INTERVISTA AL SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE ALLA SALUTE GUIDI

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30 novembre, 2012 - 14:31

Qual è la sua opinione sulla Consulta, Maj ritiene che la consulta possa rappresentare un momento di riappacificazione tra le due anime che stanno emergendo nella psichiatria italiana rispetto alla proposta Burani, per cui mi complimento per la sua posizione estremamente corretta. Cosa pensa che possa succedere?

Io credo che queste due anime esistano ancora e che sia giusto che esistano una, due, tre anime, che sono meno fondamentaliste che in passato. Sul passato manicomiale non si torna indietro, ma non dobbiamo nasconderci che molte persone che accusavano questo governo di volere riaprire i manicomi, cosa che non è affatto vera, hanno accettato manicomi occulti per più di venti anni, così il caso di San Gregorio Magno, riportato dai mezzi di comunicazione ne è in qualche modo una metafora.
Abbiamo migliaia di casi di manicomi non scritti come tali, ma di fatto le regole e il sistema è lo stesso, anzi peggio perché non c'è un nemico chiaro da superare.Ripeto questo approccio maturo, e lo abbiamo sentito questa mattina, per ottemperare ad una diagnosi seria, anche organica, perché spesso di strafalcioni se ne sono presi tanti, anche usando moderne tecniche diagnostiche, ma nulla può però eliminare il colloquio, l'empatia e poi anche coniugare il minimo degli psicofarmaci utili con psicoterapie brevi che però devono essere erogate per tutti e non possono essere scelte di elite.
Questo Osservatorio per decreto, di cui peraltro sono presidente può servire non a risolvere, ma certo a promuovere un percorso pieno di preoccupazione per quello che potrebbe accadere, ma non accadrà, di responsabilità e dove il passato, direi i passati di tutti possono servire a fare tesoro degli errori e non a scomunicare qualcuno…

Un'ultima domanda c'è il problema del privato sociale e delle strutture accreditate, io credo che il vero problema, e San Gregorio Magno ne è un esempio, sia la mancanza di regole, lei pensa che le nuove norme potranno permettere di avere delle regole certe e chiare per fare sì che la qualità del servizio erogato sia paragonabile tra pubblico e privato?

Io dico che intanto la cosa che ci deve interessare è il servizio, spesso il privato lavora come il pubblico ed il pubblico come il privato, parliamo della tecnica che si deve usare.
Certo non è semplice perché persino dei protocolli come quelli per un trapianto, che sembrano ferrrei, in realtà possono essere evasi, figurarsi in questo mondo così complesso che possiamo definire psichiatria.
Però io credo che il danno peggiore sarebbe rinunciare a dare una quanti/qualificazione dell'erogazione del servizio. 
Il servizio di psichiatria deve essere certificato come qualsiasi altro.
Se non facciamo questo, la Psichiatria sarà sempre la ruota di scorta della medicina in generale, e qualche volta utilizzata a scopi impropri. 

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