne nell’attuazione delle loro condotte anoressiche.

 

Prof. Mario Bartolini, Dott.ssa Delia Albanese, Dott.ssa Raffaella Cerreti "L’anoressia mentale maschile in adolescenza"

Il lavoro si propone di sviluppare il tema dell’anoressia nervosa nei maschi in pre-adolescenza ed adolescenza. Viene messo in evidenza il rapporto fra tale patologia de i processi che protano alla costituzione dell’identità di genere ed illustrato un caso clinico dove appaiono svolgere un importante ruolo etiopatogenetico angosce arcaiche di incorporazione dell’oggetto. In base all’esigua casistica di pazienti (4 casi) di sesso maschile affetti da AN raccolta nel loro reparto di Neuropsichiatria infantile, si è riscontrato nell’Anoressia femminile una tendenza all’utilizzo spasmodico di attività motoria per ridurre il peso corporeo ed un’iperattività intellettiva, con un evidente disequilibrio fra un corpo mortificato ed ascetico ed un cervello ipertrofico; nell’Anoressia maschile, invece, vi sarebbe una sotra di condotta antitetica, una sorta di ipomotilità estrema, che rende statico sia il corpo che il volto, ed una tendenza ad evitare l’attività di tipo scolastico.

 

Prof. Paolo Santonastaso "Maschile e femminile nell’anoressia nervosa: quali differenze?"

L’Anoressia Nervosa nei maschi, a causa della sua bassa prevalenza, è un disturbo ancora poco considerato nella letteratura scientifica. Anche in una prospettiva storica, mentre sono attestate descrizioni di comportamenti simil-anoressici nelle sante digiunatrici, sono molto rari i casi in cui simili comportamenti sono stati descritti nel sesso maschile. I pochi lavori che hanno confrontato le caratteristiche cliniche dell’AN nei maschi con quelle delle femmine non hanno rilevato sostanziali differenze per quanto riguarda la gravità dei sintomi, la comorbidità e l’evoluzione. In questo intervento si riportano i dati, rilevati attraverso intervista strutturata e questionari (EDI, BAT,TPQ Cloninger, SCL90), relativi ad un campione consecutivo di 25 soggetti di sesso maschile che hanno richiesto una visita al Servizio per i Disturbi del Comportamento Alimentare dell’Azienda Ospedaliera di Padova. I dati vengono confrontati con quelli relativi a soggetti di sesso femminile, appaiati per età e classe sociale. Si è riscontrata nell’AN una maggiore iperattività nel maschio, così come una maggior frequenza di abuso di sostanze e di TS, mentre nelle donne sarebbe più forte il desiderio della magrezza ed il senso di inefficacia. Nessuno degli uomini con diagnosi di BN aveva una precedente storia di AN.

 

Prof. Giorgio Rezzonico, Prof.ssa Maria Grazia Streppafava "Orientamenti della ricerca nell’Anoressia Maschile"

La presenza di problematiche relative all’alimentazione inizia ad essere rilevante con frequenza sempre maggiore anche negli uomini. Sono state di recente condotte numerose ricerche sui diversi aspetti coinvolti in questo tipo di disturbo quali, ad esempio, difficoltà con l’immagine corporea (Pape, Allen 1995), (Pape, Katz, Hudson 1993, Pape et al. 1997) e la relativa messa a punto di diversi metodi e strumenti di indagine (Grinberg et al. 1990) o su aspetti più generali della personalità: il livello di perfezionismo, i sintomi ossessivo compulsivo, uno scarso riconoscimento delle emozioni (Davis, Scott-Robertson 2000).

Un’analisi del disturbo attraverso il concetto di "organizzazione di personalità" (Guidano, Liotti 1983; Guidano 1989,1991) può consentire una lettura integrata anche degli aspetti sopra menzionati.

 

Prof. Cesare Maria Cornaggia " La comorbidità: Disturbi dell’Umore e Disturbi del Comportamento Alimentare"

Nell’ambito degli studi riguardanti la comorbidità di Disturbi del Comportamento Alimentare e Disturbi dell’Umore, l’incidenza delle forme depressive oscilla fra una percentuale del 36% ad una del 54%. Tale incidenza obbliga ad affinare i criteri diagnostici per definire le modalità di trattamento ambulatoriali e/o ospedaliere. Si rende necessaria quindi l’integrazione tra il modello di trattamento della depressione e la terapia multicentrica dei DCA. Tale argomento verrà sviluppato sulla base dell’esperienza clinica degli ultimi cinque anni dei Centri Ospedalieri per il trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare (Ambulatori Ospedale San Gerardo, Monza-Ambulatori Azienda Ospedaliera Treviglio).

 

Presentazione casi clinici

Dott. Giorgio Odone "Il ciclista che passava col rosso"

Viene presentato il caso clinico di un giovane ragazzo di 17 anni, giunto all’osservazione del Centro Disturbi Alimentari di Treviglio nell’ottobre 2002 per anoressia nervosa, con alimentazione restrittiva, perdita rilevante di peso, preoccupazione per l’immagine corporea, iperattività, condotte di eliminazione (vomito), chiusura relazionale.

Il paziente ha effettuato in Day Hospital diagnostico, con effettuazione di esami ematochimici, valutazione nutrizionistica, psicodiagnostica e psichiatrica, che hanno portato alla diagnosi si anoressia nervosa. Sono state impostate terapie nutrizionali, psichiatriche (antidepressivi), psicologiche (psicoterapia individuale ad orientamento dinamico), di sostegno alla famiglia (colloqui, invio al gruppo di auto-aiuto per familiari). Infine viene riportata una sintesi a distanza di due anni dall’inizio degli interventi terapeutici.

 

Dott.ssa Lorena Santambrogio "Luigi: un caso di Anoressia Nervosa cronica"

Viene discusso un caso di anoressia nervosa cronica: nel caso esposto viene descritto il percorso terapeutico di un giovane di 28 anni con diagnosi di Anoressia Nervosa restrittiva. Il disturbo ha avuto il suo esordio all’età di 16 anni e da allora ha assunto un decorso cronico. Viene esposto il trattamento psicoterapico a partire dall’assessment e dalla formulazione del caso, delle strategie e delle tecniche terapeutiche. La durata di malattia (13 anni) e le caratteristiche di cronicità rendono il caso molto interessante nella sua complessità ma, allo stesso tempo, difficile e fonte di perplessità rispetto alla possibilità di un radicale cambiamento dal punto di vista sintomatologico.

 

Lettura magistrale

Prof. Eugenio Borgna "Il punto di vista fenomenologicoi nell’Anoressia maschile"

Un discorso fenomenologico sull’anoressia maschile non può non muovere dalla riflessione sui modi con cui il corpo, il corpo vissuto, si trasformi nella percezione che ne ha chiunque soffra di anoressia; ma è una percezione che en sembra essere profondamente diversanell’adolescenza maschile: nella quale sono forse meno presenti gli elementi legati alla Zeitgeist che hanno così drastica importanza nell’anoressia femminile. Nell’una e nell’altra, in ogni caso, riemerge la crisi radicale dell’esperienza del tempo: non c’è più futuro ma dilaga il passato. Il pensiero della complessità come cifra tematica del discorso.

 

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