Editoriale
il punto di vista di Psychiatry on line Italia
di Francesco Bollorino

Diario indiano

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11 febbraio, 2013 - 11:38
di Francesco Bollorino

di Leonardo Montecchi

 

Delhi


Arrivati a Delhi di notte. Il taxi per old Delhi attraversa una sterminata metropoli buia, qualche lampione, fuochi di legna o immondizia che bruciano molte persone che dormono per terra in improvvisate situazioni: una stuoia per terra, un muretto,accanto ci sono cani. L`Hotel non e` male.  Il giorno dopo Agnese ed io pratichiamo una piccola deriva ci immettiamo nelle strade caotiche polverose e piene di cicloriscio` motoriscio` automobili camion che strombazzano motociclette con motociclisti con casco ma soprattutto molta,molta gente persone affaccendate che trasportano oggetti svariati.

C`e` una fila di botteghe dove scolpiscono le statue degli dei, sono li a rifinire Shiva o Ganesch,il dio con la testa di elefante,mentre il traffico ci ricorda che siamo nel 2006. Eppure, questa volta,a Delhi ho visto poche mucche in strada, ce ne sono alcune che tirano carri, ma non fermano piu` il traffico come una volta.

Ho letto che il governo cerca di far si che i proprietari delle mucche,ebbene si hanno dei proprietari, le tengano lontano dal traffico.

Mi sembra un grosso cambiamento, il tempo della modernita` non e` piu`adatto alla mucca sacra indu`? Penso questo e poi vedo da in muro comparire un gruppo di scimmie, una persona, di quelli che dormivano per terra, da una banana ad una scimmia che la sbuccia con perizia e se la mangia. ne vengono altre e si prendono la loro dose di banane da persone che non hanno da mangiare per loro stessi..

Vedo una scimmia seduta su di una specie di paracarro che guarda il traffico e mi trovo a pensare: che cosa pensera`? L`India cosi` mi si presenta di nuovo come il paese degli dei. Qui non si e` udito il grido "Pan e` morto" Qui gli dei sono in mezzo al traffico nel cielo ma soprattutto in terra. La civilta` classica politeista e` questa. E` come se l`antica Roma si fosse di colpo presentata qui. L`imperatore Giuliano e` riuscito nel suo intento ed ha restaurato l`antica religione. Qui e` successo quando l`induismo e` ritornato dopo il Buddismo.

Haridwar


Prendere il treno per Haridwar non e` poi cosi semplice, all`ingresso della stazione cercano di avviarti verso agenzie private, ma esiste un ufficio dentro la stazione dove i turisti possono comprare i biglietti. Bisogna raggiungerlo superando le persone sedute o sdraiate che affollano l`atrio. C`e` una specie di ceck in con dei militari perche` ci sono state le bombe a Bombey poco tempo fa. L`attesa sul binario e` contornata da una moltitudine di persone. Il treno e` efficente..... Haridwar e` una citta` santa al nord di Delhi, e situata sul Gange proprio quando il fiume scende dalle montagne ed inizia il suo corso in pianura.

Non si possono bere alcolici di nessun tipo, non sono in vendita, non c`e` carne nei ristoranti. come fanno gli abitanti? Sono vegetariani completamente. L`albergo ha un piccolo giardino ben tenuto che da sul Gange. Possiede un piccolo Gath. I gath sono imbarchi con scale che discendono verso il fiume sacro e sono utilizzati per le cerimonie di purificazione: lavarsi nell`acqua ecc. ma anche per le certmomie officaiate dai Bramani come la pujia o offerta o la cerimonia del fuoco. La citta` e` attraversata da una forte spiritualita` lungo i gat che sono numerosissimi ci sono migliaia di persone che si bagnano nella Ganga (il nome Hindi del Gange) bambini che fanno il bagno ,sanniasin vestiti d`arancione che cercano il Samadi, vediamo il cadavere di una donna forse appena morta coperto totalmente da un sudario che l`avvolge per la cremazione. Una serie infinita di mutilati, uomini senza gambe che si appoggiano su una tavola con ruote, storpi, alcuni con elefantiasi, altri con arti mutilati forse per effetto della lebbra. tutti chiedono il bakscis: l`elemosina, vicino al gath piu` sacro dove si dice ci sia l`orma del dio Visnu`. la sera nel gaht si assiepano migliaia di persone per celebrare il rito del fuoco. Prima del tramonto iniziano i canti e poi viene portato il fuoco al celebrante, vi sono diversi sacerdoti che presiedono al rito. Fra i canti dei veda che tutti intonano il celebrante presenta il fuoco poi l`aria poi la terra con i fiori poi l`aqua che e` nel fiume e poi il quinto elemento che li contiene tutti. I presenti lasciano andare le offerte sul fiume che come tante piccole fiammelle su barche si allontanano in questa luce surreale che mantiene il sole anche dopo il tramonto. si sente un`atmosfera leggera ci si sente in contatto con la natura con gli altri e con il mondo.

