Editoriale
il punto di vista di Psychiatry on line Italia
di Francesco Bollorino

La comunicazione in ambito professionale psichiatrico nell'epoca di Facebook e Youtube

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8 febbraio, 2013 - 16:47
di Francesco Bollorino

Nel momento in cui presento questa relazione oltre 2 miliardi di persone usano Internet nel mondo, con una crescita dal 480% dal 2000 a oggi con punte di crescita del 2600% in Africa e del 1000% qui in America Latina, sono oltre i 65.000.000.000 il numero delle pagine web presenti in rete distribuite su oltre 450.000.000 di siti web, almeno 750.000.000 di persone hanno aperto una pagina su Facebook, quasi 500.000 persone al giorno creano un account personale su Twitter, superano i 5.000.000.000 i possessori di un'utenza telefonica mobile e i dati dicono che nei prossimi 5 anni l'accesso alla rete tramite gli smartphone supererà quello fatto attraverso le connessione a rete fissa cablata, sono oltre 5.000.000.000 le foto caricate su Flikcr, la fruizione di contenuti video ha raggiunto il 40% del traffico totale in rete e si appresta nel 2012 a superare la trasmissione testuale dell'informazione in rete, ogni minuto 48 ore di video sono caricate su YouTube con un tasso di crescita del 100% rispetto all'anno scorso. Insomma, con una frase, che quantunque un po' antiquata, riassume benissimo i fatti: INTERNET, nonostante la crisi economica mondiale, gode di ottima salute! 
Nel 1999 nel saggio “ASCESA E CADUTA DEL TERZO STATO DIGITALE” scrissi che l'Information Society si sarebbe pienamente realizzata quando si fosse affermato a livello globale un nuovo paradigma: “reti informatiche formate da unità pensanti sempre più piccole, sempre più potenti, sempre più user-friendly, sempre più multimediali tra loro interconnesse mediante un protocollo di comunicazione cross-platform e mediante sistemi di comunicazione sempre più efficienti e rapidi nella distribuzione dei dati, la cui fruizione e la cui costruzione è controllabile, in buona parte dall'utilizzatore finale.” 

