Anna Grazia (Bologna) - Pompeo Martelli ( Roma)

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3 dicembre, 2012 - 20:22

 

LA COMUNICAZIONE NELL'EPOCA DELLA GLOBALIZZAZIONE.
(Anna Grazia)

Affrontando il tema in questa tavola rotonda, mi preme sottolineare
alcuni punti della comunicazione attraverso la rete Internet,
soprattutto centrati sugli aspetti trans-culturali e linguistici,
all'interno di quel processo,iniziato con l'evoluzione tecnologica dei
mass-media a partire dagli anni cinquanta, noto attualmente con il
termine coniato dai sociologi: 'globalizzazione'[globalization]. Da più
parti si sente affermare il concetto che viviamo in un'era in cui la
vita sociale è per lo più determinata da 'processi globali' nei quali si
stanno dissolvendo le culture nazionali, le economie nazionali e i
confini nazionali.
Il materiale presente in Rete è effettivamente in larga misura prodotto
negli stati occidentali (anche se l'ambiguità del termine 'occidentale'
è tale che non sappiamo più se ci riferiamo ad un ambito 'politico' o ad
uno squisitamente culturale) ed espresso in lingua inglese a
dimostrazione di una 'dominazione' in questo caso della cultura
anglosassone.
Questo stile 'comunicativo' da alcuni ritenuto
pericolosamente'omogeneizzante' è ritenersi una caratteristica comunque
transitoria, perla possibilità dell'accesso della Rete aperta anche alle
minoranze etniche e linguistiche (Curdi, Ciprioti, Lapponi, Palestinesi
ecc...);
Secondo aspetto: il materiale presente on-line in Internet - realtà
anche questa in rapida evoluzione - come gli scambi nelle
m-list(prevalentemente organizzate per argomenti d'interesse, dove
vengono 'persele rispettive appartenenze geografiche) è comunque
estremamente eterogeneo poiché proviene da ambiti culturali anche
estremamente diversi tra loro, (gruppi politici, associazioni
solidaristiche, minoranze etniche)
Un altro elemento cardine dei processi di 'globalizzazione' è che ciò
che necessita come presupposto per il dialogo cross-culturale è il
'rispetto delle differenze': ovvero dovremo imparare ad "essere diversi
insieme". La civiltà dovrebbe essere costruita dalla collaborazione e
dalla compassione, in un clima sociale in cui le persone che
appartengono a gruppi diversi possono entrare in rapporto le une con le
altre rispettandole singole differenze culturali, etniche e religiose.
Significativo è lo slogan non a caso presente sulle monete americane
"E pluribu unum" (Da molti, uno). Oppure secondo al definizione del
filosofo J. W. Gardner , bisogna poter pensare a "Un'unità che incorpora
le diversità".
E la comunicazione rete forse può contribuire a questo processo, in atto
su scala planetaria.

IL PUNTO DI VISTA ETNOPSICHIATRICO:
L'ESPERIENZA DELLA MAILING-LIST PM-EPPT
(Pompeo Martelli)

La pressione migratoria che dalla fine degli anni '80 sta investendo
l'Italia, provocata dalla diversa crescita demografica ed economica con
i paesi in via di sviluppo, dai conflitti bellici, dagli sconvolgimenti
politici e dagli avvenimenti catastrofici che hanno colpito in
particolare l'Africa e l'Europa dell'Est, pone seri problemi alle nostre
capacità di accoglienza. Non soltanto d'ordine giuridico-istituzionale,
nei rapporti con gli altri Paesi dell'Unione Europea in merito alle
modalità di intervento verso alcuni stati confinanti con l'Italia o nel
controllo e nella repressione della criminalità organizzata che veicola
passaggi di confine di persone disperate e sofferenti, ma con i sistemi
deputati all'assistenza ed in particolare con i servizi di salute
mentale dove l'impreparazione degli operatori a fronteggiare il ruolo
delle altre
culture e pressoché distribuita tra tutte le nostre Regioni. Sappiamo
che il lavoro clinico in questo nel campo si fonda essenzialmente
sull'integrazione di elementi psicodinamici e culturali manifestati dai
pazienti appartenenti a culture allogene. Il ruolo della cultura nella
determinazione del fenomeno morboso diviene così centrale
nell'organizzazione di modelli sintomatologici, nosografici, nelle
teorie eziologiche e nella codifica di tecnica terapeutiche.
Lo scopo che si è proposto Psychomedia con la costituzione di un'area
della rivista dedicata all'etnopsicologia e alla psichiatria
transculturale con relativa mailing -list (PM-EPPT) consiste
nell'attivare un spazio di riflessione, utilizzando le principali
risorse offerte dalla comunicazione in rete, velocità, economicità,
nuove forme di cooperativà professionale con la rinuncia ai tradizionali
mediatori del sapere scientifico ed il ricorso a più utili mediatori
culturali, in vista di produrre un corpo di conoscenze da riversare
nelle comunità locali a lfine di implementare o realizzare ex-novo
meccanismi di prevenzione e modalità terapeutiche del disagio psichico.
Si presenta infine un breve panoramica su altre analoghe iniziative a
livello internazionale.

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