LA MALATTIA, IL VENTO, IL CANE, IL RE

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25 ottobre, 2012 - 15:16

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L'approccio critico al modernismo e all'eredità tramandataci dall'età dei lumi è una tendenza ormai ampiamente diffusa, giustificata e comprensibile tanto in ambito prettamente storico quanto in altri campi del sapere. Il presente lavoro vorrebbe collocarsi all'interno di questa prospettiva di analisi.

Questa tesi di laurea specialistica il Lingue e Civiltà dell'Asia Orientale propone un'indagine, in ambito cinese, riguardante lo sviluppo di quello che viene definito da Michel Foucault "potere psichiatrico".

Tale concetto, storicamente approfondito dagli studiosi in una prospettiva squisitamente eurocentrica, trova una florida possibilità di impiego nel contesto storico della Cina moderna. La questione soltanto in apparenza astratta ed epistemologica del potere psichiatrico ha riscontri concreti in alcune modalità dell'esercizio della pratica medica e del potere giuridico; la collimazione di tali "poteri" trova la sua sintesi nell'istituzione e nell'utilizzo di una ben precisa struttura: l'ospedale psichiatrico. Per comprendere e analizzare nella maniera più critica possibile lo sviluppo di questa particolare forma di esercizio del "potere disciplinare" in un contesto che ancor oggi viene generalmente percepito come "alieno", si è optato per l'approfondimento di diverse tematiche che giocano un ruolo rilevante per quanto riguarda gli argomenti affrontati.

In questo elaborato si analizzano perciò il "sistema medico" cinese, la definizione che tale sistema dà di "malattia" e "malato mentale", il tipo di misure legali applicate nei confronti di chi è oggetto di questo tipo di categorizzazione prima e dopo l'istituzione di strutture specifiche durante la metà del XIX secolo.

Lungi dal voler rappresentare un punto di arrivo per quanto riguarda la storia della psichiatria in Cina, nella prospettiva più ampia di contribuire a demarcare le tappe dello sviluppo di questa scienza medica nel mondo, questo lavoro vorrebbe essere un punto di partenza, uno spunto di riflessione, un contributo al comprendere perché è giusto parlare e far parlare di "antipsichiatria".

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