La realtà di oggi ci conferma che stiamo compiutamente e ineluttabilmente vivendo questa rivoluzione sociale prima ancora che tecnologica. 
Nell'ultimo capitolo del saggio citato affermavo inoltre: “Nel suo ultimo contributo, scritto prima di morire nel giugno del 1996 e letto in un convegno organizzato in Italia nell'ottobre dell'anno precedente Thomas Kuhn afferma: “ La terza tappa (del mio cammino di ricerca NdR.) è notevolmente più recente. E' segnata dall'utilizzazione di una distinzione tra due processi che solitamente vengono fusi nella filosofia del linguaggio, il processo di apprendimento di una lingua da un lato e quello di traduzione dall'altro. Paradossalmente il traduttore radicale di Quine, che mi ha fatto conoscere per primo la traduzione, non è affatto un traduttore ma qualcuno che apprende una lingua.” Il mondo dei bit e quello degli atomi possono apparire, ad un'osservazione superficiale, quali realtà incommensurabili con linguaggi a volte profondamente diversi: compito “politico” del Borghese Digitale è e ancor più sarà in futuro quello di creare o, forse è meglio dire, far riconoscere il ponte tra virtuale e reale, divenire in altre parole un “traduttore”, possedendo i due vocabolari, in una sorta di bilinguismo indispensabile allo sviluppo futuro della società.”: viviamo, come dice Slavoj Zizek, in un periodo ancora di transizione che “ci permette di percepire quel che stiamo perdendo e quel che stiamo guadagnando. Questa percezione diverrà impossibile quando accetteremo totalmente le nuove tecnologie e le sentiremo del tutto familiari” ed è per questo che è importante oggi mettere le basi per una profonda rivoluzione nella comunicazione scientifica potendo “agire” in maniera consapevole essendo in possesso di due linguaggi, quello tradizionale e quello offerto dall'evoluzione tecnologica, consapevoli della necessità di porre le basi oggi per un futuro non subito ma gestito in maniera adeguata ai tempi e alle necessità senza rimpianti “per il bel tempo che fu” ma neppure senza derive tecnofiliche fine a se stesse.
Vivere come viviamo nel postmoderno postindustriale non significa accettare con un dato di fatto il predominio di un “relativismo culturale” per cui “tutto va bene” e tanto più ciò è essenziale per la Scienza e per la diffusione di contenuti scientifici certificati e di qualità, l'ambito nel quale si muove la mia relazione di oggi.
Vivere nel postmoderno postindustriale non può prescindere dal comprenderne il contesto.
Tutta la comunicazione, compresa la comunicazione scientifica, per la “potenza” dei mezzi in gioco sottostà a nuove regole che ho definito “ LA SANTISSIMA TRINITA' DELLA COMUNICAZIONE” all'interno della quale INTERNET è ”ancora il messaggio” in una categoria intermedia che propongo di definire “semifredda” per la complessità della sua fruizione e per il diverso coinvolgimento che tale complessità comporta per il fruitore, seguendo la lezione di McLuhan.
La SANTISSIMA TRINITA' DELLA COMUNICAZIONE, ovvero l'interazione dei fattori che ne determinano le caratteristiche e il successo è rappresentata da CONTENUTI, POTENZIALITA' DEL MEDIUM e FACILITA' DI ACCESSO. 
Non ci troviamo di fronte ad una interazione tendente all'armonia. Tra gli elementi della Trinità non vi è il LOGOS della Trinità Cristiana ma la dialettica potente della Trimurti Induista.
Il Dharma che regola il rapporto tra le istanze della Trimurti vede Brama, il costruttore, incarnare i contenuti, il cuore ineludibile di qualunque processo costruttivo di una comunicazione, la base da cui tutto parte, Vishnù, il conservatore, è la qualità del medium, che conserva i contenuti, Shiva, il distruttore, è la facilità di accesso, lo snodo ineludibile nella costruzione di una moderna comunicazione la cui presenza o assenza ne può determinare il fallimento, e, paradossalmente, ne rappresenta anche la facile obsolescenza, sia delle tecnologie sia della presenza in Rete.
Ogni sistema di comunicazione si differenzia per il prevalere ora di una ora di un'altra delle tre istanze della Trimurti e dagli equilibri dialettici che si instaurano si determinano le caratteristiche specifiche di ogni sistema considerato. 
Il peso delle istanze può variare a seconda del medium che prendiamo in considerazione ma nessuna può prevalere totalmente per avere una KILLER APPLICATION sia essa la Bibbia di Gutemberg o la Comunità virtuale di Facebook Faccio alcuni esempi prima di arrivare al tema che mi è caro, ovvero la comunicazione di rete anche perché la dialettica tra le istanze è un modo per leggere qualunque sistema di comunicazione non solo Internet.
Se prevalgono i CONTENUTI avremo un sistema di comunicazione di élite, indirizzato a pochi: un esempio può essere rappresentato dall'uso del latino nella stesura dei testi anziché del volgare in epoca medioevale, in ambiti in cui la facilità di accesso era secondaria e anzi ritenuta pericolosa. 
Se prevale la FACILITA' DI ACCESSO avremo sistemi di comunicazione di massa omologanti e anonimizzanti, la TV in primis in cui per dirla alla McLuhan, il mezzo E' IL MESSAGGIO. McLuahn intende che le trasformazioni che un media è in grado di creare in una società sono conseguenza delle caratteristiche di penetrazione del media stesso e non dei contenuti specifici che offre. Non c'è differenza per il video on demand pagato via paypal tra un documentario sulla Guerra Fredda e un film porno! Neppure tra una telefonata cellulare tra due filosofi che decidono i contenuti di una rivista accademica, tra la telefonata di due teenager che si scambiano informazioni sulle nuove steackers, tra due pusher che si scambiano in codice la localizzazione della merce. La rivoluzione sta nel fatto che possono telefonare mentre stanno camminando o sono in coda in un negozio. Queste è l'effetto modificante delle tecnologie.
Se prevale la POTENZIALITA' DEL MEDIUM ovvero l'infrastruttura avremo sistemi di comunicazione volti eminentemente all'uso: la telefonia rientra in questo ambito. L'avvento di Internet ha determinato una svolta epocale nei sistemi di comunicazione nel momento in cui il DIGITAL HUB che la rete oramai sempre più rappresenta potendo contenere in sé tutti i media prima anche rigidamente separati tra loro, comporta una dialettica nuova e molto forte tra le istanze menzionate in una logica in cui all'interno della rete esse possono continuamente riconfigurarsi in un universo comunicazionale in continua evoluzione e cambiamento che può dare spazio ad ogni forma di comunicazione senza più le separazioni di un tempo.
In rete sempre più si afferma il ruolo del soggetto-utilizzatore quale elemento centrale nell'orientamento e nell'evoluzione della comunicazione on line, in una realtà in cui “le abitudini di uso” degli strumenti spesso prescindono dal livello culturale degli utenti o dal target di riferimento. Ma noi sappiamo che una tecnologia della comunicazione è soggetta ad attacchi darwiniani dell'ambiente umano che la distruggono se non è in grado di sopravvivere attraverso l'utilizzo delle persone. Una tecnologia inadatta, perché non immediata nell'uso e non rispondente ai desideri, incapace di modificare la vita quotidiana, è destinata a essere abbandonata e dimenticata.
In realtà si potrebbe affermare che esistono ormai “molti internet” determinati appunto dalla forza che le scelte degli utenti determinano.