Risikes


Dopo una Pujia personale sul gath di fronte all`albergo ci allontaniamo per cercare di andare alle sorgenti del Gange. Prima tappa a Risikes. Che e` una citta` che vive sul Gange affollata di Aschram, si definisce la capitale mondiale dello Yoga. Ci sono due ponti pedonali che attraversano il fiume, sempre pieni di persone scimmie ad altri animali. I sanniasin sono dovunque, la mattina e la sera si sentono i canti,alcuni anche un po` stonati in lode a Krisna: hare Kriscna ecc ecc. In qusta citta` nel 1967 vennero i Beatles a soggiornare da un Guru. Comincio` allora la fascinazione per l`India che in precedenza era stata di piccole minoranze di artisti: Herman Hesse o piu` tardi Ginzberg che ai primi degli anni 60 fece un viaggio in India. i Beatles furono colpiti a fondo dall`India e mutarono il loro modo di fare musica, introducendo anche il Sitar. allora l`idea dell`india era legata all`idea dell`espansione della coscienza. Alla mattina dopo una seduta ayurvedica con un specie di bagno lustrale partiamo per Hurrarkaski....

Verso le sorgenti del Gange


La strada si inerpica velocemente attraverso la foresta.compaiono ai bordi le solite scimmie in grande quantita`.Dicono che in queste foreste ci sono anche gli elefanti ma non ne ho visti. I parchi dove si possono vedere le tigri sono chiusi. la strada sale a 1000 metri di quota, comincia ad intravvedersi il fondo valle. le curve si susseguono ininterrottamente e la strada riduce la carreggiata. Ogni tanto ci sono delle frane, forse per i recenti monsoni.

La strada sale ancora e si vedono burroni e abissi, gli alberi sono radi e la carreggiata e` ormai ridotta a una stretta corsia. Ogni tanto, in senso contrario provengono autobus e camion il clakson e` in funzione continuamente e ci si schiva quasi per miracolo all`ultimo minuto. sale l`adrenalina e ci chiediamo ma a noi chi ce l`ha fatto fare di rischiare di finire in un abisso per arrivare alle sorgenti della Ganga? Dopo 6 ore di tormento con nausea vertigini e paura si arriva ad Huttarkaski, che pur bruttina ci appare come un miraggio. E` sera siamo contenti di essere arrivati. troviamo una sistemazione ed andiamo in visita del paesino. Agnese mi comunica che non ha intenzione di proseguire oltre,io penso che e` meglio fare cosi`.Dovevamo fermarci per la notte e cosi` facciamo, il giorno seguente andremo fini dove potremo nella direzione delle sorgenti lasciando perdere Gangotri. Infatti il giorno dopo ci avviamo sulla strada che inizialmente e` molto bella, un paesaggio alpino tipo valle perduta con il fiume al centro. qui il Gange si chiama Bhaagirati. arriviamo ad un Asram isolato e scendiamo al fiume. C`e` una grande pace, si sentre scorrere l`acqua una signora fa le sue abluzioni. il fiume e` piccolo ma l`acqua scorre potente proveniendo dai ghiacciai Himalaiani. Stiamo in quella situazione un po` a meditare sui casi della vita sul ciclo degli elementi sull`io e sul corpo e sul nulla. anche ci lasciamo andare al silienzio. Poi la strada sale ancora e dopo un po` ricominciano i precipizi le curve e gli incontri ravvicinati con i Camion sull`orlo dell`abisso. A settanta chilometri da Gangotri torniamo indietro per continuare il viaggio da Huttarkaski

Acque


Ad Uttaraski c'è un Gath che degrada verso un fiume vorticoso ed increspato da onde che mutano continuamente, sono affascinato dalla forma frattale dell'onda e dall'attrattore strano che trasforma il flusso laminare in turbolento e da quello che genera l'onda. Penso ad un parallelo con la nozione Indù di karma cioè l'azione che genera le conseguenze. Su questo gath l'atmosfera è particolarmente alla buona, c'è un Sadu che si occupa della cerimonia, è ben in carne e butta in acqua i fiori con un secchio di plastica. I "fedeli" accorrono alla spicciolata, fanno le abluzioni, alcuni, i più giovani non si tolgono le scarpe, c'è un clima che mi ricorda le funzioni serali mariane del mese di maggio degli anni 60 quando c'era l'occasione per uscire con le ragazze. Un cane scende le scale per andare a bere.

