Intervista a: Matteo Ferrari

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5 dicembre, 2012 - 19:18

 

organizzatore-coordinatore del Governo Svizzero

per la somministrazione controllata di eroina

 

Parla di quel che e' successo in Svizzera negli ultimi dieci anni e di quel che prevedono potra' sucedere nei prossimi dieci; parla soprattutto dei modelli che sono stati seguiti e di come e perche' la situazione si e' modificata.

 

Negli ultimi decenni ci si e' trovati difronte al problema di nuove sostanze, ma anche alla velocita' di proposta da parte del mercato di cose da consumare, fonti anch'esse di dipendenza, basti pensare ad internet o anche al "grande fratello", ai cartonianimati. La Svizzera si trovo' nuda nell'imediato dopo guerra, senza una politica pratica. Le droghe , sostanze stupefacenti, erano considerate dei farmaci e come tali venivano prescritte con la ricetta. Il primo morto per eroina viene censito in Svizzera nel '72, tanto per dire con una data il momento in cui ci si accorge che e' arrivato qualcosa di diverso.

Cosa fare, cosa non fare?

Nel '75 inizia la politica fondata sui "3 pilastri": repressione, prevenzione, recupero. La decisione di come poi praticamente regolamentarsi viene delegata ai singoli cantoni. Allora erano praticamente senza dati e senza conoscenze, quindi furono scelte strade diverse: alcuni cantoni mantennero una condotta piu' rigida, altri piu' tollerante, col risultato che cominciarono le migrazioni e le "scene aperte" nei cantoni piu' permissivi. In questo modo cominciarono a vedersi i "tossici", era come se avessero l'esigenza di dire "noi ci siamo, se c'e' un posto dove possiamo stare alla luce del sole ci andiamo, usciamo dall'ombra". A questo punto il governo centrale interviene convocando la prima assemblea nazionale sull'argomento e facendo studi e ricerche, coordinando i vari cantoni. Vengono coinvolti operatori come medici ,assistenti, infermieri, ma anche polizia, magistrati genitori.

Nell'80 la decisione e' di agire su 4 fronti, si aggiunge il piu' importante: la riduzione del danno; per recuperare la dignita' del tossicodipendente: gia' uscire dalla tossicomania e' una stada faticosa, avere un progetto di vita, se si e' in uno stato di degrado fisico ed emarginazione sociale e' certamente ancora piu' difficile. Si cerco' inoltre di informare e responsabilizzare l'utilizzatore di sostanze stupefacenti rispetto ai rischi, e di informare anche la popolazione, i genitori, i cittadini in genere, perche' avessero meno paura e potessero capire e affrontare meglio il problema.

Ma nel '91 Zurigo, la citta' piu' grande, si fece avanti chiedendo aiuto. Ormai si trovava difronte ad un'invasione di "scene aperte" non piu' tollerabili per la cittadinanza, per non parlare dell'aumento delle infenzioni da HIV, della diminuzione della qualita' della vita per lo spaccio, i furti, la prostituzione. Chiese di poter fornire l'eroina per tentare di arginare tutti questi fenomeni legati alla ricerca e all'acquisto della sostanza. Per due anni si lascio' in sospeso. Poi venne presentato un programma scientifico, approvato dall' Organizzazione Mondiale della Sanita'. Per tre anni vennero portati avanti 15 progetti sperimentali scientifici di distribuzione di eroina, con il chiaro intento di raccogliere dati e per verificare se gli obiettivi iniziali erano stati raggiunti.

L'esperienza fu cosi' positiva che il Governo nel '98 decise di consolidarla: da allora non e' piu' riduzione del danno, ma terapia. E' un trattamento terapeutico, valutato ovviamente da persona a persona. Il costo della sostanza (che corrisponde al 10% dell'intero trattamento) e' di circa 5 Fr/gr (6000£), considerando le spese di trasporto (non viene prodotta in Svizzera) e dei controlli di laboratorio.

Alla fine del '99 su circa 35000 tossicodipendenti 18000 erano in trattamento con metadone e piu' di 1000 in trattamento a base di eroina.

 

Domanda: Con quale criterio si scelgono i soggetti per questa terapia e si differenziano, ad esempio, da quelli da trattare con metadone?

Risposta: si valuta da caso a caso, comunque i soggetti devono aver compiuto i 18 anni, avere alle spalle almeno 2 anni di eroinomania e devono avere fatto gia' almeno altri due tentativi terapeutici alternativi, metadone incluso.

Domanda : Il mercato nero di eroina e' mutato? Ci sono state modificazioni nella domanda e nell'offerta?

Risposta : Non ci sono ancora dati statistici precisi e scientifici, ma sicuramente il prezzo dell'eroina da strada ultimamente e' rimasto piuttosto basso ed e' diminuito il piccolo spaccio da parte dei tossicodipendenti: soprattutto ci sono meno " vecchi" (che sono quelli che accedono piu' facilmente al programma) che hanno l'esigenza di iniziare nuovi giovani, per guadagnarsi la dose.

Domanda : Non c'e' il pericolo che anche persone poco interessate al fine terapeutco cerchino di rientrare nel programma per procurarsi piu' facilmente la droga o che, magari, falliscano appositamente altre terapie, per arrivare poi all'eroina?

Risposta : A me non pare. Posso dare una risposta anedottica.

Quando abbiamo dovuto escludere da un programma a numero chiuso la meta' di quelli che si erano presentati per aderirvi, tutti gli esclusi (tramite sorteggio) hanno accettato di partecipere ugualmente alla parte di monitoraggio e controllo nei mesi seguenti, pur senza avere l'eroina da noi, ma dovendosela procurare autonomamente. Questo mi sembra indicativo di come la terapia puo' essere intesa in modo diverso dall'astinenza. Per di piu' la maggior parte di questi ragazzi non era mai entrata, prima di allora, in contatto con i servizi.

 

In questi ultimi dieci anni la popolazione ha respinto due referendum di segno opposto uno chiedeva di fare marcia indietro su tutto (proibizionismo nudo e crudo) l'altro proponeva la liberalizzazione di tutte la droghe (vendibili nei negozi).

 

 

 

 

Per ulteriori informazioni in merito si rimanda al sito : www fuoriluogo.i

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