Esaminiamo la declinazione della TRIMURTI DELLA COMUNICAZIONE all'interno della rete.
I CONTENUTI sono ovviamente tutto ciò che passa per la rete in una dinamica inarrestabile di produzione sempre più diffusa e per molti versi incontrollata e incontrollabile dai tradizionali produttori di informazione. L'elemento che sempre più prende campo è la generazione da parte degli utenti e lo sviluppo “sociale”, la vita sociale dei documenti che divengono un patrimonio condiviso e condivisibile, non più solo elementi indicizzati in un motore di ricerca, fatti oggetto di una azione di share diffuso attraverso le reti sociali, che rappresentano non già una novità visto che DA SEMPRE Internet è servito essenzialmente mettere in contatto le persone più che i terminali, ma un modo nuovo con cui far circolare le idee con una connotazione di appartenenza affettiva associata. Un secondo elemento è rappresentato dalla sempre maggiore importanza che la multimedialità ha nella diffusione dell'informazione in rete.

La POTENZIALITA' DEL MEDIUM è rappresentata dalla infrastruttura di progetto informatico che veicola i contenuti e ormai dobbiamo parlare di MULTICANALITA' e dello stretto legame che unisce le applicazioni informatiche alla qualità percepita dei contenuti veicolati. Lo sviluppo del mobile è l'elemento più caratteristico di questa fase, sviluppo che porta con sé una altro elemento importante la georeferenziazione di tutti i contenuti e la loro “collocazione” in una “realtà aumentata” che sempre più sarà nostra compagna negli spostamenti nello spazio fisico (reale e virtuale non hanno più ragion d'essere come categorie separate). E ancora torna McLuhan quando introduce il concetto di ritribalizzazione della società. Oggi le persone, come i nostri antenati nomadi, riescono di nuovo a portare con sé tutti loro saperi attraverso semplici strumenti di connessione e chiavi di accesso. E le tribù non vivono necessariamente fisicamente assieme, ma sono unite attraverso social network e altri strumenti di selezione.

