Intervista al prof. T. Scrimali, Università di Catania

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30 novembre, 2012 - 15:00

Qual è l'impatto della globalizzazione sulla salute mentale?
Sempre maggiore appare l'impatto, sulla salute mentale, di stili di vita competitivi e stressanti proposti, tramite una intensa pressione culturale, da media potenti e pervasivi. Esempio particolarmente eclatante è costituito dalla comparsa e diffusione di disturbi della alimentazione in Nazioni che hanno assunto di recente stili di comportamento e riferimenti culturali tipici dei Paesi industrializzati.
Un altro esempio illuminate è costituito dalla prognosi della schizofrenia, migliore nei Paesi in via di sviluppo piuttosto che in quelli avanzati. Ciò è dovuto ad un positivo effetto sul paziente schizofrenico di un buon supporto sociale e familiare e di un clima di vita meno stressante e competitivo. Sulla base di tale osservazione, emersa inequivocabilmente da studi autorevoli della Organizzazione Mondiale della Sanità, appare legittimo chiedersi se ha senso tentare di estendere ai Paesi in via di sviluppo stili di vita negativi e proporre successivamente trattamenti farmacologici costosi e spesso superflui. 
Sempre più importante appare dunque la possibilità di ancorare i progetto terapeutici, riabilitativi e di prevenzione del disagio mentale ai contenuti specifici delle culture locali 

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