E' molto lento sembra che faccia il percorso con devozione. Cantano e mettono nel fiume le offerte con sopra le fiammelle che vengono tutte rovesciate nelle onde, qualcuna arriva anche sulla cresta,nessuna supera la barriera delle acque. Chissa cosa succederà con l'arrivo del consumismo, verrà distrutta la società Indù?Mi viene in mente Pasolini e la sua analisi sulla scomparsa del mondo contadino e sulla affermazione del consumismo e dei valori piccolo borghesi.Ancora in India il 70% della popolazione vive in campagna i dati mondiali invece dicono che il 50% della popolazione vive nelle città. In queste immense metropoli le moltitudini perdono la struttura solida del loro legami,come dice Baumann, per assumere una identità liquida più adattabile ai continui mutamenti post-moderni,non so cosa succederà in India, se aumenteranno ancora le metropoli?....

Corvi


Di nuovo Risikes. Una deriva per la città ci porta inevitabilmente verso il fiume.case malridotte bambini che giocano, vacche e cani girovaghi, scimmie che saltano sui muri. Vediamo una animazione dietro un muro, al di la del cancello ci sono persone che stanno costruendo una pira con il legno, accanto c'è il cadavere di un uomo coperto parzialmente da un sudario,il viso è scoperto.

Il corpo è posto su di una specie di barella che serve per sollevarlo e porlo sulla pira ed è coperto di coroncine di fiorni arancioni e gialli. Più avanti da un vicolo sta uscendo un piccolo corteo con una giovane donna che piange e qualcuno tenta di consolarla.pensiamo sia la vedova.

Che fine farà? da qualche parte nell'India esiste ancora la consuetudine del sati,la vedova viene costretta a gettarsi viva nella pira del marito.

Speriamo che questo non succeda mi viene angoscia per questo pensiero.

Che cosa fare? forse sposerà il cognato o diventerà lo zimbello sessuale del quartiere? Sulla parte del fiume dove termina il crematorio gracchiano i corvi e volteggiano aspettando il loro pasto......

Intermezzo

Moussori è una delle città invisibili di Italo Calvino,si sostiene sulla cresta di un monte a 2000 metri. Seguiamo la strada principale che si chiama Dahl, da lontano si scorge un cucuzzolo sulla cui cima c'è un piccolo tempio bianco. Saliamo fin li.

Non c'è nessuno. le nuvole che salgono dalle valli intorno lasciano intavvedere il paesaggio. e' tutto molto sospeso, un luogo ideale per raccontarsi i sogni e cercarne un qualche possibile significato.......

 

La coda del monsone


Delhi. Stiamo andando al tempio Jaina vicino al forte rosso, c'è un ospedale degli uccelli, dentro il tempio,in varie gabbiette ben tenute ci sono piccioni ed altri volatili ammalati in cura. Viene una bambina con un coniglio sofferente. Sembra un ambulatorio vetrinario,e lo è, ma è anche l'attività di una antichissima religione da cui proviene il dogma della non violenza,l'aimsha. Gandi ha ripreso questo concetto dai Jaina che per non uccidere inavveritamente neanche i moscerini girano con una benda alla bocca o spazzano la terra per evitare di uccidere vermi o formiche. Mentre siamo li inizia a piovere. E' la coda del monsone, la pioggia è torrenziale e si rovescia sul traffico caotico di Chadni Chowk aumentando, se possibile il caos. Ci ripariamo sotto una tettoia del signore che custodisce le scarpe prima del tempio.

Si aggiungono in breve due militari e una donna incinta ed altri fino a colmare il piccolo spazio.

Nessuno impreca,sono tutti tranquilli, qualcuno corre ridendo sotto la pioggia. ad un certo punto si sente un rumore che non è un tuono, sembra la musica di una fanfara, è la musica di una fanfara con tromboni e trombe. I musicisti vestiti in alta uniforme con tanto di pennacchi suonano in corteo portando con se sui carri le statue di Ganesh poi di Shiva e di Krisna e di tutti gli dei. C'è Visnu dormiente. Enormi statue di gesso colorate, in carri trainati da trattori ma anche da cavalli che scivolano nella pioggia torrenziale. Un corteo di lanceri a cavallo si mischia alla folla e tutto al suono della fanfara. Nemmeno Fellini avrebbe potuto immaginare un finale simile per il nostro viaggio in India.

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