La FACILITA' DI ACCESSO è rappresentata dall'usabilità dei contenuti e dalla semplicità con la quale essi possono essere diffusi e fruiti. E' la diffusione del “Creative commons” e del concetto di copyleft a determinare il drive dello sviluppo della diffusione della conoscenza in rete, accanto alla costruzione di informazione frutto della cooperazione favorita dallo sviluppo di applicativi per la gestione sociale della conoscenza, WIKIPEDIA in primis, che più che un sistema per creare una enciclopedia in termini cooperativi, rappresenta un modo di intendere la diffusione della cultura. Un altro elemento è la sempre maggiore importanza degli aggregatori di informazione e la “disponibilità tecnica” dei contenuti a venire aggregati e per ciò stesso condivisi e diffusi. E' per intenderci la metafora del “mi piace” che ha decretato il successo planetario di Facebook, all'interno della cui comunità lo share si reifica in una nuova dimensione della diffusione dei contenuti molto determinata anche in questo caso dall'azione partecipe e attiva del soggetto utilizzatore, in una nuova dimensione in cui il mass media scompare per far posto a “mattoni di informazione e conoscenza” in costante riorganizzazione rizomatica che divengono patrimonio diffuso attraverso le scelte del fruitore e non necessariamente del solo emettitore con la creazione di un infinito ipertesto che definirei costituito da nodi più “affettivi” che soltanto “logici”.

Alla luce del quadro fino ad ora presentato come dovrebbe cambiare la comunicazione scientifica mediata attraverso INTERNET che fino ad oggi è stata proposta o come mera “copia” della tradizionale forma cartacea o come puro punto di “appoggio” in rete senza una precisa identità?
Una premessa a quest'ultima parte della mia relazione, è d'obbligo: la rete si avvia a divenire l'unico mezzo per la diffusione di contenuti “di nicchia”. Si può tranquillamente affermare che prima della fine di questo secondo decennio del secolo non esisterà più la carta per la diffusione e la pubblicazione di lavori scientifici, lungi dal morire le riviste scientifiche molte delle quali hanno ormai una “sponda” di rete si debbono, a parer mio, attrezzarsi per tempo a questo destino che rappresenta una grande occasione, più che la fine di un'epoca

Più che presentare ipotesi teoriche vorrei qui proporre il modello di comunicazione che ho elaborato per la mia rivista on line Psychiatry on line Italia e che sto per passi mettendo in atto.
Se è vero che ciò che sto presentare è un sistema complesso di gestione dell'informazione è altrettanto vero che l'occasione è davvero unica per le riviste scientifiche potendo partire da una base solida ed essenziale: il possesso di un patrimonio “storico” di contenuti su cui costruire un progetto innovativo che pur nelle tensioni dialettiche proposte prima tra le istanze della TRIMURTI provi a tendere verso un equilibrio, verso il LOGOS che vuol dire per me comunicare nel migliore dei modi possibili.
Come?
Le linee guida si possono riassumere nella frase: “ innovare per crescere in qualità e per raggiungere il maggior numero di persone possibile” nella logica per me ineludibile che non esiste una scienza elitaria ma esiste semplicemente una scienza che deve essere il più disponibile possibile in termini di diffusione e molto probabilmente di ibridazione culturale e che tale scienza va comunicata nel modo migliore possibile, senza per altro confondere la Scienza con la divulgazione scientifica.

Declinando questo assunto nella pratica come è già organizzata e come sempre più si organizzerà in futuro POL.it?

