Correlati Neurali della Coscienza (NCC) Correlati Neurali della Coscienza (NCC) Marcos Novak, University of California, USA

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11 novembre, 2018 - 11:50

Come definirebbe il suo lavoro?

Attualmente è un po' difficile da definire: da una parte io ritengo di essere un artista, dall'altra mi interessa poco classificarmi una rigida categoria. Penso che il concetto stesso di arte si è modificata in questi ultimi anni/ io faccio liquid architecture, ma allo stesso tempo faccio musica, scultura e così via. Non ci sono più dei confini netti tra le diverse forme artistiche, per cui le forme espressive tendono a fondersi.

Qual è l'importanza dei Correlati Neurali della Coscienza (NCC) per l'arte?

Per quanto concerne gli NCC, la evidenziazione di questi rappresenta uno dei più importanti traguardi che le neuroscienze stanno perseguendo. I limiti che presenta però l'attuale ricerca sono relativi agli obiettivi: poco importa trovare delle strutture statiche, anatomiche nelle quali potrebbe aver sede la coscienza, mentre avrebbe più senso cercare l'attività dinamica e quindi la funzione di queste strutture ed il "significato" dei processi mentali. E' come ascoltare una telefonata, sentendo le parole pronunciate dagli interlocutori, ma non comprendendo la lingua parlata da questi. Sono d'accordo con Hillman nella sua ricerca degli elementi dinamici che costituiscono l'attività mentale: la metafora è quella della mente come oggetto percepibile solo in movimento - se si fermasse non troveremmo niente. L'architettura è una costruzione complessa, ricca di aspetti dinamici e si arricchisce con il contatto e la fusione con i fenomeni e la cultura del mondo, come anche con il contatto con le neuroscienze e quindi anche con gli NCC.

Qual è l'importanza della dimensionalità nella concezione della realtà e della mente?

Nella realtà in atto vi sono numerosi problemi che non possono essere risolti con le sole tre dimensioni dello spazio; secondo i fisici il numero di dimensioni che descrivono la realtà vanno da 9 a 11, tutto dipende da quanto si vuole semplificare il numero di variabili che sono presenti nelle equazioni matematiche che rappresentano la realtà. Alcuni fenomeni non possono essere percepiti da noi poiché il numero di dimensioni che hanno è superiore a quelle che noi sentiamo. In matematica una dimensione è il numero di gradi di libertà di un sistema: per cui se devo rappresentare un punto nello spazio ho di bisogno di tre dimensioni che diventano sei se devo applicare delle rotazioni su tre piani e ancora se voglio considerare il colore devo aggiungere altre quattro dimensioni e così via aumentando la complessità del sistema. Ogni oggetto che ho nella mente ha molteplici dimensioni che lo rappresentano e pertanto secondo Hillman è uno spazio n-dimensionale.

Come sarà il futuro dell'arte e della tecnologia?

I cambiamenti esponenziali che sono molto ben descritti nell'ottimo libro di "The Age of Spiritual Machines" by Ray Kurzweil, che descrive in termini efficaci come tra una decina di anni vi saranno computer con capacità analoghe a quelle di un cervello e dopo altri anni a quelle di dieci, cento e cosi via fino a che saranno in grado di avere una spiritualità e dovranno essere trattati come esseri umani veri e propri. Ma più che i computer , è l'uomo quello che sta cambiando: la tecnologia sta divenendo ormai parte di noi ad ogni livello. Tutto il sapere tende a riunirsi in un unicum con implicazioni che a noi sono ancora per lo più ignote: se mando in rete un testo o un'immagine, questo verrà visitato da altre persone e si unirà ad altre menti. L'interconnettività di queste menti è a sua volta una mente, il cui funzionamento non è noto o prevedibile. Da ciò ne deriva la necessità di usare sempre più il prefisso "trans" (meta) che indica con grande efficacia questa tendenza all'espansione e alla fusione.

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