Intervista a Giovanni Giusto

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28 novembre, 2012 - 16:04

 

D: Artisticamente – Espressioni umane e terapie: due mondi a confronto e’ giunta ormai alla seconda edizione; vorrebbe illustrare che cosa ha spinto gli organizzatori a proseguire in questa interessante e,nel panorama dei convegni nazionali, piuttosto "unica" iniziativa, ma allo stesso tempo impegnativa sia da un punto di vista culturale e scientifico che organizzativo? Inoltre, la formula e’ stata mantenuta pressoche’ invariata o ci sono state modifiche, suggerite anche dall’ esperienza passata?

R.:L’idea originale è stata quella di utilizzare l’esperienza professionale e di vita di artisti che accettassero di esporsi al pubblico di "psi" per arricchire da un punto di vista culturale le attività terapeutiche che comunemente usano le tecniche artistiche.

Ci siamo proposti di dare all’iniziativa una dimensione esperienziale diretta per cui ci sono all’interno del convegno momenti di "spettacolo" ed intrattenimento che tendono a coinvolger il pubblico in un’atmosfera piacevole.

Questa è una proposta che facciamo di solito anche ai pazienti delle nostre comunità e che tenta di creare quell’ambiente terapeutico che rappresenta il substrato di cultura e coltura di tutti gli interventi tecnici.

La formula dell’iniziativa si è parzialmente modificata in quanto abbiamo inteso utilizzare spazi separati con funzioni diverse e come avete visto il convegno si è sviluppato in tempi diversi nella sala convegni, in teatro ed in comunità: è una formula che vorrei riproporre anche per le prossime edizioni.

La fatica organizzativa è stata compensata dal buon risultato e dal consenso ricevuto.

D: Un bilancio di quest’anno: tutto si e’ svolto secondo le aspettative, oppure vi e’ stato qualche inatteso contrattempo, o anche eventi inaspettati dall’esito finale positivo?

R: Direi che per la maggior parte tutto è andato nel migliore dei modi; forse potevano essere rispettati meglio i tempi in modo da dare spazio opportuno anche alle relazioni che si sono aggiunte all’ultimo momento: è comunque difficile contenere il narcisismo ovvio degli artisti che in alcuni (pochi) casi sono stati forse leggermente più" provocatori" del necessario.

D: L’esperienza dei laboratori, a nostro parere, e’ stata, insieme allo spettacolo "Simbiosi d’Arte", l’evento clou della manifestazione, un’occasione di approfondimento e reale sperimentazione delle tematiche trattate. Avrebbe qualche commento in proposito?

R: Ribadisco che la nostra idea, considerando il fatto che ci occupiamo di C.T., è quella che è fondamentale W"apprendere dall’esperienza ; ritengo perciò che sia possibile parlare di quello che accade in un gruppo solo avendolo sperimentato direttamente: questo è il senso della nostra proposta.

Parlino delle "cose" coloro che le hanno sperimentate praticandole, il messaggio degli artisti in teatro è stato in questo senso illuminante.

D: Con lo sguardo verso il futuro, e’ possibile pensare ad un Artisticamente III ? Ci sono progetti , idee in cantiere, o anche alcune cose che per motivi vari non e’ stato possibile realizzare quest’anno?

R: Certamente inizieremo già a lavorare per il terzo appuntamento che manterrà la formula di quest’anno con diversi protagonisti.

L’idea che non siamo riusciti a realizzare quest’anno è quella di avere come ospite un artista, pensavamo a Vasco Rossi che ci aiutasse a rendere più pubblico l’evento.

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