A) BEING SOCIAL: presto la rivista si trasformerà in un social network specializzato aperto a tutti come lettura ma riservato agli operatori della Salute Mentale per la creazione di pagine personali per l'interazione con i contenuti proposti: non smetterà di essere una rivista scientifica con specifiche sezioni e articoli proposti in maniera “tradizionale” ma punterà alla creazione di una comunità attorno ai contenuti creati dagli utenti registrati. Accanto a ciò Psychiatry on line Italia è già fin d'ora presente con una propria pagina su Facebook e con un proprio canale su Twitter con obiettivi dichiaratamente diversi: informare rapidamente tramite Twitter e diffondere e condividere contenuti tramite Facebook consentendo anche nel secondo caso ulteriori livelli di condivisione e interazione sociale attorno ai suoi contenuti e a quelli generati dagli “amici” on line in una strategia di comunicazione integrata multipiattaforma ottimizzata alla massima visibilità sulla rete.
B) BEING SHARED: i contenuti della rivista saranno tutti coperti da licenza “creative commons” con possibilità di riproduzione parziale o totale col solo vincolo del copyleft. Verrà sviluppato uno spazio WIKI per la costruzione di un sapere condiviso e in costante aggiornamento sui temi principali della psichiatria.
C) BEING VIDEO: Psychiatry on line Italia ha aperto da tempo un proprio canale tematico su Youtube con la possibilità anche di trasmettere in diretta streaming selezionati avvenimenti. L'intento è quello di veicolare attraverso il video contenuti specificamente pensati per tale strumento (interviste e documentari) e utilizzare il video come repository di eventi scientifici registrati e come tali riproducibili: mi riferisco in particolare ai Congressi scientifici che possono tramite il video avere una “lunga vita sul web” e allargare a dismisura la fruizione dei contenuti culturali proposti e ad hoc registrati. In prospettiva si può immaginare la realizzazione di conferenze on line in streaming in diretta che successivamente potranno essere fruiti in podcast, così come è ipotizzabile l'interazione tramite l'uso della chat testuale per i partecipanti alla diretta video.
D) BEING GLOBAL: il progetto comunicativo di Psychiatry on line Italia è sviluppato su piattaforma open source e verrà offerto al libero uso di tutte le riviste che vorranno sfruttare la nostra esperienza allo scopo di creare un network interconnesso di testate accomunate dallo stesso spirito innovativo e dallo stesso approccio alla informazione. 
Al tempo stesso Psychiatry on line Italia si offre come canale di comunicazione e informazione per gli operatori e le associazioni in ambito spy: in particolare il canale aperto TWITTER e la pagina aperta FACEBOOK si prestano bene a divenire un luogo collaborativo dove trovare tutto ciò che interessa ai professionisti e agli utenti della Salute Mentale evitando eccessive polverizzazioni comunicazionali nello spirito di collaborazione reciproca che è stato da sempre la vera carta vincente nello sviluppo della rete e delle sue migliori applicazioni. 
E) BEING OPEN: la rete è un cantiere in continuo movimento e un progetto di comunicazione moderno deve essere pronto ad adeguarsi e/o a sfruttare nuove opportunità che si affaccino sulla rete e che possano lungi dalle suggestioni del nuovo per nuovo rappresentare una nuova frontiera da conquistare o una nuova modalità di proporre contenuti. L'obiettivo non è la massificazione ma l'ottimizzazione in un progetto aperto che abbia sempre e comunque come principio uniformatore la ricerca della qualità elevata e certificati dei documenti pubblicati, attorno ai quali e solo attorno a documenti di tal fatta si può o meglio si deve costruire una vera comunità “immaginata”, “introiettata” mai immaginaria in costante crescita. 

Certo tutto quello che ho esposto presuppone una disponibilità di collaborare e una curiosità di partecipare da parte dei colleghi forte e chiara, da parte mia non posso che auspicarla e proporre delle occasioni per avviare nuove forme di socialità e trasmissione del sapere.
Credo stia a chi vede e vedrà le novità di Psychiatry on line Italia decidere se valga la pena o meno impegnarsi in prima persona in un processo di tal fatta
Quest'anno in agosto il web ha compiuto 20 anni:
"Il Web - ha scritto il suo inventore il fisico Tim Berners-Lee - è più un'innovazione sociale che un'innovazione tecnica. L'ho progettato perché aiutasse le persone a collaborare, e non come un giocattolo tecnologico. Il fine ultimo del Web è migliorare la nostra esistenza reticolare".

Credo non si possiamo che condividere queste parole e credo sia compito della comunità scientifica in primis far sì che ciò avvenga in una costante evoluzione per una sempre maggiore diffusione del sapere che è la prima pietra, sempre, su cui costruire percorsi di sviluppo e libertà.

*Relazione presentata al Congresso WPA 2011 a Buenos Aires, AR

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